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Un ritorno consacrato dagli applausi dei fedelissimi durante la conferenza stampa all’hotel Carlton, dove un visibilmente commosso Lodi ha lanciato la raccolta firme: “Voglio sapere se i cittadini mi sostengono, se vogliono o no che Lodi torni in giunta”
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Si è presentato come un carabiniere nel tentativo di convincere un anziano a consegnargli del denaro. Di fronte ai dubbi della vittima, però, avrebbe cambiato atteggiamento, spintonandola per impossessarsi della catenina che portava al collo
I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Ferrara, nell'ambito dei quotidiani servizi di controllo del territorio, hanno effettuato in zona Gad un arresto per resistenza a pubblico ufficiale
Dipendente di una cooperativa sociale, convenzionata con il Comune di Ferrara che gestisce le richieste di permesso di soggiorno, approfitta della sua posizione per adescare donne straniere con la promessa di velocizzare le pratiche e, quando viene lasciato da una di loro, arriva a perseguitarla con minacce via sms e appostamenti sul luogo di lavoro.
È una storia che ha quasi dell’incredibile quella emersa dalle indagini dei carabinieri della Stazione di Copparo che hanno denunciato l’uomo per i reati di atti persecutori continuati e abuso d’ufficio.
Si tratta di un uomo di 46 anni di nazionalità palestinese residente a Copparo, che lavora per Camelot, con mansioni di gestione delle richieste di permesso di soggiorno di cittadini stranieri.
Il 46enne, secondo gli inquirenti, approfittando della propria funzione, aveva estrapolato i numeri di telefono dalle istanze di alcune donne straniere che poi aveva contattato, utilizzando il telefono dell’ufficio, per combinare incontri privati previa promessa di un suo interessamento nell’istruzione delle pratiche.
L’uomo – secondo i carabinieri – aveva così iniziato e intrattenuto per 4 anni una relazione sentimentale con una donna straniera residente nella provincia di Ferrara, la quale, però, avendo scoperto che l’indagato era sposato, aveva interrotto la relazione sentimentale.
La fine della ‘storia d’amore’ avrebbe scatenato la reazione persecutoria del 46enne che, non rassegnandosi al fatto di essere lasciato dalla sua amante, è arrivato a minacciare con messaggi e appostamenti sul luogo di lavoro la malcapitata che ha quindi sporto denuncia in caserma.
La denuncia è scattata nella giornata di martedì 19 giugno ma le indagini, come riferito dagli inquirenti, proseguiranno per verificare quante donne avrebbero ceduto alle avance del dipendente della cooperativa.
Sulla vicenda interviene la cooperativa Camelot, che si dichiara rattristata dalle notizie che apprende dalla stampa in relazione alle condotte attribuite ad un proprio dipendente operante presso il Comune di Ferrara.
Nel dichiarare di stare senza se e senza ma dalla parte della vittima di quanto potrebbe essere un gravissimo abuso delle funzioni, Camelot sottolinea come non ci sia nessun nesso tra le mansioni svolte dal dipendente e le condotte persecutorie che gli vengono attribuite.
A quanto emerge, infatti, il dipendente, mero addetto allo sportello senza alcuna attribuzione decisionale, avrebbe millantato poteri e prerogative del tutto fantasiose, esercitando pressioni su terzi a fini esclusivamente personali.
articolo modificato il 20 giugno 2018 alle ore 18.04 e aggiornato con le dichiarazioni di Camelot il 20 giugno 2018 alle ore 22
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