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Dopo la condanna a sei anni in primo grado per aver palpeggiato tre ragazze tra la zona della Darsena e il centro storico, avvicinandole con la bicicletta per strada mentre stavano camminando da sole, gli avvocati di Favor Osagiede hanno ottenuto un concordato in appello che ha consentito una riduzione della pena al di sotto dei 5 anni.
La sentenza di primo grado, era arrivata con rito abbreviato lo scorso 17 marzo e riguardava fatti avvenuti nell’esatte del 2024 commessi dal 20enne Favor Osagiede, di nazionalità nigeriana, incensurato e regolare sul territorio nazionale.
Le accuse, arrivate dopo le indagini eseguite dalla polizia di Stato e coordinate dal pm Stefano Longhi della Procura di Ferrara, erano quelle di violenza sessuale, lesioni personali aggravate, molestie e violenza privata.
Tre erano gli episodi contestati. Il primo era avvenuto il 19 giugno 2024 quando a subire una violenta aggressione era stata una studentessa fuori sede allora ventenne in via Rampari di San Paolo. La ragazza era stata avvicinata dall’uomo incappucciato e in sella a una bici nera. Il ventenne l’aveva palpeggiata nelle parti intime e, alzato il vestito, le aveva afferrato gli slip e li aveva strappati. La ragazza era caduta e aveva riportato diverse escoriazioni ma era riuscita ad alzare la voce per chiedere aiuto. L’uomo era però riuscito a darsi alla fuga prima che arrivassero le pattuglie della polizia.
Il secondo episodio era avvenuto il 4 luglio quando una ragazza era stata aggredita alle spalle in via Ariosto. Dopo averle tappato la bocca e bloccata le aveva toccato le parti intime. Solo le urla, che nonostante la bocca tappata, la ragazza era riuscita a fare hanno fatto desistere il ventenne.
Due giorni dopo, il 6 luglio, il terzo episodio in via Capo della Volte e subito dopo tra corso Porta Reno e piazza Trvaglio. Vittime una ragazza e una signora, alla prima Osagiede aveva provato anche ad abbassare i panataloni per poi palpeggiarla mentre alla seconda ha chiesto con insistenza di avere rapporti sessuali. A farlo desistere le richieste di aiuto mentre poco dopo era stato fermato da una volante della Questura e, grazie alle dichiarazioni rese successivamente dalla vittima, era stato denunciato alla Procura per violenza privata e molestie in relazione a questo ultimo episodio.
Quest’ultimo episodio era stato fondamentale per dare una svolta alle indagini, in particolare grazie ai rilievi fotografici sull’abbigliamento e sulla bici dell’uomo. Su suo telefono sono inoltre state trovate fotografie di interesse investigativo che lo ritraevano con indumenti compatibili a quelli indossati in occasione di alcuni degli eventi contestati.
Comparando poi questi elementi con i filmati estrapolati dagli impianti di videosorveglianza, le escussioni testimoniali, il riconoscimento fotografico effettuato da una delle vittime, i servizi di osservazione e le analisi dei tabulati dell’utenza telefonica in suo uso, era stato possibile raccogliere un grave quadro indiziario nei suoi confronti.
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