Attualità
12 Gennaio 2026
Dalla memoria delle lotte sindacali alle sfide del presente, l'arcivescovo richiama agricoltori e istituzioni a rimettere al centro la dignità del lavoro

“La terra ai lavoratori”: il messaggio di Perego alla Coldiretti

di Redazione | 2 min

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Il grido storico delle lotte sindacali torna a farsi sentire dal pulpito del Duomo. Durante la “Domenica della terra e della solidarietà”, monsignor Gian Carlo Perego ha richiamato con forza uno degli slogan che ha segnato la storia sociale del territorio, e non solo: “La terra ai lavoratori”. Un messaggio pronunciato davanti agli agricoltori della Coldiretti e ai fedeli, che ha dato subito il tono a un’omelia dal forte contenuto civile e sociale.

“Anche se si è spento il grido che ha accompagnato molte lotte sindacali, resta fondamentale mantenere al centro del lavoro agricolo la dignità del lavoratore e il rapporto con la terra”, ha affermato l’arcivescovo. Un passaggio che parla direttamente al Ferrarese, terra di bonifiche, riforma agraria e battaglie contadine, e che suona oggi come un avvertimento contro il rischio di nuove disuguaglianze e del ritorno a modelli di grande proprietà.

La celebrazione ha visto una presenza significativa della Coldiretti, che ha legato domenica 11 gennaio a un momento di ringraziamento per i frutti della terra e a un gesto concreto di solidarietà verso i poveri. Un segno che, come ha ricordato monsignor Perego, richiama la tradizione benedettina della condivisione del raccolto, dove una parte dei frutti era destinata a chi era in difficoltà.

In un contesto segnato da cambiamenti profondi nel mondo agricolo, tra mercati globali e politiche europee, l’arcivescovo ha invitato a non perdere di vista la dimensione umana del lavoro nei campi.

Riprendendo il magistero sociale di San Giovanni Paolo II, l’omelia ha sottolineato come la solidarietà non sia soltanto una norma o un dovere, ma una vera virtù sociale. Il lavoro, ha ricordato Perego citando la Laborem Exercens, è di per sé un’opera di solidarietà che va oltre la dimensione contrattuale e sindacale, pur senza negarne l’importanza storica. Un richiamo particolarmente attuale in una fase in cui il lavoro agricolo rischia di perdere il suo carattere familiare e cooperativo, sostituito da logiche esclusivamente economiche.

Nella parte finale dell’omelia, l’arcivescovo ha collegato il tema del Battesimo dell’acqua, elemento essenziale per la vita e l’agricoltura ferrarese, ma anche fonte di pericolo, come dimostrano le recenti alluvioni in Emilia-Romagna. “La cura della terra, degli argini e dei corsi d’acqua – ha ricordato – richiede la presenza e la responsabilità di chi vive e lavora nelle campagne”.

Il messaggio di Perego è stato chiaro: senza dignità del lavoro, senza solidarietà e senza una giusta relazione tra uomo e terra, non c’è futuro né per l’agricoltura né per la comunità ferrarese.

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