Cronaca
22 Luglio 2018
Candy Suffer l'ha fatta finita a Verona. Fece parte della "banda dei furti in rosa" esperta in furti, truffe e ricettazione

Ferrarese si suicida in carcere. Tra due anni avrebbe finito la pena

di Redazione | 2 min

Leggi anche

Maltempo. Chiesto lo stato di crisi regionale

Dopo il violento fortunale di martedì 21 luglio, i sindaci della provincia di Ferrara hanno chiesto l'avvio delle procedure per la dichiarazione dello stato di crisi regionale. La notizia arriva dopo il vertice straordinario interistituzionale in Prefettura, convocato dal prefetto Massimo Marchesiello per fare il punto della situazione dopo il passaggio dell'ultima pesante ondata di maltempo

Caso Fakir. Anselmo: “Scudo penale strumento gravissimo”

Uno "strumento gravissimo" e un "problema enorme quando è lo Stato a dover indagare su se stesso". È così che l'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Abderrahim Fakir,  il 42enne morto durante un fermo della polizia di Stato a Bologna, definisce lo scudo penale per le forze dell'ordine, voluto dal governo Meloni e introdotto dal Dl Sicurezza

Mancavano 2 anni ad agosto 2020, il momento in cui Candy Suffer avrebbe finito di scontare la sua pena, alla quale era stata condannata in primo grado per furto aggravato. La 38enne ferrarese, invece, ha deciso di farla finita nella sua cella del penitenziario di Verona, aggiornando il bilancio dei suicidi nelle carceri italiane che nei primi 7 mesi del 2018 ha raggiunto quota 27 unità.

Nel 2013 Suffer era stata arrestata in un’operazione congiunta dei carabinieri di Ferrara e Copparo, che in quel frangente sgominarono una banda esperta in furti, truffe e ricettazione, la cosiddetta “banda dei furti in rosa”, composta da 5 persone – 4 donne e 1 uomo – tutti membri della stessa famiglia. Nel 2012, infatti, i 5 misero a segno una cinquantina di furti fra le provincie di Ferrara, Rovigo e Padova, nei quali arraffarono un bottino complessivo di circa 60mila euro, frutto di incursioni in appartamenti e ville.

A febbraio 2014 la donna fu condannata a 1 anno e 8 mesi per ricettazione perché durante un blitz in un’abitazione di Gallo si impossessò di una Postepay che tentò di utilizzare per fare acquisti personali. Nell’ottobre dello stesso anno Suffer patteggiò invece 1 anno per i furti compiuti insieme a quella che venne definita la “banda dei furti in rosa”.

Il giorno prima di morire Candy Suffer, stando a quanto raccolto dal direttore di Radio Carcere Riccardo Arena, era “stata sentita dal magistrato di sorveglianza. Era anche seguitissima da psichiatra e psicologo”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com