Gio 11 Lug 2019 - 106 visite
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Anaao Assomed scrive al Comune per “migliorare le condizioni di lavoro e il servizio a Cona”

La denuncia sulle condizioni di lavoro al Sant'Anna resa pubblica da Lucio Trevisani e Pierluigi Api arriva anche sul tavolo di Fabbri

La denuncia di Anaao Assomed sulle condizioni di lavoro all’interno dell’ospedale Sant’Anna entra fra le mura di Palazzo Municipale. I segretari Lucio Trevisani e Pierluigi Api, infatti, nei giorni scorsi hanno fatto recapitare una lunga missiva al sindaco Alan Fabbri, al presidente del Consiglio Comunale Lorenzo Poltronieri e a tutti i gruppi consiliari. Lo scopo è far conoscere le criticità – rilevate nelle tre aree Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza, Area Medica e Area Radiologica – e le proposte di Anaao Assomed al fine di “migliorare le condizioni di lavoro, l’efficacia e l’efficienza del servizio reso ai cittadini” si legge nella lettera.

In particolare, nell’area del Pronto Soccorso “la carenza di personale si è cronicizzata” e nella fascia oraria “dalle 20 alle 8 vi sono solo due medici in servizio a fronte di un numero di pazienti fra i 20 e i 60 che devono essere sottoposti a una valutazione clinica finale” lamentano Trevisani e Api, i quali non dimenticano di sottolineare come il reparto di medicina d’urgenza si sia “progressivamente trasformato in un contenitore prevalentemente di medicina generale-geriatria ad alto turnover”.

In questo ambito, le proposte di Anaao Assomed sono “una nuova e condivisa riscrittura della mission dell’unità operativa e quindi del ruolo del medico di Medicina d’Emergenza”, una “reale e costante attività interaziendale fra le direzioni generali di Ausl e Aou” e il “ripristino delle risorse umane necessarie allo svolgimento della funzione di Ps-Medicina d’Urgenza attraverso tutti i canali possibili per reperirle”.

C’è poi la questione relativa all’Area Medica. “In base al documento – riferiscono i sindacalisti – della Regione relativo ai requisiti per l’accreditamento delle unità operative di medicina, il rapporto medico di guardia notturna e numero di pazienti assistiti non dovrà essere superiore a 70 pazienti per medico, se non vengono effettuati ricoveri notturni. Attualmente in area medica ci sono 276 posti letto che vengono controllati nel periodo notturno soltanto da 2 medici. Nonostante la direzione generale abbia affermato che non ci sono ricoveri notturni nelle unità operative di medicina, nel mese di giugno 2019 i ricoveri notturni in dette unità operative sono stati 84, dati rilevati dal sistema informatico dell’ospedale. In conclusione, sulla base del documento della Regione, i medici di guardia dovrebbero essere quattro mentre, da ottobre 2018, sono due e devono “sorvegliare” rispettivamente 144 e 132 posti letto a cui si sommano, di media, altri 20 posti letto aggiuntivi, ubicati in altre unità operative del Sant’Anna. Questa è una situazione inumana e in netto contrasto con il dettame regionale sull’accreditamento”. 

In ambito radiologico, Trevisani e Api, fanno invece sapere che la loro organizzazione sindacale “ha sempre contestato e contrastato l’istituzione dell’unità operativa interaziendale di radiologia, sia come struttura che come gestione”. “L’epilogo di questa triste storia si è consumato ad aprile 2019 quando i pazienti che necessitavano di radiologia interventistica sono stati inviati a Bologna” proseguono, facendo anche notare che quella era “una problematica da noi denunciata sin dal 2018, che poteva essere affrontata e risolta viste le delibere aziendali e le disposizioni del direttore sanitario. Invece, la criticità è stata gestita dal responsabile dellunità operativa di radiologia, nonché direttore di dipartimento, con lesito di cui sopra”. 

In seguito, Anaao Assomed ha quindi chiesto “un progetto per risolvere questa criticità, che il responsabile dell’unità operativa interaziendale di radiologia, nonché direttore di dipartimento, venga sottoposto a verifica secondo quanto previsto dal contratto e che la direzione generale prenda atto della situazione e che intervenga, in quanto è al vertice della catena di comando e quindi, a nostro parere, responsabile in primis”. 

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