Referendum: Sì e No a dibattito all’ex Refettorio
Lunedì 2 marzo, nella Sala ex Refettorio di via Boccaleone 19, si terrà l'incontro pubblico dal titolo "Verso il Referendum: opinioni a confronto"
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Sabato 28 febbraio, in Corso Martiri Libertà 38 dalle 15.30 alle 18, Fratelli d’Italia Ferrara organizza un banchetto a sostegno del SÌ al Referendum sulla Giustizia
l Tar dell'Emilia Romagna ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati Fabio Nicolicchia e Corrado Caruso contro l'ordinanza contingibile e urgente con cui il sindaco di Ferrara Alan Fabbri aveva dichiarato l'inagibilità delle Torri A e C del Grattacielo
Nicola Lodi è pronto per tornare in municipio. Lo dice lui stesso, fuori dall'aula di tribunale, pochi minuti dopo la sentenza pronunciata dal giudice Sandra Lepore, che lo ha assolto dalle accuse di diffamazione aggravata e interferenze illecite nella vita privata per il caso di via Scalambra
Cosa cambierebbe davvero nella vita dei cittadini se vincesse il Sì al referendum costituzionale? E quali sarebbero le conseguenze sugli equilibri democratici del Paese? A queste domande si propone di rispondere l’incontro pubblico “La costituzione non va sacrificata”, in programma venerdì 27 febbraio alle 18.15 al Consorzio Factory Grisù
Scuse pubbliche e dimissioni immediate. Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Ferrara Cambia tornano alla carica contro la presidente della Provincia Barbara Paron, ‘rea’ di aver lasciato la piazza del 4 novembre all’inizio del discorso del vicesindaco Nicola Lodi in occasione della celebrazione dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, tenutasi in piazza Duomo.
Sono dodici i consiglieri comunali di maggioranza ad aver firmato un ordine del giorno per richiedere “scuse pubbliche ai cittadini, al vicesindaco, al prefetto, a tutte le autorità presenti alla cerimonia commemorativa del 4 novembre” e le “dimissioni della dottoressa Barbara Paron dalla carica di presidente della Provincia di Ferrara”.
La motivazione che ha portato Paron a questa forte presa di posizione contro ‘Naomo’ – ovvero aver issato la bandiera della Lega sul pennone normalmente destinato al tricolore nel novembre 2018 – non va giù ai consiglieri perché “l’articolo 292 del C.P non è stato violato in quanto non sussiste il vilipendio in assenza della bandiera tricolore, come verificato ed accertato”, oltre a essere stato un “comportamento che ha creato notevole imbarazzo tra le autorità istituzionali, militari e tra gli stessi cittadini in una circostanza commemorativa di altissimo valore”.
“Chi ricopre il ruolo di presidente della Provincia dovrebbe svolgere l’attività di gestione politico-amministrativa in modo del tutto imparziale, avendo come obiettivo la sola soddisfazione delle necessità del territorio e dei suoi abitanti a prescindere da risentimenti personali” scrivono i leghisti Alcide Mosso (primo firmatario), Ciriaco Minichiello, Stefano Solaroli, Benito Zocca, Arquà Rossella, Fabio Felisatti, Giovanni Cavicchi, Annalena Ziosi e Francesca Savini, ai quali si aggiungono Federico Soffritti (FdI), Diletta D’Andrea (FI) e Massimiliano Guerzoni (Ferrara Cambia).
“Considerando che Paron con questo atto ha deciso di non voler più rappresentare i cittadini, non ha svolto il proprio ruolo con disciplina ed onore, come richiesto dall’ Art. 54 della Costituzione Italiana”, i consiglieri hanno portato il caso in municipio per “impegnare il sindaco e il consiglio comunale a richiedere scuse pubbliche e dimissioni”.
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