Lun 14 Gen 2019 - 2220 visite
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Scuola chiusa, la Liguria si unisce a Ferrara nella protesta contro le suore

La testimonianza della rappresentante di Vallecrosia: "Oltre al danno la beffa. A giugno ci avevano annunciato che la scuola sarebbe rimasta aperta"

di Cecilia Gallotta

Stessa lettera, stesso preavviso. Lo smacco e lo sdegno dei genitori in seguito alla chiusura improvvisa della scuola paritaria San Benedetto in via Borgo di Sotto, gestita dalla compagnia delle Suore della Carità di San Vincenzo De’ Paoli, ha varcato i confini regionali. E’ infatti nella stessa data – del 7 gennaio – che anche la Scuola Sant’Anna di Vallecrosia, in provincia di Imperia, ha ricevuto il medesimo ultimatum da parte della stessa congregazione.

E “se a Ferrara in difficoltà ci vanno 41 famiglie, da noi ci sono 250 anime”, riporta la rappresentante Vanessa Crivelli, che spiega come “da noi sia impossibile smistare nella stessa città un tale numero di bambini”, la maggior parte dei quali sarebbero costretti a dislocarsi a distanze sensibilmente diverse. Ma il comune ligure oltre al danno riporta anche la beffa, perchè “a giugno dello scorso anno, sul palco della recita di fine anno è stata annunciata a gran voce la continuazione dei cicli scolastici, assicurando alle famiglie che la scuola sarebbe rimasta aperta e che ‘porteremo i nostri bambini fino in terza media”, cita Crivelli, con tanto di video seguito da applausi scroscianti, e la foto del cartello appeso il giorno stesso.

Una promessa fatta in seguito al calvario che la scuola ligure ha iniziato nell’aprile dello scorso anno scolastico, quando, in seguito a uno sfondamento del soffitto, “si dichiarava lo stabile inagibile – riporta la rappresentante – quando invece, dopo la perizia richiesta da noi genitori al presidente degli ingegneri, bastava una cifra piuttosto irrisoria per risolvere la cosa”.

La motivazione ufficiale della repentina chiusura, quindi, se non si poteva più addurre ad un problema di natura strutturale, “è stata dirottata dalle suore ad una mancanza di vocazione – prosegue Crivelli – che però non sussiste dal momento che la maggior parte delle insegnanti sono laiche. Successivamente poi, è venuto fuori che le spese cominciavano ad essere troppe”.

“La presa in giro”, secondo i genitori di Vallecrosia, è stata la “falsa annunciazione, l’inganno, e la mancanza di umanità e sensibilità, tutti valori che dovrebbero essere in cima a chi indossa l’abito, e che stanno smentendo davanti ai nostri bambini, che hanno pianto da lunedì scorso. Se l’intenzione della Congregazione era quello di non mantenere più l’attività delle scuole, ma solo quella di missioni all’estero (come si possono notare numerose sulle loro pagine web) va bene, ma non a discapito delle nostre famiglie: avrebbero dovuto almeno concludere i cicli scolastici e darne comunicazione con il dovuto preavviso”.

In analogia con la nostra città, anche l’impossibilità di comunicare con le suore al riguardo: “Ci è stato negato un incontro per discutere la cosa – rincara la rappresentante – e l’unico modo con cui siamo riusciti a parlarci è stato un raid di straforo negli orari in cui sapevamo che le suore erano presenti”. Una mancanza di solidarietà che i genitori liguri intendono colmare unendosi a Ferrara, con cui hanno già preso contatto attraverso le insegnanti, per “coordinarci nel fare protesta e, almeno noi, muoverci in sincronia”.

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