Cronaca
23 Gennaio 2020
Accordo tra difesa e Procura generale per ridurre la pena da 4 anni a 3 anni e 8 mesi. Ma bisognerà attendere che si concluda un procedimento collaterale

Crac Cmr, l’ex dg Caravita verso il concordato in appello

di Daniele Oppo | 2 min

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Potrebbe profilarsi un ampio dimezzamento della pena per Pier Bruno Caravita, ex dg della Cmr, la cooperativa di Filo di Argenta che raccolse l’eredità della Coopcostruttori, fallendo nell’aprile 2011 con un buco da 40 milioni di euro, condannato in primo grado a 8 anni di reclusione  e 4 milioni di risarcimento al fallimento (parte civile tramite l’avvocato Eugenio Gallerani).

La sua difesa – sostenuta dall’avvocato Lorenzo Valgimigli – e la Procura generale presso la Corte d’Appello hanno raggiunto un accordo per un concordato con rinuncia ai motivi dell’appello che prevede la riduzione della pena a 3 anni e 8 mesi, comprendendola concessione a Caravita delle attenuanti generiche negate dal Tribunale di Ferrara, considerando le attenuanti prevalenti sulle aggravanti. Stessa sorte potrebbe toccare a Paolo Conforti del Gruppo Nettuno, altro protagonista di primo piano della vicenda giudiziaria, che venne condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione: per lui la riduzione porterebbe la pena a 2 anni.

C’è però un ostacolo: in un procedimento collaterale lo stesso collegio giudicante deve decidere l’appello che riguarda Attilio Gardelli della Generali investimenti, che venne condannato in abbreviato a 1 anno e 4 mesi. Gardelli è legato a uno dei capi d’imputazione che riguardano anche Caravita, quello della bancarotta dell’Holiday Inn, per la quale la corte ha disposto una perizia e dunque il giudizio non può che essere sospeso. Per questo – per non creare una causa di incompatibilità – i giudici hanno tenuto in stand-by l’accordo tra procura e difesa per Caravita e Conforti.

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