mer 13 Giu 2018 - 3629 visite
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Contro la chiusura dei porti “Resistiamo e restiamo umani”

Martedì sera la manifestazione organizzata da Refugees welcome Ferrara

di Mattia Vallieri

Umanità, resistenza e solidarietà. Sono queste le tre parole emblematiche e maggiormente richiamate nella manifestazione di martedì sera organizzata da Refugees welcome Ferrara contro le decisione del governo italiano di chiudere i porti alla nave Aquarius con 629 persone a bordo.

Tre termini (umanità, resistenza e solidarietà) che trovano sostanza ed eco nelle parole commosse di Cat, una ragazza sudamericana nel nostro paese dal 2009: “Le cose in Italia sono molto peggiorate. Io sono nata in Sudamerica per caso, così come per caso una persona nasce in Europa, in Siria, in Egitto, in Palestina o in Nigeria. Ad unirci non è il passaporto ma solo l’umanità e se la destra rialza la testa noi dobbiamo alzare il cuore”. Un pensiero comune a quello espresso poco prima da Manuela Macario (Arcigay): “Questo governo di destra vuole toglierci diritti ed umanità ma se noi siamo nati da questa parte del mondo e del Mediterraneo è solo per fortuna. La sensazione è che abbiamo perso umanità, o cristianità per chi è credente, ed il 60% del paese condivide le scelte di questo governo mentre a noi rimane da portare avanti le politiche di accoglienza, un nostro dovere di cittadini. Dobbiamo resistere con ogni forma e modo e non aspettiamo solo le emergenze ma continuiamo a cercare alleanze”.

A dare manforte alla manifestazione pensata da Refugees welcome Ferrara sono state diverse associazioni, partiti, sigle sindacali ma anche tanti cittadini, come spiega Francesca De Luca, una delle organizzatrici: “Stiamo dimostrando che siamo in tanti ad essere contrari a quello che sta succedendo. Forse ci stiamo abituando a tutto questo ma dobbiamo ricordarci che su quella barca ci sono delle persone”.

La parola passa quindi ad Irina Aguiari che cita la Bibbia, “uno dei testi a me più lontani ma simbolo dell’ipocrisia della nostra classe politica. Fanno comizi tenendola in mano o vanno a baciare il sangue di san Gennaro e poi decidono di lasciare morire in mare 630 persone. Non dobbiamo smarrire la nostra umanità e solidarietà che sono le uniche alternative di cambiamento alle scelte che ci stanno imponendo”.

“Non sono quelle 630 persone i colpevoli della nostra condizione difficile ed è il momento di opporre una resistenza agli omofobi e razzisti che ci governano” prosegue Aguiari, citando poi Lenin e ribadendo la necessità di “liberare questo paese, andare fino in fondo e osare vincere”. Secondo Stefania Soriani (Prc) quella del governo giallo-verde “è una decisione che viola i trattati ma è anche razzista. Salvini sta cavalcando l’ondata di xenofobia del paese e questa deriva ha una responsabilità morale nell’uccisione del sindacalista Usb Soumalia Sacko e nei fatti di Macerata. Siamo di fronte ad una guerra tra poveri, una legittimazione delle barbarie e stiamo condannando delle persone a morte”.

La segretaria di Rifondazione Comunista non risparmia nemmeno l’ex ministro dell’interno, affermando che “quello a cui stiamo assistendo è il proseguo delle iniziative di un anno fa di Minniti”. Quasi all’unisono le critiche di Corrado Oddi (Comitato acqua pubblica): “La criminalizzazione delle ong non nasce con Salvini ma con il governo precedente. L’episodio dell’Aquarius è solo l’inizio, non siamo di fronte ad un incidente ma a qualcosa di più grave. Il problema è anche di carattere culturale: ci è stato detto che nella crisi dobbiamo mettere gli ultimi contro i penultimi”.

È lo stesso Oddi a rilanciare nuovamente “la ricostruzione di un grande movimento per la pace e contro il razzismo. Facciamo sentire la nostra voce anche qua a Ferrara. La questione riguarda tutti e si può costruire integrazione ed accoglienza”. Proprio sulla situazione estense, ed in particolare sul quartiere Giardino, lancia un allarme Carola Peverati (Cittadini del mondo): “Ci è stato segnalato che in Gad l’esercito ha un comportamento molto discutibile. Un ragazzo quattordicenne che non si era fermato ad una richiesta dei soldati è stato messo contro il muro da tre soldati che lo hanno perquisito senza trovargli nulla. Quando gli hanno chiesto perché fosse scappato ha risposto per paura”.

“Come si può permettere alle persone di essere razziste e disumane? E come ci si può permettere di dire a qualcuno ‘è finita la pacchia’?” si domanda Adam Atik (presidente di Cittadini del mondo e rappresentante di Occhio ai media), che ricorda di essere “figlio di migranti e sono fiero di esserlo. Amo questo paese e mi chiedo perché le persone che vengono qua non possono avere un figlio che ama questa nazione come me? Portiamo la nostra umanità fuori da qua”.

La chiusura è di Miriam Cariani (Cgil): “Diciamo le cose come stanno perché falsità e menzogne stanno governando questo mondo. Esistono i paradisi fiscali per i capitali ma le persone non possono andare in paradiso: per qualcuno devono morire all’inferno”.

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