Incendio in un’azienda agricola a Brazzolo, sette squadre dei vigili del fuoco al lavoro
Un grosso incendio ha colpito il magazzino di un'azienda agricola in via Zaffo a Brzzolo, frazione di Copparo, intorno alle 14 del 7 settembre
Un grosso incendio ha colpito il magazzino di un'azienda agricola in via Zaffo a Brzzolo, frazione di Copparo, intorno alle 14 del 7 settembre
Grave infortunio sul lavoro in un cantiere nel Comune di Tresignana, in via Molino. A rimanere ferito, intorno alle 9.38 del 7 settembre un operaio di 48 anni
La sicurezza idraulica di Ferrara passa attraverso 16 interventi, per un investimento complessivo superiore ai dieci milioni di euro, finanziati nell'ambito delle risorse ottenute dopo l'alluvione del 2023
La dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Alda Costa di Ferrara, Antonietta Allegretta, ricorda la maestra Milva Boarini, stimata docente di scuola primaria improvvisamente scomparsa
Otto operai, intorno alle 9 di mattina del 7 settembre, sono rimasti intossicati per aver inalato sostanze tossiche in un'azienda che si trova sulla strada provinciale 2 a Copparo
di Giada Magnani
Filo di Argenta. In casa della Coopagricola Braccianti Giulio Bellini a Filo di Argenta il caso non è nuovo. Un fatto simile è datato circa un anno fa, quando alla cosiddetta tenuta “Garusolina”, che fa capo annessa azienda vitivinicola “Garusola” un incendio bruciò il silo, l’unico in dotazione a quel tempo, che conteneva granaglie.
Ebbene, come una sorta di ironia della sorte, la notte tra martedì e mercoledì scorsi le fiamme si sono divorate il secondo silo, costruito di recente in affianco al primo, poi recuperato, e con esso è stato carbonizzato il suo contenuto: circa 300 quintali di semi di soia.
Il rogo è divampato intorno alle 3 del mattino. A dare l’allarme, raccolto dai vigili del fuoco del distaccamento di Portomaggiore e dai carabinieri, sarebbe stato un vicino accortosi di una densa colonna di fumo che si alzava in cielo.
L’ammontare delle perdite subite, cereali abbrustoliti e danni al grosso recipiente, ammontano a circa 50.000 euro. I pompieri, giunti sul posto con due autobotti e altri mezzi di servizio, hanno lavorato sino al tardo pomeriggio per domare quell’enorme falò ed estrarre il prodotto stoccato, ormai incenerito. Secondo loro sarebbe da escludere l’origine dolosa, un corto circuito elettrico o l’autocombustione. Le cause sarebbero invece da imputare a un fenomeno di surriscaldamento dell’impianto di essicazione della merce andata in fumo. Per fortuna non si registrano feriti.
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