Dom 17 Feb 2019 - 939 visite
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‘Scippo’ al Museo Delta Antico, si allarga il fronte a sostegno di Fabbri

Da Cna ad Ascom, da Visit Comacchio a Rifondazione: "Nessun dubbio, portare via i reperti è un danno irrimediabile"

Comacchio. A poche ore dall’accorato appello del sindaco Marco Fabbri, a cogliere l’opportunità di un fronte comune in difesa del Museo Delta Antico sono Cna e Ascom, oltre al concorzio Visit Comacchio rappresentato da Ted Tomasi e alla sezione locale di Rifondazione Comunista. Nessun dubbio sul sostegno a Fabbri, che assicura di battersi per trattenere nella sua Comacchio i reperti simbolo del neonato museo, due crateri dell’antica Spina che il Museo Archeologico di Ferrara vorrebbe riportare in città al termine del prestito concordato, il 4 marzo.

Decisa la presa di posizione della Cna ferrarese, secondo cui “riportare a Ferrara i due raffinati crateri, ormai parte integrante del percorso e attrazione irrinunciabile per visitatori e turisti, procurerebbe un danno grave e irreparabile al Museo e al turismo. È necessario – spiega il direttore Diego Benatti – un tavolo di coordinamento provinciale per decidere finalmente fino in fondo come valorizzare appieno il patrimonio culturale ferrarese (dal Delta a Cento) e per porre le basi per evitare, in futuro, analoghi scontri e scelte sbagliate che stanno indebolendo il tessuto culturale, produttivo e turistico della nostra provincia”.

“La situazione ci preoccupa fortemente: in un momento già complesso e difficile per il nostro turismo rischiamo di perdere due eccellenze archeologiche” commenta invece Gianfranco Vitali, presidente di Ascom Comacchio. “Entrambi i reperti, di altissima qualità e pregio per i turisti della nostra costa, hanno trovato nel Delta Antico una bella, completa quanto apprezzata realtà museale”.

“Al di là dei dati formali ci sentiamo di guardare alla concreta sostanza delle cose e riteniamo di dover appoggiare la richiesta di Fabbri di mantenere i due splendidi crateri e di continuare a svolgere un ruolo fondamentale di autentico faro culturale. A Comacchio e a tutta la costa servono certamente più elementi per attrarre turisti, non abbiamo bisogno, al contrario, di sottrazioni” conclude Vitali.

A nome anche di tutte le imprese del territorio che afferiscono a Visit Comacchio, Ted Tomasi scende in difesa del “grande lavoro fatto fino ad oggi per rinnovare e rendere turisticamente competitivi Comacchio ed il Delta del Po. Non è solo un grande intervento pubblico, è un investimento dell’intero sistema produttivo dell’area: disconoscere questo principio vuol dire riportare indietro le lancette dell’orologio”.

“Le immagini dei crateri accompagnano la promozione del territorio, lo stesso progetto denominato ‘Vacanze Natura Cultura’ ha visto la convinta integrazione del comparto balneare con quello culturale dell’entroterra e di Ferrara: una rivoluzione – dice Tomasi – che ha fatto progredire la nostra offerta e ha aperto il dialogo fra aree finora distanti e diverse. Non può un singolo aspetto, apparentemente più burocratico che di sostanza, determinare una scelta dannosa per lo sviluppo del territorio e, soprattutto, disconoscere l’impegno collettivo e la svolta culturale. Mi auguro che la voglia di confronto ed il rispetto reciproco prevalgano e che continui la fase positiva avviata in questi anni”.

“Pieno appoggio al sindaco” anche da Andrea Rossetti, segretario del Prc di Comacchio. “Non si tratta di campanilismo – puntualizza -: in realtà quella di non far funzionare le cose nel nostro territorio credo sia quasi una prassi consolidata, come quella di sfruttarlo puntualmente per farsi pubblicità durante le campagne elettorali, spendendo soldi in progetti che non spiccano mai perché abbandonati a metà strada. Esempi concreti? Il San Camillo o la tanto decantata idrovia”.

Tornando in tema, Rossetti sposa la battaglia di Fabbri e di Comacchio. “Anzi, rincaro la dose chiedendo che nel Museo Delta Antico siano esposti ancora più reperti di Spina, proprio quelli custoditi nei magazzini di Ferrara, ‘a prendere polvere’ pur di non essere ceduti ai legittimi proprietari: dall’inizio degli anni Ottanta veniamo presi per i fondelli con accordi mai mantenuti che hanno allungato i tempi sull’apertura dello stesso Delta Antico. L’identità di Comacchio è legata ai reperti di Spina e non esiste luogo sulla terra più consono a detenere ed esporre detti tesori. Spero pertanto che la direttrice Paola Desantis e le istituzioni competenti rivedano tale decisione a parer mio poco strategica e mortificante per il territorio di Comacchio ancora una volta penalizzato delle scelte degli altri”.

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