ven 10 Ago 2018 - 1791 visite
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Bando Periferie (18 mln per Ferrara) sospeso. Insorge il Pd, ma al Senato ha votato a favore

Tra i ‘sì’ arrivati da Palazzo Madama anche quello della ferrarese Boldrini. Vitellio: “Scempio irresponsabile”

La sospensione del Bando Periferie da parte del Senato (si attende a settembre il voto della Camera), con il conseguente venir meno di 18 milioni di stanziamenti di fondi statali per Ferrara, ha scatenato – come era prevedibile – la protesta veemente del Partito Democratico.

Da Roma fin nel più piccolo comune amministrato dai dem l’indignazione è unanime. Peccato però che i senatori del Pd in aula (compresi Matteo Renzi e la ferrarese Paola Boldrini) abbiano dato tutti voto favorevole all’emendamento 13.2 al Decreto Milleproroghe. Il voto verteva sulla sospensione dei finanziamenti (e lo sblocco degli investimenti per gli enti virtuosi) fino al 2020 e per la creazione di una nuova cassa aperta estesa a tutti gli 8mila comuni italiani.

Dopo 24 ore di riflessione su cosa combinato a Palazzo Madama, partono le invettive degli esponente dem. “Il Pd si batterà perché i Comuni abbiano le risorse a cui hanno diritto, a partire dai fondi per i progetti di Ferrara” dichiara Piero Fassino, oggi deputato del Partito Democratico eletto nel collegio Ferrara-Modena ed ex presidente dell’Anci, ruolo che ricopriva quando nell’estate del 2016 fu lanciato il bando per il Piano Periferie del governo Renzi. All’indomani della notizia del possibile blocco dei progetti di riqualificazione, sindaci e deputati fanno quadrato e annunciano una battaglia senza quartiere alla Camera contro l’emendamento 13.2 al Decreto Milleproroghe, anche per rimediare all’errore commesso dai propri colleghi in Senato.

Un dettaglio che non è sfuggito ai due segretari del Pd ferrarese (provinciale e comunale) Luigi Vitellio e Ilaria Baraldi, che nel condannare gli effetti su Ferrara della norma affermano che “dai nostri senatori ci saremmo aspettati queste considerazioni e non certo un voto favorevole a questo scempio irresponsabile”. Secondo Vitellio e Baraldi, nel sottrarre risorse al Piano Periferie il Senato ha bloccato “progetti cruciali nelle zone più problematiche delle nostre città, tra cui un grande intervento a Ferrara per rendere più bella, viva e vivibile un’ampia zona della nostra città, dalla Darsena al Meis, passando per l’ex Mof”.

Ilaria Baraldi e Luigi Vitellio

Un progetto che per i dirigenti del Pd era atteso da tutta la città, al punto che “abbiamo perso il conto dei tanti ferraresi che ci dicevano quanto fossero felici dei lavori di riqualificazione che avrebbero riguardato una zona così strategica per dare un volto moderno alla nostra città. Con risorse già interamente garantite dallo Stato, grazie a mesi di lavoro e grande impegno, coinvolgendo cittadini e associazioni del territorio, per fare un progetto mirato proprio sulle esigenze del quartiere. Tutto questo ora rischia di andare in fumo per colpa di un Governo che da un lato (quello Cinque Stelle) è alla disperata ricerca di risorse che ha promesso in campagna elettorale senza che esistessero, dall’altro (quello leghista) che ha il chiaro disegno di distruggere tutto e affossare le periferie, per poi sperare di ballare sulle macerie della protesta”.

Per il Partito Democratico ora la strada è obbligata è passa attraverso una battaglia di opposizione alla Camera: “Per fortuna non tutto è perduto – concludono Vitellio e Baraldi -. Ma le chiacchiere stanno a zero e quindi invito subito tutti i deputati ferraresi a lottare uniti alla Camera per la modifica del Decreto, con l’appoggio di tantissime altre città italiane: per le nostre periferie e per garantire le risorse destinate a migliorare Ferrara”.

Un appello raccolto al volo proprio da Fassino, che dopo aver annunciato che “alla Camera ci batteremo con fermezza per la restituzione delle risorse” non perde l’occasione per attaccare l’esecutivo: “C’è un limite anche alle menzogne! – afferma l’ex sindaco di Torino – E in queste ore esponenti di 5 Stelle e Lega stanno cercando di occultare il pesante taglio di risorse al ‘programma periferie’ inserito dal Governo nel decreto Milleproroghe. La verità è questa: si stornano 1,6 miliardi di euro del ‘programma periferie’, bloccando progetti elaborati e deliberati dai Comuni, riconosciuti dallo Stato con convenzioni sottoscritte con ogni Comune e registrate alla Corte dei Conti. Un taglio brutale con tanti saluti a quelle “periferie” così strumentalmente sbandierate in campagna elettorale da 5 Stelle e Lega”.

Per motivare il voto positivo dei senatori, Fassino afferma che “a chi chiede perché al Senato il Gruppo Pd abbia votato a favore, la spiegazione del gruppo è che il Governo ha sostenuto che la dilazione di 1.6 miliardi riguardava solo i Comuni che non avevano espletato tutte le procedure. In realtà il testo dell’emendamento è particolarmente involuto e non vi è alcuna certezza che la dilazione non coinvolga anche chi le procedure le ha espletate e in alcuni casi ha avviato l’esecuzione delle opere. La stessa cifra cospicua del blocco – 1.6 miliardi – rafforza il sospetto che il Governo lo voglia applicare a tutti”.

Il testo del Milleproroghe

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