mer 1 Ago 2018 - 980 visite
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C’è chi dice no: il comitato contro la fusione è dentro la giunta

Rossi, Zappaterra, Duatti, Tosi, Tuffanelli e Bertelli danno vita al gruppo che si opporrà al progetto di unione di Fiscaglia e Ostellato

Ostellato. Nelle ultime ore, si è ufficialmente costituito il comitato di amministratori locali di Ostellato e Fiscaglia “C’è chi dice No”. Il “No” in questione è ovviamente riferito all’ipotesi di fusione tra i due enti comunali sopracitati, con referendum fissato ad inizio del prossimo mese di dicembre, quando i cittadini residenti nei due territori saranno chiamati a esprimere il proprio voto a riguardo.

Nel nuovo comitato figurano tra i nomi degli amministratori quelli degli assessori Elena Rossi e Andrea Zappaterra per Ostellato, del presidente del Consiglio comunale Alessio Duatti (sempre Ostellato) del vicesindaco di Fiscaglia Fabio Tosi, dell’assessore di Fiscaglia Gianni Tuffanelli e del consigliere di Fiscaglia Renato Bertelli.

“Le ragioni di questa nostra posizione contraria – fanno sapere gli esponenti locali – sono molteplici. Una su tutte è rappresentata dal fatto che le motivazioni che stanno alla base di questo progetto di Fusione, sono riconducibili solamente a strategie politiche e personali, anche se in queste ore si sta cercando di dire il contrario e di risultare propositivi alla partecipazione e inclusione con gruppi di lavoro”, perchè non prima?

Sempre secondo il Comitato “le fusioni tra piccoli comuni, in alcuni casi possono rappresentare un’opportunità, ma in questo caso specifico la proposta non è assolutamente rispettosa dei tempi necessari per una condivisione del progetto con le comunità né tantomeno di una progettualità che riguarda il futuro dei nostri concittadini”, è tutto molto improvvisato, e non lo dovrebbe essere, specie quando uno dei due territori già proviene da fusione molto recente e non ancora consolidata.

Il neo costituito gruppo contrario alla Fusione – si legge – “ha intercettato il bisogno di un’ampia fetta di popolazione, trasversale sul territorio, di avere informazioni precise su tale ipotesi di fusione e quindi ha assunto come priorità quella di organizzare un calendario di incontri, nelle varie frazioni dei due Comuni, al fine di parlare con tutti coloro che avranno voglia di avere tutte le informazioni indispensabili per operare una scelta consapevole il giorno del referendum consultivo. E’ importantissimo, infatti, ricordare che, pur essendo un referendum consultivo, l’opinione della cittadinanza sarà assolutamente rispettata e l’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna non opererà scelte che vadano in direzione diversa da quella indicata dai cittadini”.

“I progetti di fusione – commentano Rossi, Zappaterra, Duatti, Tosi, Tuffanelli, Bertelli –. come ricorda la legge regionale, sono percorsi lunghi e complessi e proprio per questo dovrebbero essere percorsi “autenticamente democratici”, cioè nati e condivisi con i cittadini e altre forme di rappresentanza locale, prima di essere avviati. Ci sembra che in questo caso tale caratteristica sia assolutamente assente, ma vi sono decisamente altri aspetti che teniamo ad approfondire perché i numeri, spesso e volentieri, non mentono mai. Noi – concludono i rappresentanti del “No” – intendiamo metterci a disposizione dei cittadini per fornire loro tutte le informazioni necessarie a formarsi un’opinione personale e per rispondere a tutte le loro domande, curiosità e soprattutto ad includere in questo percorso quei cittadini che vorranno aiutare altri cittadini nella scelta consapevole”.

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