Dom 12 Mag 2019 - 2134 visite
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Ferrara Cambia promuove Ferrara a “capitale italiana della cultura”

Il sottosegretario Lucia Borgonzoni rilancia: "Per il Festival del cinema di Venezia porteremo i produttori a visitare la città"

di Simone Pesci

“Turismo, cultura e università: tre settori complementari, al centro per il rilancio di Ferrara”. E’ il motto di Andrea Maggi capolista di Ferrara Cambia, che sabato pomeriggio, alla presenza del sottosegretario per i beni e le attività culturali Lucia Borgonzoni, ha presentato le proposte riguardo a un tema sentito perché “vogliamo che Ferrara torni a essere capitale della cultura: 500 anni fa Ferrara era la New York di oggi”.

La proposta, quindi, è promuovere “Ferrara come capitale italiana della cultura” evidenzia il candidato sindaco del centrodestra Alan Fabbri, che per farlo parla di “dialogo con stakeholders e associazioni culturali”, perché “credo molto nella parola identità, e in una una città che vuole tornare a splendere nel panorama generale italiano per la sua bellezza”. Qualora Fabbri diventasse sindaco, insomma, “il Meis dovrà diventare fiore all’occhiello” afferma il leghista, che rilancia: “I soldi ci sono, occorre progettare per spenderli bene: sarà impegno costante ampliare la rete museale”.

E puntare sulla componente universitaria, rimpingua Livio Zerbini, candidato consigliere con la lista di Maggi: “Ferrara è il primo polo biotecnologico d’Italia. E’ l’università che è cresciuta di più passando da circa 15mila studenti a più di 20mila, ed è quella, in Italia, con maggiore attrattività per gli studenti fuori sede, +25% nel 2018 rispetto all’anno precedente. L’indotto economico è di 200 milioni di euro”.

Zerbini affronta anche la questione del turismo. “Nel 2018 – rendiconta – rispetto all’anno precedente c’è stata una contrazione delle visite dell’1.2%, i pernottamenti sono diminuiti del 3.5%, circa 5000 pernottamenti in meno. I primi dati del 2019 mostrano un -10% di presenze turistiche straniere. Serve una programmazione adeguata: fare marketing, promuovere un brand come Ferrara capitale del Rinascimento. E poi bisogna valorizzare dei musei straordinari ma poco valorizzati”. E se Ferrara “si presta come un salotto ideale per eventi e manifestazioni perché non creare attorno al Palio un festival del Medioevo e del Rinascimento” propone Zerbini, che fissa l’obiettivo di “superare le 500mila presenze turistiche in città”.

Borgonzoni prende appunti, e dopo una frase tagliente – “la polemica sul Meis ci ha lasciati di stucco, fatta per interessi politici sapendo che quei fondi sarebbero stati fatti slittare” -, spiega perché la strada che intende percorrere Ferrara Cambia è quella giusta, secondo lei: “Ferrara è l’emblema di un periodo storico anche per come è tenuto il centro: dovrebbe avere molti più turisti. Una cosa che dovrebbe fare un sindaco (si gira verso Fabbri, ndr) è stringere rapporti con le ambasciate e gli istituti italiani all’estero. Un sindaco deve promuovere la sua città all’estero. Ed è giusto che l’università non venga vissuta come cosa esterna perché è vero che fa promozione della città stessa”.

In tal senso, Borgonzoni svela una chicca in anteprima. Sfruttando il Festival del cinema di Venezia, a fine agosto “pensiamo di mettere Ferrara, conosciuta per quanto riguarda i suoi autori e produttori e visto che ogni euro investito ne tornano tre sul territorio dove si gira un film, fra i luoghi da far visitare ai major americani e ai grossi produttori cinesi e giapponesi”.

Anche questo è un passo per avviare l’iter che dovrebbe portare Ferrara a candidarsi come capitale italiana della cultura per il 2021. “Il bando apre a fine anno, è importante che la città arrivi pronta: non significa solo l’amministrazione, ma vuol dire sensibilizzare tutto il territorio” conclude Borgonzoni. 

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