Naomo, scatta l’ora X
Nicola Lodi detto Naomo da oggi può tornare a occuparsi di politica. I 18 mesi di sospensione da ogni carica amministrativa dovuta alla legge Severino sono terminati
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In un presente in cui il mondo dell’agricoltura assiste a continui mutamenti – sia tecnologici che normativi -, la politica locale deve aiutare le campagne a uscire dall’isolamento e a portare avanti piani di sviluppo integrati con tutti i livelli istituzionali, dalla Regione all’Europa. Soprattutto dopo il ‘depotenziamento’ delle Province, che ha lasciato il mondo agricolo senza veri punti di riferimento politici. È questo, in sintesi, l’assunto da cui prende spunto il convegno “Diamo un futuro alla nostra terra”, organizzato dalla lista Ferrara Civica di Riccardo Forni in Camera di Commercio (giovedì 16 maggio alle 18:30) e al quale parteciperanno anche il candidato del centrodestra Alan Fabbri, la sottosegretaria all’ambiente Vannia Gava, l’agronoma Gloria Minarelli e il presidente del Consorzio degli Uomini di Massenzatica Carlo Ragazzi.
Un convegno che punta quindi a confermare l’attenzione al mondo agricolo dichiarata in più occasioni dalla coalizione di Fabbri (di cui Ferrara Civica fa parte), che nelle ultime settimane ha annunciato anche l’intenzione di istituire un assessorato all’agricoltura scorporato da quello alle attività produttive. Ma anche per Forni a Ferrara c’è bisogno di ridare centralità al settore, ormai periferico non solo geograficamente ma anche nel dibattito pubblico. “Ferrara è un Comune agricolo, ma rischia di essere trattata alla stregua di una periferia di Bologna o di Modena, in particolare dopo la scellerata riforma delle province che ha creato un vuoto a livello istituzionale e politico. Chi governerà la città deve avere coscienza di questo problema”.
Per l’agronoma Minarelli, l’errore dell’Italia è stato quello di non creare una solida rete tra territori, agricoltori e istituzioni, facendosi così superare dagli altri paesi europei “che a livello di progettazione integrata si sono mossi prima e meglio di noi. Bisognava essere più coesi a livello regionale e in sede europea per presentare delle proposte”. Una “governance di sistema” che per la verità, spiega l’agronoma, era già stata prevista nel decreto 228 del 2001, ma senza mai essere davvero implementata su larga scala.
Il rapporto più di rivalità che di collaborazione tra i diversi territori si vede anche a poche decine di chilometri, come testimonia il presidente del consorzio di Massenzatica, Carlo Ragazzi: una grande quota degli asparagi prodotti a Mesola vengono poi lavorati ad Altedo e venduti col marchio Igp della località bolognese. Una dinamica legata alle normative sulle certificazioni territoriali (per il marchio Igp basta che la lavorazione del prodotto sia eseguita nella località indicata) ma che fa nascere dal nulla rapporti di centralismo o subalternità tra diversi territori, tra i quali si scatena una sorta di partita a Risiko per accaparrarsi le ambitissime certificazioni territoriali a discapito dei propri vicini.
Tutti argomenti che Forni si propone di affrontare durante il convegno in Camera di Commercio: “Il nostro scopo è rimettere questa discussione al centro del dibattito – afferma il promotore di Ferrara Civica – ed è necessario che la politica si faccia carico di questo. Speriamo attraverso Alan Fabbri, ma in ogni caso deve restare nell’agenda di qualunque sindaco a prescindere dall’esito delle elezioni. Occorre una politica locale in grado di battere i pugni sui tavoli istituzionali per non far allontanare le periferie dai centri, a tutti i livelli istituzionali”.
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