Residenzialità storica. “Scontro” tra Comune e Corte Costituzionale
L'assessora Cristina Coletti parla di "un pronunciamento che esula dalla realtà dei fatti e ignora completamente il contesto sociale in cui vivono i cittadini"
L'assessora Cristina Coletti parla di "un pronunciamento che esula dalla realtà dei fatti e ignora completamente il contesto sociale in cui vivono i cittadini"
Stava andando a lavorare, quando - per motivi attualmente al vaglio degli inquirenti - è caduta, perdendo l'equilibrio, prima di battere violentemente la testa. È morta così, in una maniera improvvisa tanto quanto assurda, la 43enne Valentina Fogli, dipendente dell'ItalDolci Shop
Non ce l'ha fatta la 76enne di Cento che - durante la serata di venerdì 6 febbraio - era rimasta gravemente ferita dopo essere stata investita da un'automobile mentre stava attraversando a piedi la via Statale a Corporeno, frazione di Cento, all'altezza del ristorante Palladio
Uno stillicidio psicologico sfociato in un inseguimento con speronamento dell'auto della propria ex compagna. È quello che avrebbe messo in atto un 42enne, già indagato per atti persecutori e danneggiamento aggravato
Ancora guai per Zeus, il 20enne stalker ferrarese che inneggiava a Filippo Turetta. Il giovane è stato nuovamente arrestato dai carabinieri e poi portato nel carcere di via Arginone, dopo aver violato ripetutamente - a colpi di post sui social network - il divieto di avvicinamento nei confronti di una delle proprie ex fidanzate
Federico Adrovandi ha un giardino in suo nome. La targa è concisa e più che mai simbolica: Ragazzo 1987-2005. Certo, l’area verde si trova a oltre 270 chilometri di distanza da dove quel ragazzo ha perso la vita. Ma proprio per questo, in ogni chilometro prende sempre più strada la volontà di ricordarlo.
Il giardino pubblico dedicato al 18enne ucciso durante un controllo di polizia all’ippodromo è stato inaugurato a Milano. Precisamente in via Luigi Nono, dove sorge la Fabbrica del Vapore che da due anni giaceva in stato di degrado e abbandono. Prima che un gruppo di associazioni culturali milanesi, radunato sotto il nome del “Tempio del futuro perduto”, decidesse di metterci mano a proprie spese per ristrutturare e riqualificare l’area.
In questo “tempio”, l’associazione composta da giovani under 35 ha pensato di ricordare i ragazzi a cui è stato rubato il futuro. E quello di Aldrovandi è stato il primo nome sulla lista. “Federico oltre a ricordarci la follia della repressione omicida, ci ricorda che lo Stato non rispetta neanche i parenti, gli affetti, la memoria, con i gesti miserabili degli agenti” spiegano gli organizzatori di questa lodevole iniziativa.
Il futuro perduto di chi avrà sempre 18 anni germoglierà nel giardino meneghino. Sotto al cartello che campeggia all’ingresso con il suo nome scritto a caratteri cubitali su un foglio plastificato. Un gesto più semplice della targa affissa dal Comune di Ferrara all’ippodromo, a pochi passi da dove Federico è stato ucciso. Ma che almeno non cadrà nel dimenticatoio, come è successo invece all’annuncio del sindaco Tiziano Tagliani che nel 2015 aveva promesso “una piazza per Federico“. La giunta aveva presentato il progetto di intitolazione per la piazzetta in fondo a via Ippodromo ma, a tre anni dalla proposta, non se ne è saputo più nulla.
Il ricordo di Aldro – che in questi mesi sta facendo il giro degli stadi con la campagna #FedericoOvunque – trova quindi casa nel capoluogo lombardo. Con l’approvazione di papà Lino che lascia la sua riconoscenza su Facebook: “In modo ufficiale o non ufficiale, è una cosa dolce e bella comunque, in un luogo dove stanno i bambini. Sempre e per sempre mio Federico, gocce d’amore per altri figli, provando ad immaginare anche l’impossibile, rimanendo umani”.
“Non ci aspettiamo ringraziamenti, nel senso che per Lino e Patrizia sarà già difficile vivere con il ricordo di Federico che non c’è più – aggiungono gli organizzatori – ma se un giorno vorranno venirci a trovare, pensiamo che saranno contenti vedendo quanti giovani passano sotto al cartello e ricordano chi fosse Federico. Un ragazzo come tanti, come noi, a cui hanno rubato il futuro”. Come è successo a Giulio Regeni e Carlo Giuliani, a cui verranno intitolati altri spazi interni della Fabbrica del Vapore. E della memoria.
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