Dopo la tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, che ha sconvolto l’opinione pubblica europea, arrivano prese di posizione e interventi istituzionali anche dall’Italia. A emergere, in particolare, è l’iniziativa dell’Emilia-Romagna, che ha scelto di offrire un supporto sanitario immediato, affiancata dall’appello politico a trasformare il dolore in prevenzione e norme più stringenti sulla sicurezza dei giovani.
A dare priorità all’azione concreta è Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico in Regione Emilia-Romagna, che ha annunciato la disponibilità del sistema sanitario regionale: “L’Emilia-Romagna ha messo a disposizione 50 posti di terapia intensiva per far fronte alla tragedia di Crans-Montana in Svizzera”. Una scelta, ha spiegato, maturata a livello istituzionale: “Una disponibilità concordata dal presidente Michele de Pascale con il Dipartimento di Protezione Civile”.
Parole che sottolineano il senso di responsabilità e cooperazione tra territori di fronte a un evento drammatico: “È una tragedia enorme, in cui è importante che ognuno provi a fare la sua parte”, ha concluso Calvano, richiamando il valore della solidarietà internazionale nelle emergenze.
Dal Parlamento arriva invece una riflessione più ampia sulle cause e sulle responsabilità politiche. Il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti ha definito quanto accaduto “terribile, assurdo, inaccettabile”, parlando di “decine di giovani vite spezzate, sogni infranti, laddove doveva esserci solo gioia e divertimento”.
Croatti ha posto l’accento su un tema che, a suo avviso, deve diventare centrale nell’agenda istituzionale: “Il divertimento in sicurezza dei nostri giovani deve rappresentare una priorità per la politica e le istituzioni”. Un richiamo che si intreccia con la memoria della tragedia di Corinaldo del 2018, evocata dallo stesso senatore: “Dalla tragedia avvenuta a Corinaldo nel 2018 che, come a Crans-Montana, è costata la vita a ragazzi giovanissimi, è nata un’associazione, la Cogeu, e una importante campagna di sensibilizzazione”.
Da quell’esperienza, ha ricordato Croatti, è scaturita anche una proposta legislativa: “Una proposta di legge che istituisce la ‘giornata nazionale del divertimento in sicurezza’ per sensibilizzare i più giovani, i proprietari di locali, gli enti locali”. Un iter non ancora concluso, che ora torna d’attualità: “A quella proposta di legge manca un ultimo passaggio per essere approvata. Auspico che si acceleri in tal senso per dare al Paese questa legge e mettere al centro il diritto dei nostri ragazzi a divertirsi in sicurezza senza rischiare la vita”.
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