Gio 30 Mag 2019 - 1140 visite
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Chiude la scuola di Gavello, genitori preoccupati: “Perso all’improvviso un servizio fondamentale”

Una mamma ringrazia l'associazione Zucchero Filato: "Fatto il possibile ma costretti alla chiusura a causa della denatalità e amministrazione assente"

Bondeno. Ci sono 13 bambini tra i 12 mesi e i 5 anni che attualmente non sanno dove andranno a settembre e altrettante famiglie preoccupate per il futuro dei loro piccoli. È l’esito infausto della chiusura della scuola dell’infanzia di Gavello gestita da cinque madri dell’associazione Zucchero Filato che, nonostante gli sforzi, si sono trovate costrette a chiudere i battenti del nido e della materna gavellese.

A loro vanno i sinceri ringraziamenti di una mamma che, pur angosciata dalla chiusura del plesso “a causa di una continua denatalità e di un’amministrazione comunale presente con pochi fatti e con molti ritardi”, vuole rendere omaggio all’impegno “puntuale e straordinario” dell’associazione rappresentata dalla presidente Federica Scapoli.

“Le 5 mamme hanno lottato fiduciose per migliorare una situazione già critica – racconta M.G. -, si sono rimboccate le maniche e hanno attivato una serie di iniziative per autofinanziarsi (lotterie, cene, feste…), hanno ottenuto riconoscimenti in brevissimo tempo, la parificazione è arrivata in tempi record, il tutto per ottenere altri contributi per poter gestire l’asilo e garantire uno stipendio al personale docente”.

“Vane invece le promesse dell’amministrazione – attacca la madre -, che di fatto sta ancora facendo attendere il versamento di alcuni contributi. Vane le continue ed estenuanti riunioni con la stessa amministrazione comunale che di fatto non ha attuato nulla di concreto, tanta, troppa l’esasperante paura di non farcela, e infine, l’enorme rammarico di dire ‘chiudiamo’”.

L’associazione Zucchero Filato ha “fatto il possibile e forse anche l’impossibile per tenere aperto – ribadisce il genitore -, ma senza aiuti concreti da parte dell’amministrazione o di altre associazioni, il progetto è diventato insostenibile per le 5 ragazze che hanno donato anima, corpo e risparmi personali con il solo intento di garantire un futuro ai bambini”.

La riunione svolta tra i genitori e l’amministrazione non ha risolto il problema, i bambini iscritti sono pochi, e non a causa del servizio offerto, “che è eccellente”, ma a causa della denatalità che come sempre colpisce e penalizza i paesi più piccoli.

L’asilo di Gavello Ferrarese è un “punto di riferimento per tutte le piccole comunità della zona”, i paesi coinvolti sono tanti: Pilastri, San Martino Spino, Gavello, Malcantone ecc. si trovano di punto in bianco privi di un servizio fondamentale ed unico della zona, il nido.

“Le strutture limitrofe sono piene e quasi al collasso, liste di attesa lunghissime in molti asili della zona, numeri alti, troppo alti, e si sa che quando si ha che fare con i bambini, non è un bene” riferisce M.G. che, come genitore, non può che dire “grazie a loro che hanno permesso a questi piccoli di crescere, relazionarsi e imparare, 5 ragazze che hanno gestito il tutto per due faticosissimi anni, garantendo sempre sicurezza e serenità alla struttura, ai bambini e al personale docente”.

“Sono state eccezionali, nonostante avessero tutte un lavoro a tempo pieno ed una famiglia, sono riuscite a raccogliere giocattoli usati e materiale didattico da devolvere all’asilo, hanno organizzato feste e cene per tutta la comunità per raccogliere fondi, hanno proposto pigiama party a San Valentino per permettere alle mamme e ai papà di trascorrere una serata speciale, gite allo zoo per permettere ai bambini di conoscere gli animali, raccolta di fragole, hanno invitato i pompieri che hanno spiegato il loro lavoro ai piccoli che li guardavano con gli occhi pieni di sorpresa, e questi sono solo alcuni esempi del capolavoro che sono riuscite a costruire in questi due anni” ricorda la mamma prima dell’ultimo doveroso ringraziamento: “A voi ragazze voglio solo riportare una frase ‘chi salva un bambino, salva il mondo intero’, voi ci siete riuscite, fin dove siete potute arrivare, quindi grazie, grazie di cuore”.

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