Sab 17 Ott 2020 - 1031 visite
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Ancora attriti tra Ilaria Cucchi e la Camera Penale

L'associazione degli avvocati tirata in ballo dopo l'imputazione coatta di un “heater”: “Abbiamo difeso i principi costituzionali, non le azioni delle persone”

Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo

C’è ancora attrito tra Ilaria Cucchi (e il suo avvocato Fabio Anselmo) e la Camera Penale Ferrarese sulla vicenda del processo per diffamazione che la vede parte offesa.

Dopo l’imputazione coatta ordinata dal gip Carlo Negri per Giuseppe Buraschi – il medico ferrarese di 65 anni accusato di diffamazione aggravata per una frase scritta sulla pagina Facebook del segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Stefano Paoloni – Cucchi ha punzecchiato su su Facebook la Camera Penale estense, intervenuta a luglio nella querelle che la aveva vista scontrarsi anche con il procuratore capo Andrea Garau.

“Avevo manifestato il mio disappunto di fronte alla legittimazione della Procura di queste espressioni. Era stata chiesta l’archiviazione non ritenendole diffamatorie ma legittimo esercizio del diritto di critica. La Camera Penale ferrarese era entrata in campo per manifestare solidarietà al Procuratore – ha scritto la sorella di Stefano Cucchi su Facebook giovedì notte -. Oggi il Gip ha ritenuto gravemente diffamatoria quella espressione. ‘Insulto e denigrazione’ verso me, mio fratello ed i miei genitori. Ha disposto imputazione coatta con buona pace di tutti. Sarà processo e, come è vero Iddio, andrò fino in fondo”.

“Spiace constatare che Ilaria Cucchi continui a non comprendere il significato dell’intervento della Camera Penale Ferrarese rispetto alla vicenda processuale che la vede in veste di persona offesa del reato di diffamazione – è la replica del direttivo dell’associazione degli avvocati -. Abbiamo cercato di spiegarlo a più riprese ma, purtroppo, non abbiamo raggiunto l’obiettivo”.

La Camera Penale Ferrarese afferma di non essere mai “entrata in campo per manifestare solidarietà al Procuratore e, soprattutto, non ha mai dato il proprio appoggio alle parole pronunciate nei confronti della sig.ra Cucchi. La Camera Penale Ferrarese ha, invece, sempre ribadito nei propri interventi la fermezza e l’autorevolezza di quei principi costituzionali su cui si basa un’intera società civile ed uno Stato di diritto degno di questo nome: i principi del giusto processo, del diritto di difesa, quello di presunzione di non colpevolezza e, soprattutto, ha sempre disapprovato (come sempre continuerà a fare) la celebrazione del processo sui mass media, anziché, nelle aule di giustizia”.

“Principi questi che sono fondanti la nostra associazione e da cui non ci discosteremo mai neanche di fronte all’accusato dei peggiori reati e nemmeno quando la persona offesa si chiami Ilaria Cucchi.
Noi difendiamo i principi costituzionali e non le azioni delle persone – prosegue la Camera Penale -: per questo, altrettanto, spiacevoli sono le affermazioni contenute nel post del difensore (peraltro, socio della nostra associazione, di cui, quindi, dovrebbe condividere gli ideali) della Sig.ra Cucchi in cui a chiosa di un suo commento sulla vicenda afferma che la mancata archiviazione ‘la dedica a chi ha avuto il coraggio di dire che Ilaria Cucci è una mitomane … ed a coloro che lo hanno sostenuto’. Non vorremmo mai pensare che l’avv. Anselmo ritenga il Procuratore (per aver esercitato uno dei poteri ad esso attribuiti dalla legge), il difensore del dott. Buraschi (che senza necessariamente condividerne le affermazioni esercita la difesa come previsto dalla nostra Costituzione) o la Camera Penale (per aver ricordato i principi che devono essere attuati nel processo) dei sostenitori delle azioni dell’indagato.  Ci auguriamo che il collega voglia chiarire questa sua affermazione che, se interpretata come sopra, si presta ad essere gravemente denigratoria delle parti coinvolte nel processo e della nostra associazione che, si ribadisce, mai ha manifestato il proprio consenso alle azioni compiute non solo dal dott. Buraschi, ma da qualsivoglia indagato, lasciando questo compito al processo che (con i suoi riti e le sue garanzie per la vittima, ma anche, e soprattutto, per l’indagato) ha l’onere di chiarire gli aspetti fattuali e giuridici delle vicende”.

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