Fox Bompani, il concordato non regge: verso la vendita dello stabilimento di Ostellato
La crisi della Fox si aggrava: il concordato dovrà essere rivisto, con la vendita dello stabilimento di Ostellato e oltre 50 esuberi tra le ipotesi sul tavolo
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Il 31 luglio la dipendente Maristella Ferrari ha concluso il suo servizio nel Comune di Occhiobello, dopo quarant’anni di lavoro
Sesto intervento di sfalcio dell’erba sul territorio comunale. Sono iniziate le operazioni che, come nel mese precedente, date le elevate temperature, escluderanno lo svolgimento del servizio nelle ore più calde a tutela dei lavoratori
Dove eravamo rimasti? Ad un'intervista “rimandata” al giudice Francesco Maria Caruso, l'anno scorso, alla vigilia del ricordo della strage del 2 Agosto. Non poté farsi allora quell'intervista
Chiusa con un nulla di fatto l'inchiesta per minacce nata dalla denuncia dell'assessora Cristina Coletti, dopo che - lo scorso 6 settembre - aveva ritrovato alcune barchette con la scritta "FreePalestine" sul cancello e nella buchetta della propria abitazione

Il gruppo di Assirì (foto di Jessica Gheller Mocellin)
Occhiobello. La vita gli ha cucito addosso un abito da sarto quando era ancora bambino. E quella veste non se l’è più tolta di dosso, nonostante gli anni passati e i chilometri macinati. Una piccola grande storia di integrazione che ha dato vita a una sartoria eco-etica, appena nata a Occhiobello.
Il progetto di sartoria e inclusione sociale si chiama “Assirì” che significa “nodo” in Djula, lingua nazionale in Costa d’Avorio e veicolare in molti paesi dell’Africa subsahariana.
Un “nodo” anche imprenditoriale, nato dall’incontro fortunato tra i dipendenti della cooperativa Di tutti i colori e Bakary Kone, un richiedente asilo ivoriano accolto dalla coop occhiobellese dopo il suo arrivo in Italia nel 2015.
“Nella casa che lo ospitava ha trovato una macchina da cucire e ha subito chiesto ago e filo per poter confezionare cose per lui e per i suoi amici” raccontano Giulia Rociola, Francesca De Luca ed Elisa Bertaglia che, grazie a un piccolo fondo del terzo settore per attività rivolte ai richiedenti asilo, hanno deciso di investire in questa nuova avventura imprenditoriale.
Un modo per Bakary per portare avanti l’eredità del padre, che gli ha trasmesso la passione per la sartoria e tutti i segreti di un mestiere che ha imparato a soli dieci anni, quando ha dovuto affiancare il papà nel lavoro nel suo atelier. Ora il giovane ivoriano ha un laboratorio tutto suo, dove realizza prodotti nei quali si fondono lo stile dell’Africa sub sahariana (con utilizzo di stoffe wax dai colori sgargianti) e quello occidentale per un taglio ‘europeo’.
L’attività è entrata a pieno regime sotto le feste di Natale. “Abbiamo ricevuto diversi ordini da parte di chi ama acquistare prodotti artigianali e personalizzabili per fare un regalo unico e originale, perché questo permette di non acquistare una cosa, ma una storia e la passione di chi ha creato il prodotto” spiega la presidente della cooperativa.
“Insieme a Bakary abbiamo dunque pensato di unire i nostri principi – equo compenso, reinvestimento degli utili in progetti sociali, attenzione per l’ambiente – con il progetto di integrazione di Bakary, valorizzando il suo talento e le sue competenze” raccontano da Di tutti i colori che hanno fatto delle parole d’ordine – “mescolanza, ecologia (una parte delle stoffe viene donata al progetto e viene data loro “nuova vita”), eticità e personalizzazione” – un marchio distintivo di fabbrica della nuova sartoria eco-etica.
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