Sab 10 Ago 2019 - 550 visite
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Il grido d’allarme di Confartigianato: “Il credito per gli artigiani ferraresi è ai minimi storici”

Il vicepresidente Cirelli: “In 7 anni diminuzione secca del 49% e sullo sconto in fattura dei vantaggi dell'ecobonus raggiungiamo il paradosso”

Paolo Cirelli

“Lo stock di credito disponibile per gli artigiani è ai minimi storici”. È il grido d’allarme lanciato da Paolo Cirelli, vicesegretario di Confartigianato Ferrara, che chiede aiuto alla politica, sia nazionale che locale.

Visti i tempi, diventerà con tutta probabilità argomento di campagna elettorale sia per le regionali che per le politiche. Ma il tema rimane se è vero che “l’analisi dell’ufficio studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia e Artigiancassa, per Ferrara evidenzia che a dicembre 2018 lo stock di credito disponibile per gli artigiani è ai minimi storici (196 milioni complessivamente) con una diminuzione secca in 7 anni del 49%, se consideriamo che nel dicembre 2011 era di 386 milioni. Lo studio territoriale sull’anno precedente, manifesta per la nostra provincia una diminuzione più accentuata (11,1%) rispetto alla media nazionale, rientrando fra le 58 province con i la diminuzione più intensa rispetto alla media”.

Insomma, gli artigiani ferraresi hanno grosse difficoltà nell’accesso a strumenti di sostegno imprenditoriale, nonostante “spesso nei pubblici consessi, artigiani e piccole imprese, vengono apprezzati per la propria capacità di adattarsi ai mercati, assumere personale creando lavoro e ricchezza, rischiando ed investendo risorse proprie per l’acquisizione di beni strumentali, tecnologie, macchine ed attrezzature”.

“Nei fatti però – osserva Cirelli -, si pretende lo facciano senza il necessario credito, che rimane spesso ad appannaggio di altre realtà dimensionali. Registriamo infatti una maggiore selettività nel concedere il credito alle imprese di minori dimensione: per le piccole crescono solo quelle considerate a basso rischio, mentre i prestiti alle grandi imprese, risultano sempre in crescita anche per quelle ad alto rischio (+1,9%)”.

Per il vicepresidente di Confartigianato si tratta di “una vera e propria sperequazione”, perché “i prestiti alle sole società non finanziarie continuano precipitosamente a scendere, con i cali più evidenti per le attività immobiliari e delle costruzioni, raggiungendo il paradosso che in una situazione di difficoltà creditizia e finanziaria di questo comparto, si chieda agli artigiani di riconoscere come sconto in fattura, i vantaggi degli ecobonus. Un evidente contraddizione”.

“Neppure sul versante del costo del denaro si può essere soddisfatti – osserva ancora Cirelli – perché, se ovviamente diminuito, rimane piuttosto elevato tenuto conto che oggi l’euribor (cioè il tasso di riferimento delle transazioni finanziarie) è addirittura negativo con un -0,3%. I tassi effettivi del credito, rimangono molto elevati e a Ferrara per il credito d’esercizio siamo su una media del 3,82%”.

Ecco allora che Confartigianato chiede un aiuto alle istituzioni, affinché la falla venga tappata: “Da tempo, oltreché rapportarci con le banche, chiediamo alla politica ed alle istituzioni la creazione di un istituto pubblico che possa garantire artigiani e piccoli imprenditori, come avviene in Germania, Francia e Inghilterra e come avveniva in passato con l’Artigiancassa. Altre strade non ne vediamo. Facciamo appello ai parlamentari ferraresi, ai consiglieri regionali e tutti i sindaci, affinché questo tema diventi prioritario per lo sviluppo dei territori e delle comunità”.

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