Gio 11 Lug 2019 - 1288 visite
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Fondi dall’Ausl per ospiti assenti: assolto il ‘don’ della comunità di Salvatonica

Giorgio Lazzarato era accusato di aver incassato contributi dall'azienda sanitaria anche durante i giorni in cui i suoi ospiti non erano nella struttura

È arrivata l’assoluzione da ogni accusa per don Giorgio Lazzarato, parroco del bondenese e gestore della comunità di accoglienza di Salvatonica, che era imputato a Ferrara con l’ipotesi di aver indebitamente percepito circa 11mila euro dall’Ausl, per assistere tre persone in periodi in cui non erano realmente ospiti della struttura.

La comunità di Don Lazzarato si occupa di assistere persone con problemi relazionali, psicologici o di dipendenze e anche per questo motivo per gli inquirenti non è stato affatto semplice ricostruire le “disattenzioni” del don – ammesse dallo stesso imputato nella precedente udienza – e di conseguenza il possibile danno economico subito dall’Ausl, che si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Riccardo Venturi. Gli ospiti di Lazzarato infatti non dovevano rispettare orari particolari e potevano trascorrere la notte anche al di fuori delle stanze o dei piccoli immobili che venivano loro assegnati. È il caso di una delle tre persone su cui si sono concentrate le indagini, un giovane che nel 2015, durante il suo periodo di permanenza a Salvatonica, iniziò una relazione con una ragazza e, oltre a trascorrere varie notti nella sua abitazione, partì anche con lei per le vacanze estive.

Secondo la procura, quasi 10mila euro sugli 11.500 che sarebbero stati indebitamente percepiti dalla struttura risalirebbero proprio ai contributi ricevuti per il giovane ‘Don Giovanni’, che dal momento del suo fidanzamento iniziò a frequentare sempre meno la comunità. Un percorso che del resto andava proprio nella direzione auspicata da Don Lazzarato, che lasciava ampie libertà ai suoi ospiti proprio per spingerli verso una maggior emancipazione e la sua scelta è stata confermata dal fatto che il rapporto tra il suo ex ospite e la compagna dura tuttora.

Una nota lieta sul piano umano che tuttavia non può avere lo stesso valore dal punto di vista processuale, dal momento che, nonostante il felice epilogo, l’Ausl lamenta comunque il danno economico per i contributi indebitamente versati. E proprio per questo l’udienza finale del processo ha visto una singolare contrapposizione tra procura e parte civile, con il pm Maggioni a chiedere la non punibilità di Don Lazzarato per “tenuità del fatto” e l’avvocato Venturi a insistere per una condanna penale, senza la quale non avrebbe più fondamento una richiesta di rimborso da parte dell’Ausl alla comunità di Salvatonica. Il tribunale alla fine ha optato per l’assoluzione di Don Lazzarato: a far spostare gli equilibri potrebbe essere stata anche la difficoltà a quantificar con precisione il danno economico subito dall’Ausl, dal momento che la stima è basata sul numero di effettive presenze e assenze degli ospiti della struttura all’epoca dei fatti, che non è più possibile verificare con esattezza.

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