Senza patente e assicurazione, continua a guidare l’auto sequestrata
Dopo il sequestro del veicolo, l’uomo ha continuato a circolare fino alla definitiva confisca dell’auto
Dopo il sequestro del veicolo, l’uomo ha continuato a circolare fino alla definitiva confisca dell’auto
Stava facendo manutenzione al proprio camion, quando uno dei cuscinetti ad aria compressa è esploso, facendo improvvisamente abbassare il mezzo pesante su di lui
Lo scorso 5 febbraio i Carabinieri della Stazione di corso Giovecca hanno arrestato e tradotto in carcere un uomo di 30 anni, residente a Ferrara, condannato in via definitiva dal Tribunale cittadino a oltre quattro anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale
Ancora guai per Zeus, il 20enne stalker ferrarese che inneggiava a Filippo Turetta. Il giovane è stato nuovamente arrestato dai carabinieri e poi portato nel carcere di via Arginone, dopo aver violato ripetutamente - a colpi di post sui social network - il divieto di avvicinamento nei confronti di una delle proprie ex fidanzate
I poliziotti fecero ispezioni domiciliari e acquisirono tabulati telefonici dopo che i due acquistarono le stesse cartucce. Anselmo all'ex dirigente Digos: "Avete verificato se queste due persone avessero rapporti con l'ex vicesindaco?"

(foto di Alessandro Castaldi)
Per il Tribunale di Ferrara il divieto di iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo previsto dal “decreto sicurezza” è contrario alla Costituzione; e il Comune è obbligato a iscrivere in attesa della decisione della Corte.
Dopo i rinvii alla Corte costituzionale dei Tribunali di Milano e Ancona, anche il giudice di Ferrara afferma la illegittimità costituzionale della esclusione dei richiedenti asilo dalla iscrizione anagrafica, esclusione prevista dall’art. 13 DL. 113/18 (il cd. Decreto sicurezza).
Il giudice, su ricorso promosso da un cittadino del Tagikistan assistito dall’avvocato Andrea Bassi del foro di Ferrara e con l’intervento di Asgi, ha chiarito che il divieto di iscrizione all’anagrafe, opposto a una particolare categoria di stranieri (i richiedenti asilo), costituisce una ingiustificata compressione del loro diritto alla residenza – che viola gli articoli 3 della Costituzione, l’art. 2 del protocollo IV della Cedu e l’art. 12 del Patto internazionale sui diritti civili e politici – e si pone peraltro in contrasto con “le esigenze di controllo sociale e sicurezza che proprio il legislatore si proponeva di perseguire”.
Il caso è ormai noto. Da quasi un anno, dopo esser fuggito dalle incursioni dei Talebani nel suo Paese, il ricorrente, 47 anni, si trova in Italia. Lui è un esempio positivo di integrazione, segue un corso di lingua italiana, lavora come falegname in un’azienda ed è attivo nel volontariato. Gli manca però un diritto soggettivo, quello a una residenza.
E, dopo essersi visto negare l’iscrizione all’anagrafe in virtù di una interpretazione della legge Salvini e aver ricorso in tribunale, in agosto il sindaco Alan Fabbri aveva annunciato la volontà del Comune di Ferrara di costituirsi in giudizio contro di lui: “Niente residenza anagrafica per i richiedenti asilo: Ferrara applica il decreto Salvini”.
Secondo il tribunale l’argomentazione – sostenuta dalla giunta Fabbri – secondo la quale l’esclusione sarebbe giustificata dalla provvisorietà del permesso di soggiorno per richiesta d’asilo non ha fondamento perché tale “richiesta è provvisoria non per sé stessa, in quanto presupposto del riconoscimento della protezione, destinato a stabilizzarsi e producendo effetti ex ante”.
Dunque, anche il giudice di Ferrara ha rinviato la causa alla Corte Costituzionale “affinché cancelli – interviene l’avvocato Bassi – questa norma contraria ai principi costituzionali e per di più del tutto inutile”.
Nel mentre, per evitare che lo straniero si trovi, in attesa del giudizio, a subire i danni della esclusione, il giudice ha ordinato al Comune di procedere all’iscrizione, così permettendo al ricorrente, cittadino del Tagikistan ed ospitato in una struttura del territorio ferrarese, di compiere al meglio il proprio percorso di integrazione.
“In attesa della decisione della Corte – afferma in una nota l’Asgi – è ora importante che tutti i richiedenti asilo propongano domanda di iscrizione (posto che in mancanza difficilmente potrebbero beneficiare degli effetti retroattivi di una eventuale sentenza favorevole della Corte Costituzionale) e soprattutto che i comuni consentano l’iscrizione ad evitare che, nelle more della decisione, i richiedenti asilo subiscano i danni di una ingiustificata esclusione”.
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