Politica
23 Ottobre 2018
La proposta "irricevibile" di Ferraraincomune e Mi Rifiuto emendata e approvata dai dem. Chiesto uno studio di fattibiltà ad Atersir

Il Pd ‘salva’ la delibera sulla fattibilità della raccolta rifiuti in house

di Redazione | 4 min

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In uno sviluppo difficilmente immaginabile anche solo poche settimane fa, la delibera di iniziativa popolare per un’alternativa partecipata ad Hera sulla gestione dei rifiuti non solo non viene rigettata dal consiglio ma anzi passa, opportunamente emendata, con il sostegno della maggioranza del Partito Democratico.

La proposta di Ferraraincomune e del comitato Mi Rifiuto ha fatto parte dell’ordine del giorno del consiglio di lunedì, e prima ancora dell’avvio della discussione sembrava essere destinata a un binario morto.

Questa è la prima volta che una delibera di questo tipo viene portata in consiglio, e abbiamo deciso di permettere la discussione della proposta ma non la votazione perché una delibera di questo tipo è inammissibile e inaccettabile perché ha i pareri contrari del dirigente del settore ambiente e di quello del ragioniere capo per via della mancanza di coperture”, è stata la premessa del presidente del consiglio Girolamo Calò che però poi fa un’apertura al consiglio. “Se questo sarà in grado di emendare la proposta allora si potrà permettere la votazione”, è la scialuppa di salvataggio.

Il problemi della delibera, così come scritta dai comitati, sono diversi: è estremamente sbilanciata nei confronti della gestione pubblica del servizio rifiuti e mancano le coperture finanziarie per la proposta, in primis, poi altre parti erano meritevoli di riscrittura.

A questo punto comunque tocca a Marcella Ravaglia illustrare la proposta che arriva alla fine di un percorso “accidentato ma crediamo di fare da battistrada per chi verrà dopo”. Quello che chiedono è “uno studio di fattibilità con metodo partecipativo sulla ripubblicizzazione del servizio rifiuti, che non significa votarlo oggi o decidere che il pubblico è il migliore in assoluto, ma solamente creare le condizioni per decidere meglio e dare la possibilità anche tramite elementi comparativi di permettere al decisore di perseguire una strada diversa dall’andare a gara”. Ovviamente, secondo i proponenti della delibera, “non riterremmo soddisfacente nemmeno uno studio affidato a soggetti inoopportuni o inidonei come l’attuale gestore o Atersir che ha già deliberato per la gara”.

A prendere la palla al balzo è il consigliere Cristofori, che a nome del Pd esterna che “è giusto interrogarsi sulle scelte da fare essendo scaduto il contratto di servizio per permettere a chi dovrà fare la scelta di avere un elemento di coscienza e consapevolezza in più. Avevamo come maggioranza dato mandato ad Atersir di indire la gara ma ci siamo fermati per confrontarci una volta di più, siamo disponibili a uno studio che confronti possibilità diverse”.

Quindi, “siccome questa delibera non è votabile abbiamo presentato gli emendamenti per sanarla“, continua per poi passare la parola a Maresca: “L’intento dell’emendamento è di andare avanti salvando il nocciolo dell’istanza dei cittadini”. Quindi c’è la modifica della prima frase del provvedimento che afferma che il sistema in house è quello migliore per consentire uno studio, un impegno ad Atersir di affidare lo studio ad esperti del settore e il mantenimento del tavolo di partecipazione oltre alla riserva sulla modifica del Dup dovesse rivelarsi necessaria.

La discussione continua, ma di fatto così la delibera può passare. Per circa un’ora passano quindi gli interventi di almeno una decina di consiglieri, tra i quali comunque spicca quello di Morghen (M5S), che tenta di delegittimare Atersir dicendo che “le criticità della gestione dei rifiuti sono arcinote, segnate nero su bianco in innumerevoli sentenze degli organi di controllo” che riceve a stretto giro una dura contestazione da parte del sindaco Tagliani che spiega come i rilievi di Anac non si siano mai trasformati in sentenze, che si riferivano in misura maggioritaria ai subappalti di alcune aziende, che la durata minima degli affidamenti sia di 15 anni, che nessuno ha mai revocato ad Atersir le competenze e chiede quindi “rispetto per chi lavora” dopo una decina di minuti di debunking.

Non sarà l’unica figuraccia del Movimento 5 Stelle sul tema, nonostante la paternità morale del provvedimento: solo pochi minuti dopo Federico Balboni chiede una sospensione per presentare un emendamento, viene concessa ma l’emendamento alla fine non viene presentato, lasciando quindi alla discussione dei soli presentati dai Dem. Anche Alessandro Balboni prova a presentarne uno impostato in maniera diversa per evitare uno ‘snaturamento’ del provvedimento ma poi lo ritira prima che lo stesso, ripresentato, venga bocciato dalla maggioranza.

Alla fine quindi gli emendamenti del Pd passano, e così anche la delibera in una votazione immediatamente successiva che vede 15 voti a favore da parte della maggioranza e 5 di astensione da parte del centrodestra. La discussione partecipata sul servizio rifiuti andrà quindi avanti.

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