Politica
10 Febbraio 2026
Anselmo e Nanni depositano un'istanza di revoca in autotutela delle delibere del Consiglio comunale. Nel mirino la cessione totale della società di onoranze funebri: "Mancano analisi, report e istruttoria: così è stato leso il diritto a un voto consapevole"

Amsef, chiesto lo stop alla privatizzazione: “Delibere fondate su atti inesistenti”

di Redazione | 2 min

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Le delibere con cui il Consiglio comunale ha avviato il percorso di dismissione totale di Amsef Srl finiscono ufficialmente sotto accusa. I gruppi consiliari Civica Anselmo e Partito Democratico hanno presentato un’istanza formale di revoca in autotutela delle delibere n.163 3 164 del 19 dicembre 2025, sostenendo che gli atti siano “illegittimi” perché fondati su presupposti istruttori che, di fatto, non esisterebbero.

Il cuore della contestazione, come emerge con chiarezza nelle conclusioni del documento, riguarda l’assenza totale di documentazione a supporto della scelta politica di privatizzare Amsef, società controllata indirettamente dal Comune attraverso Ferrara Tua Spa. Secondo i consiglieri firmatari, l’intero impianto motivazionale delle delibere si regge su analisi di benchmarking e confronti comparativi mai prodotti né messi a disposizione del Consiglio.

Un punto che viene cristallizzato nero su bianco anche dalla risposta della Direzione generale del Comune a una richiesta di accesso agli atti: “La richiesta dei consiglieri riguarda analisi effettuate in modo informale delle quali non esiste alcuna evidenza documentale specifica”. Una frase che, per Anselmo e Nanni, equivale a ubna vera e propria ammissione: le analisi richiamate negli atti “non sono contenute in report specifici” e, dunque, non sono verificabili.

Eppure proprio quelle analisi vengono indicate nelle delibere come decisive per giustificare il cambio di rotta dell’Amministrazione, che ha dichiarato “la non stretta necessità per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali” della partecipazione in Amsef. Una valutazione che la minoranza definisce radicalmente infondata, sottolineando come la società presenti “continuità aziendale”, “assenza di prevedibili rischi di crisi” e risultati economici positivi negli ultimi cinque esercizi.

Da qui l’accusa più pesante contenuta nelle conclusioni: le delibere sarebbero “fondate su atti e documenti inesistenti”, con motivazioni “contradditorie ed illogiche rispetto alle evidenze documentali ed agli atti allegati”. Non solo. Secondo i consiglieri, l’assenza di istruttoria avrebbe impedito al Consiglio comunale di esercitare le proprie prerogative, rendendo impossibile “un voto informato e consapevole”.

Nel documento viene respinto anche il paragone con altri casi, come quello del Comune di Mantova, richiamato dalla maggioranza. Un confronto giudicato “inconferente”, perché lì la dismissione era motivata da “risultati negativi degli ultimi esercizi”, condizione che – si sottolinea – “non ricorre in alcun modo per Amsef Srl”.

La conclusione è netta: “Tali Delibere risultano illegittime e conseguentemente devono essere annullate”. Per questo Anselmo e Nanni chiedono formalmente al Consiglio comunale di procedere alla revoca in autotutela degli atti approvati il 19 dicembre, bloccando il percorso verso la privatizzazione della società di onoranze funebri.

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