mer 14 Nov 2018 - 2548 visite
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Tagliani scettico sulla mafia nigeriana: “Nessun riscontro ufficiale”

Il sindaco replica ad Alan Fabbri: "Se vuole aiutare, chieda a Salvini di rinforzare le forze dell'ordine"

La mafia nigeriana a Ferrara: esiste o non esiste? È questo quesito a fare da sfondo all’ultimo scontro dialettico tra il sindaco Tiziano Tagliani e il segretario provinciale della Lega Alan Fabbri. Uno scontro ‘mascherato’, si potrebbe dire, da cordiali offerte di disponibilità reciproca, ma che rivela ancora una volta una profonda e incolmabile distanza di vedute nell’approccio a temi come l’integrazione e l’ordine pubblico.

Fabbri non ha dubbi: la mafia nigeriana esiste, come dimostrato anche dalle recenti dichiarazioni del dirigente della Direzione Centrale Anticrimine, Alfredo Fabbrocini, che sulle testate del Quotidiano Nazionale ha identificato Ferrara (con Bologna e Parma) tra le città in cui si scorgono i segni della presenza della mafia nigeriana: spaccio di droga e gestione della prostituzione. Affermazioni che però secondo Tagliani non trovano alcuna conferma ufficiale.

“Apprendo dai  giornali la  disponibilità di Alan Fabbri  a debellare insieme con me la mafia nigeriana – scrive oggi il sindaco -.  Ben venga la disponibilità leghista  considerando che la sicurezza non è un tema né di destra né di sinistra, ma un diritto dei cittadini che l’amministrazione da anni si preoccupa di proteggere e tutelare. Vorrei, però, condividere alcune considerazioni dopo aver appreso delle dichiarazioni del dirigente dello SCO (Servizio Centrale Operativo, ndr)”.

Tagliani elenca cinque elementi che dimostrerebbero a suo avviso l’assenza di un reale problema di mafia a Ferrara: “Il Questore afferma ufficialmente di non avere elementi per confermare la presenza a Ferrara della Rete mafiosa nigeriana”, afferma il sindaco, per poi aggiungere che “a seguito di contatti con la Direzione Distrettuale Antimafia apprendo che non ci sono elementi probatori  che sostengano, per ora, l’ipotesi che la mafia nigeriana sia penetrata anche a Ferrara”. Inoltre “a Ferrara, per ora, non  risulta alcun processo istruito con imputazioni connesse a reati di mafia, solo articoli di giornale, ma in ogni caso confidiamo che le indagini in corso approdino presto a risultati concreti” e “il Capo della Polizia, passato più volte per Ferrara, non ha mai accennato neppure a questo tema”. E per finire: “Il Tavolo per l’Ordine e la sicurezza non si è mai occupato di questo tema; invece è impegnato settimanalmente da tutta una serie di questioni di grande rilevanza per la sicurezza del nostro territorio”. Una tesi per certi versi in contrasto con quella espressa nell’estate del 2017 dall’ex prefetto Michele Tortora, che che rispondendo alle domande sulla mafia nigeriana a Ferrara parlò di “un fenomeno che abbiamo notato già da tempo: effettivamente il tema esiste come riscontrato dalla presenza di piccoli spacciatori e controllo della prostituzione gestito da nigeriani”.

Per Tagliani in ogni caso occorre ancora avere un quadro più chiaro prima di poter parlare di fenomeni mafiosi a Ferrara: “dobbiamo, quindi, prima di tutto comprendere quali i rischi la nostra comunità corre considerando che al momento abbiamo vissuto nel mese di luglio un unico episodio di aggressione. Solo conoscendo la realtà locale è possibile studiare efficaci piani di contrasto a questo tipo di infiltrazione. Per questo chiederò al Prefetto una riunione sul punto, incontro al quale invitare anche i consiglieri regionali  ferraresi”. Nel citare un “unico episodio di aggressione” il sindaco si riferisce probabilmente al violentissimo pestaggio di via Oroboni, ma vale la pena ricordare che in realtà proprio nel mese di luglio (e senza considerare i fatti precedenti e successivi) si verificarono diversi altri gravi episodi di violenza, come un accoltellamento in corso Giovecca e una tentata spedizione punitiva armata all’interno del bar Vienna.

Tagliani chiude il suo intervento con una frecciata politica rivolta al segretario della Lega, partito presieduto dall’attuale ministro degli Interni e quindi dalla massima autorità in materia di pubblica sicurezza: “Mi auguro che la disponibilità di Fabbri sia reale e sentita, e non ci sia dietro una volontà ad accrescere la paura tra le persone per poi accusare il Pd di incapacità o far pensare che l’apparato della sicurezza locale sia  totalmente fermo. Se Alan Fabbri, come dice, vuole dare un aiuto lo invito a chiedere al Ministro dell’Interno Salvini di prendere provvedimenti e di rinforzare il personale delle Forze dell’Ordine come reclamo da molti anni: rinforzi che solo in parte sono arrivati, ma non adeguati nemmeno per rimpiazzare quelli che sono andati in pensione. Ma soprattutto il Ministro Salvini dovrebbe spiegarci  come mai il dirigente dello SCO evidenzi una situazione che il Sindaco di Ferrara non ha potuto riscontrare nelle sedi ufficiali”.

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