Giovane studente bullizzato denuncia grazie alla lezione dei Carabinieri
Per quasi sei mesi era stato preso di mira da parte di un coetaneo che con ripetute minacce lo aveva convinto a pagare, in più occasioni, alcune somme di denaro
Per quasi sei mesi era stato preso di mira da parte di un coetaneo che con ripetute minacce lo aveva convinto a pagare, in più occasioni, alcune somme di denaro
Il giovane è accusato di spaccio e di morte come conseguenza di altro reato per il decesso di Edoardo Bovini, stroncato da un malore nell’agosto 2023. L’autopsia evidenziò il nesso tra la droga e una patologia cardiaca
Nella giornata di giovedì 5 marzo gli investigatori della Squadra Mobile hanno portato a termine un’operazione di prevenzione e repressione dello spaccio nella zona del Barco
La giudice dell’udienza preliminare Sandra Lepore ha deciso di trasmettere gli atti alla Procura di Varese nell’ambito del procedimento che vede coinvolto il noto imprenditore ferrarese Andrea Zironi
Si era avvicinato alle spalle mentre lei stava ballando. Uno strusciamento, i palmi appoggiati sulle cosce e quel movimento che lo portò a sfiorarle il seno
Tutti e tre hanno confessato, per tutti e tre il giudice per le indagini preliminari si è riservato e deciderà nei prossimi giorni sulla misura cautelare applicata. Per ora uno, Stefano Tarascio, rimane in carcere dove è comunque detenuto per sentenze passate in giudicato, gli altri complici – Francesco Rossarolla e M.M. – ai domiciliari.
Tarascio e Rossarolla hanno confessato di essere le vere menti e gli artefici principali della truffa da quasi 7mila euro effettuata facendo bloccare una carta di credito in realtà appartenente a un ignaro imprenditore ferrarese e poi facendosi consegnare quella sostitutiva, mostrando documenti falsi al corriere. Il raggiro, avvenuto a maggio del 2019, è stato scoperto dai carabinieri di Ferrara, coordinati dal pm Andrea Maggioni.
M. – per la quale l’avvocato Filippo Sabbatani, che difende tutti e tre, ha chiesto la revoca della misura cautelare – invece aveva un ruolo più marginale: da quel che è emerso era stata usata come elemento ‘di colore’ per far una figura migliore e più credibile davanti ai negozianti dove sono stati spesi i soldi. Lei, che accompagnava Rossarolla, ha detto di aver sospettato che lui non avesse davvero tutti quei soldi che stava spendendo in gioielli e iPhone, ma di non sapere che era tutto frutto di un reato, altrimenti non avrebbe consegnato alla cassa la carta fedeltà per ottenere i punti.
Quella carta è stata un elemento fondamentale per scoprire la truffa, messa in piedi principalmente da Tarascio, un maestro, un ‘re delle truffe’ come è stato soprannominato. Rossarolla è stato colui che materialmente ha procurato la carta di credito e i documenti falsi utilizzati per convincere il corriere a consegnare quella nuova a Tarascio all’indirizzo da lui indicato.
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