Salmonella sulle uova, un richiamo per un lotto di Codigoro
Il Ministero della Salute ha segnalato un richiamo per rischio microbiologico per “Uova medie di cat. A da allevamento a terra ABF Despar”
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Telestense, la storica emittente ferrarese, cambia proprietà. Ad aggiudicarsi l'asta, e con essa il 'prezioso' canale numero 19 è stata Rete8, televisione che fa capo al gruppo 7 Gold
Chiudere corso Ercole I d’Este e corso Martiri della Libertà al traffico motorizzato per restituire gli spazi alle persone. È una delle proposte lanciate da Fiab Ferrara in occasione della Settimana Europea della Mobilità
Siglato il protocollo tra Anci Emilia-Romagna e Ordine degli Psicologi. Il primo cittadino argentano, coordinatore Sanità di Anci regionale: "Servono risposte più coordinate tra Comuni, strutture educative e professionisti"
È l’intervento di maggior valore realizzato dai Consorzi di bonifica italiani: inaugurazione lunedì 21 settembre. Il 26 settembre l'open day per i cittadini
di Giada Magnani
Filo di Argenta. In casa della Coopagricola Braccianti Giulio Bellini a Filo di Argenta il caso non è nuovo. Un fatto simile è datato circa un anno fa, quando alla cosiddetta tenuta “Garusolina”, che fa capo annessa azienda vitivinicola “Garusola” un incendio bruciò il silo, l’unico in dotazione a quel tempo, che conteneva granaglie.
Ebbene, come una sorta di ironia della sorte, la notte tra martedì e mercoledì scorsi le fiamme si sono divorate il secondo silo, costruito di recente in affianco al primo, poi recuperato, e con esso è stato carbonizzato il suo contenuto: circa 300 quintali di semi di soia.
Il rogo è divampato intorno alle 3 del mattino. A dare l’allarme, raccolto dai vigili del fuoco del distaccamento di Portomaggiore e dai carabinieri, sarebbe stato un vicino accortosi di una densa colonna di fumo che si alzava in cielo.
L’ammontare delle perdite subite, cereali abbrustoliti e danni al grosso recipiente, ammontano a circa 50.000 euro. I pompieri, giunti sul posto con due autobotti e altri mezzi di servizio, hanno lavorato sino al tardo pomeriggio per domare quell’enorme falò ed estrarre il prodotto stoccato, ormai incenerito. Secondo loro sarebbe da escludere l’origine dolosa, un corto circuito elettrico o l’autocombustione. Le cause sarebbero invece da imputare a un fenomeno di surriscaldamento dell’impianto di essicazione della merce andata in fumo. Per fortuna non si registrano feriti.
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