Rapina a mano armata a San Giorgio
Una rapina a mano armata intorno alle 18.30 del 2 febbraio alla tabaccheria "Elena" in via Ravenna. A compierla un uomo a viso scoperto che ha minacciato la titolare con un arma per farsi consegnare l'incasso
Una rapina a mano armata intorno alle 18.30 del 2 febbraio alla tabaccheria "Elena" in via Ravenna. A compierla un uomo a viso scoperto che ha minacciato la titolare con un arma per farsi consegnare l'incasso
Si aggirerebbe tra i 20 e i 25 mila euro la cifra richiesta a ogni singolo condomino per realizzare il piano antincendio, necessario per poter tornare dentro al Grattacielo
Confronto tra gli abitanti e il dg Sandro Mazzatorta: "La Prefettura ha convocato un tavolo per l'emergenza abitativa"
A illustrare eventuali prospettive legali ai condomini del Grattacielo, durante la riunione straordinaria di ieri, con un intervento in merito alle possibilità di successo dei ricorsi al Tar è stato l'avvocato Gian Luigi Pieraccini, anche lui seduto in platea fra proprietari e delegati
La trasmissione Mediaset a Lagosanto per l'inchiesta al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita del Delta. Il responsabile dell'Unità Operativa Complessa sceglie il silenzio
Mancavano 2 anni ad agosto 2020, il momento in cui Candy Suffer avrebbe finito di scontare la sua pena, alla quale era stata condannata in primo grado per furto aggravato. La 38enne ferrarese, invece, ha deciso di farla finita nella sua cella del penitenziario di Verona, aggiornando il bilancio dei suicidi nelle carceri italiane che nei primi 7 mesi del 2018 ha raggiunto quota 27 unità.
Nel 2013 Suffer era stata arrestata in un’operazione congiunta dei carabinieri di Ferrara e Copparo, che in quel frangente sgominarono una banda esperta in furti, truffe e ricettazione, la cosiddetta “banda dei furti in rosa”, composta da 5 persone – 4 donne e 1 uomo – tutti membri della stessa famiglia. Nel 2012, infatti, i 5 misero a segno una cinquantina di furti fra le provincie di Ferrara, Rovigo e Padova, nei quali arraffarono un bottino complessivo di circa 60mila euro, frutto di incursioni in appartamenti e ville.
A febbraio 2014 la donna fu condannata a 1 anno e 8 mesi per ricettazione perché durante un blitz in un’abitazione di Gallo si impossessò di una Postepay che tentò di utilizzare per fare acquisti personali. Nell’ottobre dello stesso anno Suffer patteggiò invece 1 anno per i furti compiuti insieme a quella che venne definita la “banda dei furti in rosa”.
Il giorno prima di morire Candy Suffer, stando a quanto raccolto dal direttore di Radio Carcere Riccardo Arena, era “stata sentita dal magistrato di sorveglianza. Era anche seguitissima da psichiatra e psicologo”.
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