Simboli viventi di una speranza resistente
“Questa candidatura non è solo un atto simbolico, ma un atto morale: premiare i bambini di Gaza significa riconoscere la loro sofferenza innocente"
“Questa candidatura non è solo un atto simbolico, ma un atto morale: premiare i bambini di Gaza significa riconoscere la loro sofferenza innocente"
È quello che sarebbe successo a una coppia di coniugi, finiti nel mirino del loro vicino, un 75enne ferrarese che, giorno dopo giorno, avrebbe trasformato la convivenza in una lunga sequenza di dispetti, provocazioni e tensioni, al punto da finire indagato per stalking
6 ispezioni a stabilimenti balneari, 72 controlli a unità da diporto e 62 controlli sul demanio marittimo. È il bilancio della Guardia Costiera di Porto Garibaldi
Il Comune di Argenta ha approvato la candidatura alla prosecuzione del programma Sai, Sistema di accoglienza e integrazione, anche per il triennio 2027-2029. Una scelta contestata da Gabriella Azzalli, capogruppo di Argenta Rinnovamento
Momenti di forte tensione nel tardo pomeriggio di ieri (martedì 11 agosto) a Poggio Renatico, dove i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Cento sono intervenuti d'urgenza negli ambulatori della medicina di gruppo, dopo la segnalazione di un medico in difficoltà con un paziente
di Giada Magnani
Filo di Argenta. In casa della Coopagricola Braccianti Giulio Bellini a Filo di Argenta il caso non è nuovo. Un fatto simile è datato circa un anno fa, quando alla cosiddetta tenuta “Garusolina”, che fa capo annessa azienda vitivinicola “Garusola” un incendio bruciò il silo, l’unico in dotazione a quel tempo, che conteneva granaglie.
Ebbene, come una sorta di ironia della sorte, la notte tra martedì e mercoledì scorsi le fiamme si sono divorate il secondo silo, costruito di recente in affianco al primo, poi recuperato, e con esso è stato carbonizzato il suo contenuto: circa 300 quintali di semi di soia.
Il rogo è divampato intorno alle 3 del mattino. A dare l’allarme, raccolto dai vigili del fuoco del distaccamento di Portomaggiore e dai carabinieri, sarebbe stato un vicino accortosi di una densa colonna di fumo che si alzava in cielo.
L’ammontare delle perdite subite, cereali abbrustoliti e danni al grosso recipiente, ammontano a circa 50.000 euro. I pompieri, giunti sul posto con due autobotti e altri mezzi di servizio, hanno lavorato sino al tardo pomeriggio per domare quell’enorme falò ed estrarre il prodotto stoccato, ormai incenerito. Secondo loro sarebbe da escludere l’origine dolosa, un corto circuito elettrico o l’autocombustione. Le cause sarebbero invece da imputare a un fenomeno di surriscaldamento dell’impianto di essicazione della merce andata in fumo. Per fortuna non si registrano feriti.
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