Cronaca
16 Dicembre 2018
Per la Procura non vi furono anomalie nella gestione della malattia di Tecla. Avedev: "Chi ha creato clamore non ha avuto rispetto per la dignità e la sofferenza dell'animale"

Cane soppresso, archiviate due denunce al Canile: “Ha agito in scienza e coscienza”

di Redazione | 2 min

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La Procura della Repubblica di Ferrara ha recentemente disposto l’archiviazione di due denunce, presentate rispettivamente dalla signora Giovanna Bevilacqua e dall’associazione Leal di Ferrara, per i gravi reati penali di abbandono e maltrattamento di animali nei confronti del responsabile di gestione del canile comunale di Ferrara e presidente dell’associazione Avedev, Paola Cardinali, sulla gestione della gravissima malattia che lo scorso anno ha colpito un cane ricoverato in canile e seguito da quattro medici veterinari specialisti.

La vicenda in questione riguardava il cane Tecla, un mastino napoletano soppresso in seguito a una malattia incurabile. Tecla era entrata in via Gramicia circa 4 anni fa, dopo essere stata abbandonata in prossimità della struttura, diventando in breve la “cocca” di una delle veterinarie, Giovanna Bevilacqua, che da 15 anni lavora nel canile. A luglio 2017 a Tecla è stato diagnosticato un osteosarcoma alla zampa posteriore sinistra e secondo la Leal avrebbe potuto essere accudita diversamente ipotizzando anomalie nella gestione della malattia, terminata con la soppressione dell’animale.

Ora, nei due decreti di archiviazione che hanno ritenuto infondate le notizie di reato, viene affermato che si esclude che sussistano i presupposti per ritenere sussistenti i reati rubricati, come già emerso da subito nel corso dell’attività investigativa. E, inoltre, che è “ineludibile che l’indagata non ha in alcun modo agito allo scopo di crudelmente o inutilmente cagionare la morte dell’animale, piuttosto ha agito al fine di individuare alla luce del quadro clinico le migliori opzioni che, in scienza e coscienza, le apparivano corrette”.

“A questa vicenda – commenta il consiglio direttivo dell’Avedev – sono stati dati risvolti mediatici enormi, anche politici, tanto che la consigliera comunale Ilaria Morghen presentò in Consiglio Comunale un question-time sull’onda del clamore creato dalla vicenda, con una mercificazione del cane nei confronti del quale non si è avuto alcun rispetto, nè per la sua dignità né per la sua sofferenza. Abbiamo assistito a commenti deliranti e offensivi, anche di persone sconosciute, di odio e di ingiustificata indignazione, nei confronti di alcune delle quali non potevamo che richiedere noi una tutela giudiziaria per una diffamazione che non ha visto confini”.

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