Gio 2 Lug 2020 - 1383 visite
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Parcheggio ex Mof, “bugie da sindaco e Lega per giustificare lo stop ai cantieri”

Fusari: "I cittadini devono sapere". Peruffo: "Perdere i milioni di finanziamento già stanziati sarebbe una follia"

Sono due donne, inaspettatamente di schieramenti politici contrapposti, a erigersi ‘paladine’ del Piano Periferie per la riqualificazione delle aree ex Mof-Meis-Darsena, sospeso dalla giunta e discusso in consiglio comunale. Si tratta di Roberta Fusari (Azione Civica) e Paola Peruffo (Forza Italia) che, all’indomani della seduta, tornano a prendere le difese del progetto.

Oggetto del contendere, lo ricordiamo, è il parcheggio multipiano dell’ex Mof. “Il sindaco e i consiglieri della Lega si sono faticosamente arrampicati sugli specchi, arrivando a dire vere e proprie bugie per giustificare lo stop ai cantieri – parte in quarta l’ex assessora all’urbanistica – e dicono di non averne saputo nulla fino a queste ultime settimane, accusando i loro dirigenti di aver tenuto nascosto il fatto che non fosse più un parcheggio interrato, ma un parcheggio multipiano”.

Eppure il parcheggio multipiano è un progetto messo in gara di progettazione nel 2018, e reso pubblico in tutte le presentazioni pubbliche e ai consiglieri, da allora.

“Nella commissione di gennaio 2020, richiesta da noi perché tutti i nuovi consiglieri avessero consapevolezza di cosa fosse il Piano Periferie (durante la quale nessuno ha avuto nulla da eccepire sul parcheggio), il parcheggio multipiano è stato illustrato, ed è stato consegnato da parte dei tecnici del comune un fascicolo ad ogni gruppo consiliare con i progetti” ricorda Fusari che si rivolge direttamente alla consigliera leghista Francesca Savini che nel consiglio di martedì ha mostrato il fascicolo, dicendo che nella copertina non era indicato il parcheggio multipiano: “Bastava sfogliare il fascicolo e a pagina 7 avrebbe trovato il progetto del multipiano, cosa che evidentemente non ha fatto limitandosi alla copertina”.

Non solo. A luglio 2019 la giunta del sindaco Fabbri aveva approvato e sottoscritto il contratto di rigenerazione con la Regione Emilia-Romagna, per ricevere 1,5 milioni vinti dalla precedentemente amministrazione per il completamento del parcheggio multipiano, affermando, il sindaco, che dopo una verifica aveva accertato “l’impatto poco invasivo sullo skyline”.

Come potevano quindi non sapere? Perché queste bugie? Perché accusare pubblicamente e falsamente i propri dipendenti di tali comportamenti?” si domanda Fusari che trova un’unica risposta: “Evidentemente perché tutto è plausibile per riuscire a risolvere un’evidente diatriba politica interna alla maggioranza, anche a costo di compromettere il più importante cantiere di riqualificazione urbana della città. I cittadini devono sapere”.

Anche Paola Peruffo, capogruppo di Forza Italia, ribadisce la sua posizione contraria perché “non ci sono pregiudizi ideologici (difficili anche solo ipotizzarli, in riferimento a una pratica di riqualificazione urbanistica) nè secondi fini dietro al mio voto, assolutamente trasparente, riguardante il Piano Periferie”.

La forzista cita l’assessore Andrea Maggi, quando a gennaio spiegava che “sarebbe una follia rinunciare a investire” relativamente a una parte di città a stretto contatto con il centro storico, in prossimità di un luogo di forte indotto turistico grazie al Meis e con comprovate problematiche legate al degrado sedimentato nel corso degli ultimi decenni a seguito della chiusura del Mercato Ortofrutticolo.

Peruffo la pensa allo stesso modo: “Perdere i milioni di finanziamento già stanziati dal governo vorrebbe dire lasciarsi sfuggire un’opportunità più unica che rara di riqualificare un’area importantissima non solo per i residenti”.

A questi aspetti aggiunge le rassicurazioni avute in merito al discorso ambientale, “dal momento che il parcheggio multipiano al centro delle osservazione dei colleghi di maggioranza, non comporta un temuto impatto negativo in termini di aumento di metri cubi di cemento, prevedendo – al contrario – una struttura di acciaio, reversibile e dal costo ridotto”.

“Una soluzione che, a mio avviso, non dovrà essere un mezzo per far cassa, ma – al contrario – una struttura ad accesso gratuito, affiancata da un’adeguata offerta di bike-sharing, incentivando in questo modo chi viene da fuori a lasciare la macchina e proseguire con le biciclette per i propri giri in città” propone la consigliera, ammettendo che “sicuramente un apporto di nuovi volumi edilizi ci sarà, ma rimane nelle logiche delle innovazioni urbanistiche che qualunque città che vuole rimanere al passo coi tempi deve affrontare, senza contare le positive ricadute in termini di occasioni di lavoro nella fase esecutiva oltre che in quella gestionale”.

“Non parlo unicamente sulla base delle tante sollecitazioni avute dai residenti della zona, preoccupati dello stallo e di un eventuale radicamento dello status quo dell’area per molti anni a venire, ma anche per testimonianza diretta” evidenzia Peruffo che nel recente passato è intervenuta in più occasioni, “quando l’area-camper stava diventando una zona stanziale per nomadi”, così come ha vissuto in prima persona le occupazioni abusive dei locali attigui alla sede Andos (Associazione Donne Operate al Seno) in via Darsena, facilitate dal degrado del contesto dell’ex Mof.

Insomma, “un’area riqualificata a livello urbanistico, resa più fruibile da strutture ideate e organizzate per residenti, pendolari e turisti, significa rendere più viva e pregevole una porzione rilevante di Ferrara” conclude Peruffo.

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