Gio 16 Gen 2020 - 1359 visite
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Sipro presenta le linee strategiche dell’era Di Brindisi 

Il neo amministratore unico ai soci: "Priorità attrarre investitori stranieri e completare gli insediamenti, solo formazione e diritti possono garantire di essere competitivi"

«Non voglio che siano buone intenzioni, ma che diventino buone prassi». Con queste parole mercoledì mattina in Provincia, Stefano Di Brindisi, il neo amministratore unico Sipro, durante l’incontro coi soci – presenti il 79,20% – ha introdotto le linee guida del suo triennio 2019-2022, tese ad attrarre, in primis, «investitori stranieri e a portare a completamento gli insediamenti delle nostre aree».

Si è rivolto a tutti i soggetti coinvolti. I Comuni, «con cui vogliamo progettare le crescita del territorio, con un ruolo operativo, non solo di braccio esecutivo». Partendo ovviamente dal Comune capoluogo, che attraverso Holding è l’azionista di riferimento. La Camera di Commercio, «della cui virtuosità dobbiamo essere orgogliosi, perché ci rappresenta al meglio. L’auspicio, credo condiviso, è il mantenimento dell’autonomia».

Coinvolte anche le banche – con cui «vogliamo stabilire nuove modalità di intervento a supporto delle imprese. Oggi le aziende che vogliono insediarsi o ampliarsi non chiedono solo credito, ma consulenza – e la Provincia, che in ossequio agi obblighi della Legge Madia ha dismesso parte delle proprie azioni, ma «col consiglio in essere vanta un ruolo di osservatorio importante su tutto il territorio».

Di Brindisi, pur alla luce delle vulnerabilità del territorio, «dalla carenza infrastrutturale alla crisi demografica, la vera emergenza», auspica «in maniera realistica e in clima che non deve essere di rassegnazione» che per il 2022 «Sipro ricopra a tutti gli effetti un ruolo di intermediario tecnico tra tutti i soggetti economici citati, che diventi l’interlocutore naturale tra i Comuni, la Camera di Commercio, le associazioni delle imprese e la Regione».

Senza trascurare, ma anzi costruendo, «un confronto costante e duraturo con le associazioni di categoria, che sto incontrando, e che troppo spesso hanno visto in Sipro un concorrente, ciò che non è. Mi è ben chiaro – la chiosa dell’amministratore – che la crescita non può avvenire a discapito della qualità del lavoro, ed è per questo che ho incontrato anche le organizzazioni sindacali. Solo formazione e diritti possono garantire di essere competitivi in un mercato che cerca professionalità sempre più specializzate».

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