Infortunio sul lavoro, cade dal macchinario sulle lame della raccoglitrice
Un agricoltore codigorese di 62 anni, G.A.. le sue iniziali, è rimasto gravemente ferito oggi pomeriggio (giovedì 6 agosto) mentre si trovava in zona Valle Giralda.
Un agricoltore codigorese di 62 anni, G.A.. le sue iniziali, è rimasto gravemente ferito oggi pomeriggio (giovedì 6 agosto) mentre si trovava in zona Valle Giralda.
Erano a terra, lungo corso Porta Reno, divisi in due piccoli pacchetti. Al loro interno tredici banconote da 50 euro e quindici da 20 euro, per un totale di 950 euro
La preziosa scultura medievale, conservata al Museo della Cattedrale di Ferrara, è da qualche giorno nuovamente esposta al pubblico
Ellade Bandini, Roberto Manuzzi e Ares Tavolazzi ricordano Francesco Guccini, tra musica, amicizia e cinquant'anni di palchi condivisi: "Con lui è come se si fosse incendiata una biblioteca"
La scomparsa di Francesco Guccini lascia un vuoto profondo nella musica e nella cultura italiana, ma anche a Ferrara, città con la quale il cantautore modenese aveva costruito nel corso dei decenni un rapporto intenso
di Giada Magnani
Filo di Argenta. In casa della Coopagricola Braccianti Giulio Bellini a Filo di Argenta il caso non è nuovo. Un fatto simile è datato circa un anno fa, quando alla cosiddetta tenuta “Garusolina”, che fa capo annessa azienda vitivinicola “Garusola” un incendio bruciò il silo, l’unico in dotazione a quel tempo, che conteneva granaglie.
Ebbene, come una sorta di ironia della sorte, la notte tra martedì e mercoledì scorsi le fiamme si sono divorate il secondo silo, costruito di recente in affianco al primo, poi recuperato, e con esso è stato carbonizzato il suo contenuto: circa 300 quintali di semi di soia.
Il rogo è divampato intorno alle 3 del mattino. A dare l’allarme, raccolto dai vigili del fuoco del distaccamento di Portomaggiore e dai carabinieri, sarebbe stato un vicino accortosi di una densa colonna di fumo che si alzava in cielo.
L’ammontare delle perdite subite, cereali abbrustoliti e danni al grosso recipiente, ammontano a circa 50.000 euro. I pompieri, giunti sul posto con due autobotti e altri mezzi di servizio, hanno lavorato sino al tardo pomeriggio per domare quell’enorme falò ed estrarre il prodotto stoccato, ormai incenerito. Secondo loro sarebbe da escludere l’origine dolosa, un corto circuito elettrico o l’autocombustione. Le cause sarebbero invece da imputare a un fenomeno di surriscaldamento dell’impianto di essicazione della merce andata in fumo. Per fortuna non si registrano feriti.
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