Modifiche alla viabilità sul ponte tra Terre del Reno e Pieve
Con l'ordinanza n. 2 del 13 gennaio, sono state disposte modifiche temporanee alla circolazione stradale in via Verdi e sul ponte sul fiume Reno per consentire lavori di manutenzione
Con l'ordinanza n. 2 del 13 gennaio, sono state disposte modifiche temporanee alla circolazione stradale in via Verdi e sul ponte sul fiume Reno per consentire lavori di manutenzione
Venerdì 16 gennaio si terrà a Dosso un incontro pubblico aperto alla cittadinanza presso la sala riunioni della scuola elementare in piazza Garibaldi
Era uscito di nascosto dai suoi genitori prendendo la macchina. Macchina che non poteva nemmeno guidando perché non ha ancora conseguito la patente. È stato l'inizio di una serie di guai per un ragazzo di 19 anni residente a Dosso, frazione di Sant'Agostino, nel comune di Terre del Reno
L’Amministrazione comunale comunica che gli appuntamenti legati all'Epifania annullati a causa del maltempo verranno recuperati domenica 11 gennaio a Terre del Reno
Un incidente stradale si è verificato intorno alle 19 a Sant’Agostino, nella zona del Bosco della Panfilia, dove un’auto è uscita di strada, pare autonomamente, e si è ribaltata sull’argine, rischiando di precipitare nel vicino Cavo Napoleonico

(archivio)
Sono stati condannati tutti i cinque operai della Mirror di Sant’Agostino a processo per violenza privata per i disordini davanti ai cancelli dello stabilimento avvenuti l’8 settembre 2014, quando impedirono ad altri lavoratori di entrare in fabbrica. Simone Carpeggiani, Karim Bekkal, Bruno Scagnelli, Giuseppe Terrasi, Khadija El Badaoui e Mourad Hanyn hanno ricevuto una condanna di sei mesi di reclusione (con sospensione condizionale della pena) e al pagamento di duemila euro ognuno per il risarcimento del danno, oltre a circa quattromila euro di spese legali alla Mirror, che si era costiuita parte civile attraverso l’avvocato Marco Linguerri.
La condanna è scattata per Simone Carpeggiani, Karim Bekkal, Bruno Scagnelli, Giuseppe Terrasi, Khadija El Badaoui e Mourad Hanyn, accusati di aver di fatto paralizzato l’attività produttiva della Mirror costringendo altri lavoratori a unirsi alle manifestazioni di protesta che per diversi mesi hanno agitato stabilimento per via del mancato accordo per il rinnovo del contratto d’appalto con la cooperativa Lk.
Un’ondata di protesta che durò anche nel corso dell’anno successivo e che produsse episodi analoghi a quelli trattati nel processo, che scaturirono in altre inchieste, processi e condanne, come quelle scattate nel maggio dell’anno scorso per gli episodi del febbraio 2015.
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