Lun 19 Ago 2019 - 2180 visite
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Tre assassini scarcerati a Ferrara e rispediti in patria

Oltre al caso di Desmond Richard Blackmore in questi giorni altri due provvedimenti di espulsione sono stati eseguiti dalla Questura

L’espulsione dall’Italia di Desmond Richard Blackmore dopo la scarcerazione è solo uno dei tre provvedimenti simili eseguiti dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Ferrara in questi ultimi giorni per motivi di pubblica sicurezza.

Per Blackmore, che ha scontato una condanna di 15 anni per l’omicidio della moglie, uccisa a Ferrara il 3 marzo del 2007, trattandosi di cittadino comunitario con oltre dieci anni di residenza in Italia (a Ferrara), la competenza in merito alla sua espulsione è per legge nelle mani del ministro dell’Interno, che infatti ne ha disposto l’allontanamento dall’Italia per motivi imperativi di ordine e pubblica sicurezza. Quasi contestualmente il questore di Ferrara ha affiancato un suo provvedimento di accompagnamento coatto alla frontiera aerea – in questo caso all’aeroporto Marconi di Bologna – dove Blackmore è stato imbarcato su un volo per Londra sabato pomeriggio con una scorta tecnica. Nella capitale britannica si trova quindi ora con divieto di ingresso in Italia per cinque anni, pena l’arresto e l’immediata nuova espulsione. L’unica possibilità di rientrare sarebbe per lui quella di ricorrere al Tar del Lazio contro il provvedimento del ministro, come prevede la stessa legge, un tentativo che potrebbe non andare comunque a buon fine.

Un lavoro non semplice, quello dell’Ufficio Immigrazione, che, come si accennava, in questi ultimi giorni ha espulso dall’Italia altre due persone condannate per omicidio e scarcerate dall’Arginone. Si tratta di un polacco scarcerato il 10 agosto e di un albanese uscito il 13 agosto.

Nel primo caso l’uomo si trovava in carcere per aver assassinato assieme al fratello un connazionale in provincia di Messina, delitto per il quale ha scontato una pena di 15 anni e tre mesi. All’atto della sua scarcerazione il prefetto di Ferrara ha emesso un provvedimento di espulsione dall’Italia al quale ha fatto seguito un ulteriore provvedimento del questore di accompagnamento coatto, grazie al quale è stato imbarcato con una scorta su un volo per Varsavia con partenza da Milano Malpensa.

Nel secondo caso è stato l’albanese a richiedere, come previsto dalle leggi, di sostituire l’ultimo periodo della pena da scontare (in questo caso gli ultimi due anni), con l’espulsione dal nostro Paese come pena alternativa. In tale circostanza è il magistrato di sorveglianza a emettere il provvedimento. L’uomo – che era stato condannato per un omicidio commesso nel 2007 a Milano – è stato preso in consegna e imbarcato a Roma Fiumicino su un volo per Tirana. Il divieto di reingresso in Italia, per questa fattispecie, è di dieci anni.

“E’ doveroso – a spiegato il dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Ferrara – ricordare che queste operazioni di rimpatrio con accompagnamento alla frontiera aerea vengono effettuate con la collaborazione di altre forze dell’ordine, nella fattispecie Carabinieri e Guardia di Finanza”.

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