mar 26 Giu 2018 - 1198 visite
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Fusioni, a ottobre il referendum per Ro-Berra e Tresigallo-Formignana

Calvano e Zappaterra: “Processi naturali che avvicinano comunità simili”. Gli amministratori sentiti in commissione Bilancio: "Percorso già in atto"

Da sinistra: sindaco Antonio Giannini (Ro), sindaco Laura Perelli (Formignana), consigliere Marcella Zappaterra, assessore Stefano Giglioli (Tresigallo), vicesindaco Filippo Barbieri (Berra), consigliere Paolo Calvano

Oggi al centro della commissione bilancio in Regione Emilia Romagna ha tenuto banco il tema delle fusioni dei Comuni del Ferrarese. Gli amministratori dei Comuni di Berra, Ro, Formignana e Tresigallo hanno incontrato i consiglieri regionali Paolo Calvano e Marcella Zappaterra (Pd) per fare il punto sui progetti di fusione.

«La fusione tra i Comuni di Berra e Ro da un lato e quella tra Formignana e Tresigallo dall’altro è quasi fisiologica – dicono Calvano e Zappaterra –. Si tratta di comunità che già dal 2009 condividono i servizi in forma unificata all’interno dell’Unione Terre e Fiumi. Sono territori simili sia dal punto di vista delle esigenze della popolazione che delle attività produttive che li contraddistinguono».

«Il prossimo passo – spiegano i consiglieri ‘dem’ – sarà quello di discutere i progetti di legge in consiglio regionale nella sessione di luglio, poi l’ultima parola certamente spetterà ai cittadini tramite il referendum, che presumibilmente si terrà il 7 ottobre».

Con queste fusioni delle municipalità i nuovi Comuni riceveranno rispettivamente nell’arco di 10 anni, circa 12 milioni di euro per Formignana-Tresigallo e circa 15 milioni per Berra-Ro.

«Non si tratta però solamente di ricevere risorse – aggiungono Calvano e Zappaterra –, ma di creare un volano di sviluppo in questi territori che sempre più faticano a garantire servizi singolarmente. La volontà degli amministratori è quella di dare risposte concrete alla cittadinanza, garantendo i servizi esistenti ed investendo per migliorarli, senza perdere però i tratti distintivi dei territori. Si tratta di comuni limitrofi con attività produttive e popolazioni simili. Formignana e Tresigallo erano già un comune unico e Ro e Berra rappresentano un punto strategico che collega la città di Ferrara al Parco del Delta. Per questo non si tratta di fusioni decise a tavolino politicamente ma di processi naturali che avvicinano le comunità e le rendono più competitive se unite».

In commissione, il sindaco di Formignana, Laura Perelli, ha spiegato come il progetto di fusione tra i due Comuni sia «ampiamente condiviso dalle forze politiche presenti nei due consigli comunali». Inoltre, ha evidenziato come la cittadinanza, in tutte le sue articolazioni, «sia stata ampiamente consultata da entrambe le amministrazioni comunali». «Formignana e Tresigallo sono realtà diverse ma complementari – sottolinea Perelli – e la fusione può rafforzare un territorio che ha svariate fragilità, consentendo di migliorare i servizi».

Stefano Giglioli, assessore di Tresigallo, ha evidenziato come gli uffici delle due amministrazioni comunali operino già in convenzione e quindi la fusione amministrativa sia già in atto. «La prospettiva è di rafforzare la capacità di attrarre risorse finanziarie anche nella prospettiva di rafforzare l’Unione dei Comuni Terre e Fiumi, alla quale Formignana e Tresigallo hanno da tempo aderito» ha ribadito l’assessore.

Il relatore del progetto di legge, Calvano, ha ribadito il «percorso di fusione istituzionale quasi naturale», ricordando comunque che «saranno i cittadini a ratificarlo con il loro voto». Massimiliano Pompignoli (Ln) ha chiesto che ne sarà della fusione se dovessero venire meno i finanziamenti previsti. I due amministratori hanno risposto che la gestione in forma unificata di tutti i servizi comunali porta a snellimenti burocratici, semplificazioni amministrative e risparmi gestionali a prescindere dai finanziamenti regionali e statali, che indubbiamente sono un aiuto importante.

Anche il sindaco di Ro, Antonio Giannini, ha ricordato come i due Comuni già da tempo operino in stretta associazione nell’Unione dei Comuni Terre e Fiumi, contesto istituzionale che ha consentito di ottenere buoni risultati amministrativi. “La fusione tra i due Comuni ambisce anche a rafforzare la stessa Unione dei Comuni, potenziando quantità e qualità dei servizi erogati. In questa prospettiva i finanziamenti regionali e statali sono importanti ma non sono l’elemento decisivo” ha evidenziato il sindaco.

Filippo Barbieri, vice sindaco di Berra, ha richiamato il forte legame che entrambi i comuni hanno con il fiume Po, importante volano di sviluppo per tutto il territorio su cui insistono le due realtà comunali. “Da anni i due Comuni collaborano sotto tanti aspetti e la scelta della fusione è finalizzata a garantire nuove opportunità di sviluppo ai cittadini e alle imprese”.

Marcella Zappaterra, relatrice del progetto di legge, ha sottolineato come si tratti di una “fusione quasi fisiologica, in quanto storicamente i due comuni erano uniti”. Andrea Bertani (M5S) ha chiesto se e come sia stato considerato il tema della distanza tra i due municipi, oltre 20 km l’uno dall’altro. I due amministratori hanno risposto che il criterio della prossimità dei servizi non verrà meno, dato che gli uffici aperti al pubblico saranno mantenuti tutti a livello di ogni singolo comune.

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