Bambina sfollata dal Grattacielo: “La mia anima non parla più”
Si chiama “La mia casa”. Una casa che dovrebbe essere “un luogo sicuro che protegge”. Ma la sua casa, ormai “non esiste” più
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Lunedì 16 marzo, alle ore 21, presso il palazzo della Racchetta (via Vaspergolo 4/6), si terrà un incontro pubblico promosso dal Partito Democratico dedicato al referendum costituzionale
Un confronto pubblico per approfondire i contenuti del referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo. È l’iniziativa organizzata dalla Camera Penale Ferrarese
“È stata tutta una montatura politica della Lega in vista delle elezioni”. Nel rimpallarsi di notizie e dichiarazioni sull’arrivo di migranti a Ravalle cui si è assistito nelle ultime settimane, l’unica a non avere ancora avuto voce in capitolo era la cooperativa che ha vinto il bando per l’accoglienza.
E ora Antonietta Vettorato, amministratore delegato di Un mondo di gioia di Padova, contattata da Estense.com, cerca di far chiarezza sull’intera questione.
Una questione iniziata a maggio, quando la cooperativa è all’opera per individuare sistemazioni adeguate a migranti già ospitati sul territorio provinciale (28 già presenti a Ferrara e 7 provenienti da Ostellato, come affermato dall’assessore Cristina Coletti in risposta a una interpellanza dell’opposizione).
Inizialmente viene individuato l’immobile di via Balzana, ma la trattativa non si è mai conclusa. “Non c’è mai stato un contratto, non abbiamo sottoscritto nemmeno un preliminare – conferma Vettorato -. Abbiamo solo fatto fare una verifica alla Prefettura per sapere se l’immobile in questione fosse idoneo all’accoglienza. Ma i lavori da fare erano ingenti e non potevamo accollarci tali oneri. Si può immaginare che impegnarci per anni in tale operazione (quella dell’acquisto dell’immobile, ndr) sarebbe stato troppo gravoso, anche perché prima o poi non ci saranno più nuovi arrivi e l’investimento si sarebbe rivelato sballato, specie in una zona isolata come Ravalle”.
L’amministratrice conferma quanto detto a Estense.com dalla proprietaria dell’immobile, vale a dire che “all’inizio della trattativa avevamo chiesto alla proprietaria se fosse possibile un affitto, ma lei è stata categorica, accettava solo la vendita”.
E in questo frangente, secondo Vettorato, qualcuno ci ha speculato a livello politico: “Nel frattempo il sindaco, quando ha saputo di questa ipotesi, ha iniziato a sollevare un polverone attraverso i mass media, come rituale”.
Il resto è storia recente: incontri in prefettura, lenzuolate dei residenti, proteste sui media e la dichiarazione finale di Alan Fabbri, che parla di “caso montato ad arte” in chiave anti-Lega.
Rimane una questione aperta: i 30 o 35 migranti arriveranno a Ravalle? Vettorato non può rispondere sulle intenzioni della Prefettura, quel che può dire è che “per conto nostro possiamo affermare che non andremo a Ravalle. Diventa difficilissima la gestione di migranti quando trovi tutta la popolazione contraria e servono mesi per ottenere risultati apprezzabili. Tempo che significa costi e con i fondi destinati, che sono davvero minimali, non ce la facciamo e quindi troveremo qualche alternativa”.
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