Ritrovato un Ciao rubato a Ferrara 45 anni fa
L'uomo, un rodigino di 68 anni, era stato fermato dai militari che, impegnati nei quotidiani servizi di vigilanza del territorio, lo avevano notato guidare senza casco
L'uomo, un rodigino di 68 anni, era stato fermato dai militari che, impegnati nei quotidiani servizi di vigilanza del territorio, lo avevano notato guidare senza casco
L’intervento è scaturito a seguito di una richiesta di aiuto giunta alla sala operativa della Questura, con la segnalazione di una violenta aggressione in ambito domestico
Da oggi, sabato 6 giugno, non si hanno più notizie di lei. Jessica Perorelli, nata a Ferrara, è scomparsa e non ha più dato notizie di sé. La Prefettura ha attivato il piano per la ricerca delle persone scomparse
È stata una serata di musica, emozioni e partecipazione senza particolari criticità quella di giovedì 5 giugno per il concerto di Vasco Rossi al Parco Urbano. Una festa per i primi 60mila filata via con un bilancio positivo sul fronte dell'ordine pubblico e della sicurezza, oltre che della gestione complessiva dell'afflusso di pubblico
A finire indagati erano stati il portavoce di Ferrara per la Palestina e un altro attivista. Dopo le relative indagini, il pm aveva chiesto l'archiviazione del procedimento per tenuità del fatto
Tutti e tre hanno confessato, per tutti e tre il giudice per le indagini preliminari si è riservato e deciderà nei prossimi giorni sulla misura cautelare applicata. Per ora uno, Stefano Tarascio, rimane in carcere dove è comunque detenuto per sentenze passate in giudicato, gli altri complici – Francesco Rossarolla e M.M. – ai domiciliari.
Tarascio e Rossarolla hanno confessato di essere le vere menti e gli artefici principali della truffa da quasi 7mila euro effettuata facendo bloccare una carta di credito in realtà appartenente a un ignaro imprenditore ferrarese e poi facendosi consegnare quella sostitutiva, mostrando documenti falsi al corriere. Il raggiro, avvenuto a maggio del 2019, è stato scoperto dai carabinieri di Ferrara, coordinati dal pm Andrea Maggioni.
M. – per la quale l’avvocato Filippo Sabbatani, che difende tutti e tre, ha chiesto la revoca della misura cautelare – invece aveva un ruolo più marginale: da quel che è emerso era stata usata come elemento ‘di colore’ per far una figura migliore e più credibile davanti ai negozianti dove sono stati spesi i soldi. Lei, che accompagnava Rossarolla, ha detto di aver sospettato che lui non avesse davvero tutti quei soldi che stava spendendo in gioielli e iPhone, ma di non sapere che era tutto frutto di un reato, altrimenti non avrebbe consegnato alla cassa la carta fedeltà per ottenere i punti.
Quella carta è stata un elemento fondamentale per scoprire la truffa, messa in piedi principalmente da Tarascio, un maestro, un ‘re delle truffe’ come è stato soprannominato. Rossarolla è stato colui che materialmente ha procurato la carta di credito e i documenti falsi utilizzati per convincere il corriere a consegnare quella nuova a Tarascio all’indirizzo da lui indicato.
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