Politica
26 Maggio 2020
Approvata la risoluzione del Partito democratico, a prima firma Katia Tarasconi

Eparina nei pazienti Covid, la commissione Sanità dà l’ok allo studio

di Redazione | 3 min

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“Sostenere l’equipe del Castel San Giovanni nello studio sull’utilizzo dell’eparina nei pazienti Covid”, “ripristinare tutte le funzioni e i reparti” dell’ospedale in provincia di Piacenza, “coordinare e informare sugli esiti di tutti gli studi clinici randomizzati sull’utilizzo delle eparine a basso peso molecolare” e “valutare la possibilità di destinare risorse per la ricerca su terapie e altri interventi, rispetto all’impiego di eparina, per il trattamento e la prevenzione del coronavirus”. Questi sono gli impegni contenuti nella risoluzione del Partito democratico, a prima firma Katia Tarasconi e siglata anche da Ottavia Soncini, Andrea Costa e Manuela Rontini, che questa mattina è stata votata all’unanimità in commissione Sanità (presieduta da Ottavia Soncini). Bocciato invece, con i ‘no’ dei gruppi di maggioranza, l’atto d’indirizzo presentato dalla Lega che aveva come prima firmataria Valentina Stragliati.

“Le differenze tra i due atti sono sostanziali”, ha spiegato la dem Tarasconi rispondendo alle perplessità delle opposizioni sulla scelta di presentare un secondo atto invece che trovare la condivisione sul primo, quello leghista. “Abbiamo chiesto alle strutture sanitarie – ha continuato la consigliera del Partito democratico – di cosa avessero bisogno e quindi abbiamo stilato la risoluzione. Non c’è stata alcuna volontà di sostituire l’atto delle opposizioni con il nostro”.

Lato Lega, Valentina Stragliati ha prima voluto far i complimenti al “dottor Marco Stabile e a tutta l’equipe dell’ospedale di Castel San Giovanni, una struttura di periferia che ha avuto un ruolo fondamentale” chiedendo anche la sua audizione in commissione Sanità, e poi ha ricordato che la propria risoluzione era stata depositata “il 6 aprile scorso, all’inizio della sperimentazione, mentre quella del Pd è arrivata il 19 maggio”. A dar manforte alla collega sono intervenuti Simone Pelloni, che ha chiesto il “perché non si è intervenuti con emendamenti invece di presentare un nuovo atto”, e Daniele Marchetti che ha ricordato come sui temi che riguardano la sanità “serva condivisione”. Marco Mastacchi (lista Borgonzoni) è stato ancora più diretto: “La risoluzione della maggioranza è servita a bocciare quella della Lega. Una mossa a gamba tesa, una scorrettezza politica”. E Marco Lisei (Fratelli d’Italia) ha espresso il suo dispiacere “per non essere giunti a un documento unico visto che i documenti vanno nella stessa identica direzione”.

Di banchi dei gruppi di maggioranza Silvia Zamboni (Europa Verde) ha voluto rendere onore a Valentina Stragliati, “che ha avuto un’ottima intuizione”, ma ha poi sottolineato come la risoluzione del Partito democratico “sia più approfondita” e quindi “più completa”. Più duro Federico Amico di Emilia-Romagna Coraggiosa: “La risoluzione della Lega è arrivata con due mesi di anticipo per ansia da prestazione. I medici e i professionisti, anche quelli ascoltati oggi in commissione, ci dicono di andare con ponderazione, di approfondire le situazioni e aspettare risultati”.

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