Ven 27 Mar 2020 - 704 visite
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Violenza sulle donne, protezione anche nell’emergenza

Campagna informativa e accoglienza in sicurezza. Centro Donna Giustizia insieme alle assessore Kusiak e Lori: "Nessuna sarà lasciata sola"

Il Centro Donna Giustizia, insieme ai Centri Antiviolenza regionali e nazionali della rete Dire, è da sempre in prima linea per non lasciare sole le donne che subiscono violenze. Ma le operatrici, come già evidenziato dalla Cgil nei giorni scorsi, sono fortemente preoccupate per la difficoltà che molte donne hanno nel mettersi in contatto con il servizio, poiché soggette ad un maggior isolamento sociale ed esposte alla violenza che per esperienza aumenta nei periodi di convivenza forzata.

Per questo, da quando è in atto l’emergenza sanitaria, le dipendenti del Centro continuano a rimanere attive per portare avanti quotidianamente l’opera di ascolto delle donne, di gestione delle case rifugio a indirizzo segreto e delle eventuali emergenze. Sono state inoltre adottate le misure e le procedure di tutela sanitaria per le operatrici e per le donne e i minori in carico all’associazione.

Gli uffici sono chiusi al pubblico ma prosegue l’attività di accoglienza di situazioni in emergenza, con la richiesta di collaborazione alle Aziende Sanitarie Locali, alla Questura e alla Prefettura per rispettare le disposizioni ministeriali a tutela delle donne che abitano le case di accoglienza o che vi devono entrare e delle operatrici.

È stato inoltre comunicato alla Regione Emilia-Romagna il fabbisogno di alloggi dedicati a donne costrette a lasciare la propria abitazione nel rispetto delle indicazioni per la quarantena per contenere il contagio, vista anche la sollecitazione della ministra alle Pari Opportunità alle Prefetture.

Tutte le attività di colloquio e supporto del Centro Donna Giustizia sono mantenute – dove possibile – tramite telefono o videocall per i tre progetti de Centro: Uscire dalla Violenza, Oltre la Strada e Luna Blu. Sono sospese le prestazioni programmabili e non urgenti.

“È lodevole nonché indispensabile l’impegno del Centro Donna Giustizia – afferma l’assessore comunale alle Pari opportunità Dorota Kusiak – nel garantire la continuità a percorsi di sostegno in un periodo così delicato in cui le persone sono chiamate a non uscire di casa, aumentando i potenziali conflitti e le fragilità famigliari. Non possiamo dimenticarci di chi è vittima di violenza, perché il rischio è che si crei l’emergenza nell’emergenza, con l’aggravarsi e l’accentuarsi degli episodi di violenza tra le mura domestiche, un fenomeno purtroppo diffuso nel nostro paese. Le donne, ora ancor più di prima devono sapere che, anche in questo drammatico momento di emergenza socio-sanitaria non sono e non saranno mai sole”.

È di grande interesse la decisione del Procuratore di Trento che ha stabilito che per violenza domestica non saranno più le donne e i bambini a dover lasciare le proprie case ma saranno allontanati i maltrattanti. “La decisione non vuole solo proteggere i più deboli dal possibile contagio da Covid-19, ma tenta di non aggiungere violenza a violenza” commentano dal Cdg, con l’auspicio che tutte le Procure di Italia si muovano nella medesima direzione.

Da venerdì 27 marzo, al Centro Donna Giustizia di Ferrara verrà attivato anche un servizio di supporto psicologico a cui accedere compilando un modulo dettagliato reperibile sul sito www.centrodonnagiustizia.it. Il servizio è realizzato grazie alla collaborazione di psicologhe professionali che da anni fanno parte dello staff del centro.

Per ragioni di sicurezza sono sospesi gli sportelli decentrati di primo ascolto ma sono attivi i cellulari per richieste di aiuto. Questi i numeri: 0532 247440 sede centrale Centro Donna Giustizia; 339 6841906 (sportello di primo ascolto di Cento); 3459689898 ( sportello di primo ascolto di Codigoro e Comacchio); 339 7754419 (sportello di primo ascolto di Argenta )

Le donne in difficoltà possono evitare il controllo del maltrattante inviando sms con la cautela di non lasciarne traccia. Per informazioni e contatti scrivere a centro@donnagiustizia.it, visitare il sito o la pagina Facebook del Centro Donna Ferrara e la pagina dedicata sul sito di Dire.

Un impegno confermato dall’assessore regionale alle Pari opportunità Barbara Lori: “Anche in un momento così delicato e difficile per il nostro territorio alle prese con l’emergenza Coronavirus, non si ferma l’attività della Regione Emilia-Romagna a sostegno delle donne vittime di violenza. Anzi, stiamo proprio per promuovere nei prossimi giorni una campagna informativa per dire alle donne che non sono sole e che possono sempre contare sulla rete regionale dei 21 Centri antiviolenza sempre aperti e attivi da Piacenza a Rimini”.

“Agiamo su due fronti – spiega Lori -: corretta informazione e situazioni di emergenza. Sul primo fronte, grazie alla campagna informativa, promuoveremo i numeri da contattare in caso di bisogno a partire dal 1522 nazionale del ministero alle Pari opportunità e quelli dei Centri antiviolenza attivi in tutte le province, raggiungibili anche con whatsapp. E poi stiamo lavorando insieme ai Centri e col coinvolgimento dei Comuni, per individuare soluzioni adeguate, in emergenza, per far fronte alle necessità delle donne che devono lasciare la propria abitazione e accoglierle in base alle normative di sicurezza dettate dal Covid-19”.

“Non appena avremo la disponibilità delle risorse ministeriali – chiude Lori – potremo, oltre che per la gestione dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio, utilizzarne una quota proprio per far fronte all’emergenza Coronavirus. Siamo al lavoro per non lasciare sola nessuna: le donne devono sapere che la Regione Emilia-Romagna è al loro fianco per affrontare insieme le difficoltà”.

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