Morde e picchia il marito davanti ai figli. Donna finisce in carcere
Avrebbe aggredito violentemente il marito, un connazionale di 45 anni, prendendolo a calci, pugni e morsi davanti ai quattro figli minori, prima di essere arrestata
Avrebbe aggredito violentemente il marito, un connazionale di 45 anni, prendendolo a calci, pugni e morsi davanti ai quattro figli minori, prima di essere arrestata
Laboratorio gratuito alla biblioteca comunale Aldo Luppi per scoprire e imparare a estrarre il Dna con materiali di uso quotidiano.
Se n'è andato tragicamente come fece la sua amata sei anni prima. Graziano Atti, 73 anni è deceduto in un incidente stradale avvenuto a San Matteo della Decima, nel Bolognese
Gravi conseguenze per un operaio italiano di 54 anni che, durante il pomeriggio di lunedì 19 gennaio, è rimasto coinvolto in un infortunio sul lavoro all'interno di una discarica
Fine settimana amaro per un 50enne residente a Ferrara. L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri di Pontelagoscuro dopo le indagini su un furto di carburante
Mancavano 2 anni ad agosto 2020, il momento in cui Candy Suffer avrebbe finito di scontare la sua pena, alla quale era stata condannata in primo grado per furto aggravato. La 38enne ferrarese, invece, ha deciso di farla finita nella sua cella del penitenziario di Verona, aggiornando il bilancio dei suicidi nelle carceri italiane che nei primi 7 mesi del 2018 ha raggiunto quota 27 unità.
Nel 2013 Suffer era stata arrestata in un’operazione congiunta dei carabinieri di Ferrara e Copparo, che in quel frangente sgominarono una banda esperta in furti, truffe e ricettazione, la cosiddetta “banda dei furti in rosa”, composta da 5 persone – 4 donne e 1 uomo – tutti membri della stessa famiglia. Nel 2012, infatti, i 5 misero a segno una cinquantina di furti fra le provincie di Ferrara, Rovigo e Padova, nei quali arraffarono un bottino complessivo di circa 60mila euro, frutto di incursioni in appartamenti e ville.
A febbraio 2014 la donna fu condannata a 1 anno e 8 mesi per ricettazione perché durante un blitz in un’abitazione di Gallo si impossessò di una Postepay che tentò di utilizzare per fare acquisti personali. Nell’ottobre dello stesso anno Suffer patteggiò invece 1 anno per i furti compiuti insieme a quella che venne definita la “banda dei furti in rosa”.
Il giorno prima di morire Candy Suffer, stando a quanto raccolto dal direttore di Radio Carcere Riccardo Arena, era “stata sentita dal magistrato di sorveglianza. Era anche seguitissima da psichiatra e psicologo”.
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