Politica
5 Marzo 2019
L'indagine tiene conto del decennio 2007-2017. A Ferrara la propensione a denunciare è più alta (73%) rispetto a tutte le altre realtà dell’Emilia-Romagna

Ferrara, i reati calano ma aumentano le preoccupazioni dei cittadini

di Redazione | 3 min

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Una città molto preoccupata, nonostante i reati siano in calo. È ciò che evince dalla ricerca su criminalità e disordine urbano promossa dalla Regione Emilia-Romagna, che ha esaminato il periodo intercorso fra il 2007 e il 2017 incrociando i numeri forniti dalle forze dell’ordine, con l’opinione di un campione di cittadini, che per Ferrara è stato di 600 unità. 

È la criminologa Rossella Selmini a leggere i risultati della ricerca, che per quanto riguarda la città estense vede “i reati scendere dai 9.543 del 2007 ai 7.826 del 2017”. Negli ultimi cinque anni del periodo preso in esame, si nota una flessione del 7,7% di reati di lesioni dolose e addirittura del 40,9% per quanto riguarda le violenze sessuali. Non fanno eccezione i dati sui furti, passati “dai 6.047 del 2007 ai 5.510 del 2017”, un calo che riguarda anche i furti in abitazione, che rimangono una delle preoccupazioni maggiori della popolazione, che “si sono dimezzati nel periodo fra il 2012 e il 2017”, fa notare la criminologa.

Stabili i furti negli esercizi commerciali, mentre i furti di autovetture, al pari di quelli su autovetture, continuano a scendere, anche se i numeri collocano Ferrara in questo ambito “leggermente al di sopra della media regionale dal 2013 in poi”. Migliora anche la questione degli scippi: dopo il record del 2012 con 80 episodi, nel 2017 i casi accertati sono stati 33.

Maglia nera ferrarese, invece, per le rapine nella pubblica via, con la città “che si colloca molto al di sopra della media regionale”, mentre i danneggiamenti di spazi o di beni, utili a comprendere il tema del disordine urbano, fanno registrare una diminuzione “del 23% negli ultimi dieci anni”.

Schizza in alto il dato dell’analisi dello spaccio di stupefacenti, che dal 2015 ha visto un’intensificazione dell’attività da parte delle forze di polizia “che hanno aumentato le segnalazioni del 77%”, ammette Selmini.

A preoccupare maggiormente i cittadini che vivono all’ombra del Castello, sono “le questioni economiche e di criminalità”, un tema, quest’ultimo, ritenuto più preoccupante dai ferraresi che dai corregionali. Nonostante ciò “il campione intervistato per il 62% ha risposto che Ferrara è abbastanza sicura, il 5% molto sicura”, e solamente il 12%, negli ultimi dodici mesi dalla data del sondaggio, è “stato vittima di reato”.

A Ferrara la propensione a denunciare è più alta (73%) rispetto a tutte le altre realtà dell’Emilia-Romagna. Si evince anche che “per i cittadini gli stranieri sono troppi, a causa della preoccupazione della competizione con gli immigrati in ambito di lavoro e alloggi popolari”, conclude Selmini.

Diventa fondamentale “conoscere quello che è il dato oggettivo” commenta il sindaco Tiziano Tagliani, lanciando una frecciata a chi certi dati “li usa per fare campagna elettorale”. Ed è conscio, il primo cittadino, che anche conoscendo le “cosiddette percezioni”, non significa “omettere il riscontro dell’attività su dati che fanno di Ferrara una città che sta vivendo un momento complicato”. 

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