Endocrinologia, premio nazionale per la dottoressa ferrarese Martina Verrienti
La dirigente medica del Sant’Anna premiata dalla Società Italiana di Endocrinologia per il suo contributo alla rivista scientifica “L’Endocrinologo”
La dirigente medica del Sant’Anna premiata dalla Società Italiana di Endocrinologia per il suo contributo alla rivista scientifica “L’Endocrinologo”
Le richieste di giovani e lavoratori sono quelle che si ripetono da settimane nelle piazze di tutta Italia: “Chiediamo una serie di politiche che finalmente vadano a favore di noi studenti e lavoratori, siamo stanchi di politiche antipopolari
Aveva attraversato l'Asia, passando per India, Pakistan, penisola Arabica fino in Egitto. Arrivato in Libia viene rinchiuso in uno dei lager predestinati a chi, senza un passato, cerca un futuro
Ultimi lavori e stop ai treni dal 6 al 10 novembre. Priolo annuncia il viaggio inaugurale e fa il punto sull'opera da oltre 66 milioni di euro e sui futuri collegamenti
Il neo eletto segretario della Fiom-Cgil, il centese Samuele Lodi, immediatamente al centro dei riflettori per una Kefiah che rimanderebbe al 7 ottobre
di Giada Magnani
Filo di Argenta. In casa della Coopagricola Braccianti Giulio Bellini a Filo di Argenta il caso non è nuovo. Un fatto simile è datato circa un anno fa, quando alla cosiddetta tenuta “Garusolina”, che fa capo annessa azienda vitivinicola “Garusola” un incendio bruciò il silo, l’unico in dotazione a quel tempo, che conteneva granaglie.
Ebbene, come una sorta di ironia della sorte, la notte tra martedì e mercoledì scorsi le fiamme si sono divorate il secondo silo, costruito di recente in affianco al primo, poi recuperato, e con esso è stato carbonizzato il suo contenuto: circa 300 quintali di semi di soia.
Il rogo è divampato intorno alle 3 del mattino. A dare l’allarme, raccolto dai vigili del fuoco del distaccamento di Portomaggiore e dai carabinieri, sarebbe stato un vicino accortosi di una densa colonna di fumo che si alzava in cielo.
L’ammontare delle perdite subite, cereali abbrustoliti e danni al grosso recipiente, ammontano a circa 50.000 euro. I pompieri, giunti sul posto con due autobotti e altri mezzi di servizio, hanno lavorato sino al tardo pomeriggio per domare quell’enorme falò ed estrarre il prodotto stoccato, ormai incenerito. Secondo loro sarebbe da escludere l’origine dolosa, un corto circuito elettrico o l’autocombustione. Le cause sarebbero invece da imputare a un fenomeno di surriscaldamento dell’impianto di essicazione della merce andata in fumo. Per fortuna non si registrano feriti.
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