Gio 16 Apr 2020 - 2529 visite
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Covid-19. Per la Fase 2 dovremo imparare a convivere con il virus

Dalle misure finanziarie alla sicurezza nei luoghi di lavoro e per i lavoratori alla semplificazione normativo-burocratica

Dalle misure finanziarie per la ripresa economica alla sicurezza nei luoghi di lavoro e dei lavoratori alla semplificazione normativo-burocratica.

Sono questi i principali temi emersi dagli interventi dei consiglieri dopo le informative tenute da Vincenzo Colla, assessore alle Attività produttive e lavoro, e da Paolo Calvano, assessore al Bilancio, in occasione della seduta congiunta sull’emergenza coronavirus della commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta da Massimiliano Pompignoli, e della commissione Politiche economiche, presieduta da Manuela Rontini, riunite questa mattina per la prima volta in via telematica.

Secondo Vincenzo Colla “la pandemia sanitaria è diventata anche pandemia economica, ma la nostra Regione ha capito subito la gravità della situazione”, per questo “si è cercato di dare risposte con gli ammortizzatori sociali, di attivare la cassa integrazione in deroga e di chiedere che i 600 euro per le partite Iva diventino 800 euro”.

Ora, però, bisogna pensare alla cosiddetta ‘Fase 2’ e l’obiettivo, secondo l’assessore, è far capire che “la ripresa economica dovrà avvenire trovando il modo di convivere con il coronavirus, come già sta succedendo nei servizi pubblici essenziali e nelle filiere produttive strategiche (come quelle sanitarie, dell’agroalimentare e dell’energia). Perché se perdura il lockdown rischiamo di perdere fino a 350mila posti di lavoro. Ovvio che se mancano i dispositivi di protezione individuale non si può ripartire ed è per questo che ieri è stato distribuito un milione di mascherine per chi sta già lavorando e per chi deve ricominciare a lavorare, a cui se ne aggiungerà un altro milione a breve”.

Paolo Calvano ha informato i consiglieri sulla manovra economica predisposta dalla giunta. “La Regione – ha spiegato l’assessore – non può fare deficit, ma può solo ottimizzare la spesa”. Per questo ha disposto l’utilizzo di risorse regionali e statali per 432milioni (320milioni di impegni di spesa e i restanti derivanti dall’accelerazione di pagamenti) utilizzando l’avanzo vincolato, “che non è frutto di inefficienze nella spesa, ma un obbligo di finanza pubblica”.

La manovra si articola in 5 assi: sanità (previsti 65milioni per il personale sanitario e 26 milioni per l’hub delle terapie intensive); imprese e lavoro (18milioni, con effetto leva di circa 100 milioni, per le piccole, media, micro imprese; 6,5 milioni per il lavoro; 2 milioni per sanificazione alberghi; 11 milioni per i tirocinanti, fra i quali 3.500 disabili); welfare, sport e cultura (5 milioni per il fondo ordinario asili nido; 1,5 milioni per le scuole paritarie; 18 milioni di anticipazione ai Comuni del fondo nidi; 27 milioni per le politiche per la casa; 3,5 milioni per lo sport; 1 milione per la cultura; fondi per il superamento del digital divide); investimenti (5 milioni aggiuntivi per l’interramento della linea ferroviaria a ridosso del centro di Ferrara; fondi per l’elettrificazione delle linee ferroviarie regionali; 500mila euro per le edicole; 1 milione per l’editoria locale).

Nel dibattito a distanza che ne è seguito tra i membri della commissione si è fatta viva la preoccupazione di Marco Lisei (Fdi) riguardo i tempi, specie per i finanziamenti: “Navighiamo ancora a vista- ha detto- e i provvedimenti che la Giunta vuole adottare forse rischiano di non arrivare in tempi certi e celeri. Per quanto riguarda i dispositivi di protezione, solo un’azienda in tutta la regione è stata certificata e sono cinque quelle che hanno superato il test e sono in attesa di certificazione. La mia preoccupazione è che gli intenti, sempre buoni, poi non si traducano in qualcosa di concreto”.

Massimo Bulbi (Pd) ha sottolineato “l’importanza del Patto per il lavoro”, sollevando, però, dubbi “sui tavoli locali: se dovessero avere potere decisionale, non vorrei che poi ci fossero dei provvedimenti a macchia di leopardo”. Inoltre, ha portato l’attenzione sulle imprese che lavorano nel settore moda e abbigliamento, che al pari del turismo, difficilmente saranno in condizione di riaprire a maggio, motivo per cui – suggerisce – “sarebbe necessario consentire almeno la realizzazione dei campionari per non rischiare di perdere l’intera stagione”.

Stefano Bargi (Lega) ha richiamato l’attenzione della Regione sulle difficoltà delle piccole e micro attività economiche e dei settori produttivi minori come quelli dei piccoli artigiani, degli ambulanti, delle piccole attività di ristorazione e del commercio. “Si tratta – ha spiegato – di attività e settori per i quali fare debiti in una congiuntura economica sfavorevole come l’attuale è molto impattante, in quanto il ricorso al credito non servirà per investimenti ma per fronteggiare spese ordinarie e pregresse”.

Gianni Bessi (Pd) ha indicato alla Regione il modello da seguire per la ripartenza economica: “un mix efficace di risorse finanziarie (regionali, statali, europee) e progettualità politica e tecnica”, suggerendo un immediato assestamento di bilancio e di anticipare la messa a punto del Documento economico e finanziario della Regione (Defr).

“Bisogna muoversi in modo coordinato e non scomposto”, ha chiesto la consigliera Silvia Piccinini (M5s), anche governando la fase della riapertura. Fra varie proposte avanzate, ha insistito su quella riguardante l’utilizzo dei buoni pasto non percepiti dai dipendenti pubblici in smart working: “Abbiamo un ‘tesoretto’ a disposizione che potrebbe essere messo a disposizione delle categorie più fragili”.

Silvia Zamboni (Europa Verde) ha suggerito di assegnare un riconoscimento economico anche agli operatori sociosanitari, specie delle Rsa, e ai volontari del Terzo settore.

Il presidente Pompignoli è tornato sui bonus agli operatori sanitari, chiedendo quando avranno quei soldi ed evidenziando come, in recenti interviste, gli assessori abbiano parlato di fondi (1 milione alla cultura, 21 milioni al welfare, 31 milioni all’agricoltura, 120 milioni per il trasporto pubblico, etc) senza, però, che ci siano atti o delibere ufficiali. Infine, ha chiesto un sostegno economico anche per gli stabilimenti balneari.

Palma Costi (Pd) ha richiamato la necessità di avere luoghi e modalità sicure per la ripresa del lavoro, con un coinvolgimento rapido della Medicina del lavoro e degli organi di salute pubblica. Riguardo alla riconversione di aziende per la produzione di Dpi, ha chiesto che “avvenga sotto il controllo rigoroso degli organismi pubblici preposti al fine di evitare la commercializzazione di prodotti non a norma”.

Per Igor Taruffi (ERCoraggiosa) “quando parliamo della riapertura delle attività produttive dobbiamo affrontare anche la questione di come organizzare i test sierologici, i tamponi e di come contingentare la presenza di persone sui mezzi pubblici. Sarà una transizione lunga e complessa e quando scriveremo le regole dovremo entrare nell’ordine di idee che scriviamo regole che saranno valide per mesi”. Poi ha rivolto una critica all’opposizione: “Ci chiedono di collaborare, poi propongono le commissioni d’inchiesta a emergenza ancora in corso, pronti a trovare già il colpevole”.

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