Capire il genocidio per non ripeterlo: la lezione di Lemkin
Presentato l’ultimo saggio di Girolamo De Michele, Il profeta insistente, una biografia di Raphael Lemkin, giurista ebreo polacco che coniò il termine genocidio
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La Fondazione Ado organizza la sfilata di beneficenza di Natale. L’evento si terrà domenica 30 novembre, a partire dalle ore 16, presso l’Hospice Casa del Sollievo
Lunedì 1° dicembre, alle 14:30, il Centro Sportivo “G.B. Fabbri” ospiterà la presentazione di “Porta un regalo, dona un sorriso”, il progetto benefico promosso da Ars et Labor
Oggi, sabato 29 novembre, è in programma il terzo appuntamento con “Unijunior Ferrara – Conoscere per crescere”, il ciclo di lezioni universitarie per bambini e ragazzi dagli 8 ai 13 anni
Martedì 2 dicembre inizia il corso “Cinema al Copernico, incontri con professionisti, proiezioni di film e cortometraggi di animazione. L’attrice Benetti sarà ospite del primo incontro
Ancora il campo M14 della Certosa di Ferrara. E ancora una mancata attenzione per il culto dei defunti. Succede alla Certosa di Ferrara, dove nei giorni scorsi è giunta una nuova segnalazione al Comitato Vittime della Pubblica Amministrazione.
Già nel mese di novembre 2017 l’associazione aveva denunciato un’incuria da parte di Ferrara Tua, nella manutenzione di diverse sepolture situate nel Campo M14 della Certosa di Ferrara. “Con solerzia e tempestività – ricorda il portavoce Aldo Ferrante -, il giorno successivo alla segnalazione, le “tombe” sono state ripristinate da Ferrara Tua, ed è stata ridata quel minimo di dignità e di decoro ai poveri resti e sollievo ai parenti”.
Ora un nuovo problema, segnalato dal Comitato con una nota inviata al sindaco di Ferrara, all’amministratore unico di Ferrara Tua e al presidente della Holding Ferrara Servizi, relativa a sepolture anonime.
“Abbiamo trovato diverse inumazioni “senza nome” e senza riferimento alcuno a chi appartenevano in vita i poveri resti”, spiega Ferrante. Nelle informazioni sui diversi tipi di sepoltura, alla voce ‘inumazione’ Ferrara Tua scrive che “Chi sceglie la sepoltura in terra in campo comune ha la garanzia di manutenzione della tomba e del verde circostante per dodici anni (?). Il giaciglio del riposo eterno deve essere manutenuto e curato; il rispetto e la dignità delle misere spoglie non devono mai apparire desolate e trascurate, od ancor più grave, appartenenti a defunti fantasma, ignoti o irreperibili”.
Ecco allora che secondo Ferrante. “vuol dire che più di qualcuno non ha fatto il proprio dovere. Non è possibile che nessuno si sia accorto che diverse sepolture erano carenti del nome del defunto. Chiediamo agli intestatari della presente: Perché permettiamo che alla sofferenza si aggiunga la difficoltà di non reperire la tomba del proprio caro?”.
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