Bambina sfollata dal Grattacielo: “La mia anima non parla più”
Si chiama “La mia casa”. Una casa che dovrebbe essere “un luogo sicuro che protegge”. Ma la sua casa, ormai “non esiste” più
Si chiama “La mia casa”. Una casa che dovrebbe essere “un luogo sicuro che protegge”. Ma la sua casa, ormai “non esiste” più
In un primo momento si è pensato a un infortunio sul lavoro, ipotesi che al momento resta la più plausibile, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. L’idea di una possibile aggressione è emersa solo successivamente nel corso delle indagini, complicate soprattutto dalle difficoltà di comunicazione con le persone presenti sul posto
C’è un ferrarese dietro alla rapina messa a segno lo scorso 29 dicembre al supermercato Ecu di via Valli, a Bagnolo in Piano. I carabinieri hanno infatti identificato e arrestato il presunto responsabile: si tratta di un uomo di 48 anni, rintracciato nei giorni scorsi nell’abitazione della compagna a Castelnovo Monti
Avrebbe aggredito verbalmente i genitori con una tale veemenza da costringerli a chiudersi a chiave in una stanza della loro abitazione. Per questo un uomo di 55 anni è stato fermato dalla Polizia di Stato
Oltre 55 grammi di hashish sono stati sequestrati mercoledì pomeriggio nei pressi di piazza Toti, nel quartiere Giardino a Ferrara, al termine di un intervento avviato grazie alla segnalazione di un cittadino
Mancavano 2 anni ad agosto 2020, il momento in cui Candy Suffer avrebbe finito di scontare la sua pena, alla quale era stata condannata in primo grado per furto aggravato. La 38enne ferrarese, invece, ha deciso di farla finita nella sua cella del penitenziario di Verona, aggiornando il bilancio dei suicidi nelle carceri italiane che nei primi 7 mesi del 2018 ha raggiunto quota 27 unità.
Nel 2013 Suffer era stata arrestata in un’operazione congiunta dei carabinieri di Ferrara e Copparo, che in quel frangente sgominarono una banda esperta in furti, truffe e ricettazione, la cosiddetta “banda dei furti in rosa”, composta da 5 persone – 4 donne e 1 uomo – tutti membri della stessa famiglia. Nel 2012, infatti, i 5 misero a segno una cinquantina di furti fra le provincie di Ferrara, Rovigo e Padova, nei quali arraffarono un bottino complessivo di circa 60mila euro, frutto di incursioni in appartamenti e ville.
A febbraio 2014 la donna fu condannata a 1 anno e 8 mesi per ricettazione perché durante un blitz in un’abitazione di Gallo si impossessò di una Postepay che tentò di utilizzare per fare acquisti personali. Nell’ottobre dello stesso anno Suffer patteggiò invece 1 anno per i furti compiuti insieme a quella che venne definita la “banda dei furti in rosa”.
Il giorno prima di morire Candy Suffer, stando a quanto raccolto dal direttore di Radio Carcere Riccardo Arena, era “stata sentita dal magistrato di sorveglianza. Era anche seguitissima da psichiatra e psicologo”.
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