Comacchio
8 Febbraio 2026
Arrestato un 42enne che non aveva saputo accettare la fine della relazione con la donna. L'aveva presa di mira a suon di insulti, minacce e telefonate anonime

Insegue l’ex e la sperona con l’auto. Finisce in carcere per stalking e danneggiamento

di Redazione | 2 min

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Per la tragica fine dell'80enne Virginia Grassi, morta un mese dopo l'incidente stradale tra l'ambulanza che la stava trasportando a Cona e un'auto, ieri (giovedì 2 aprile) mattina, davanti al gup del tribunale di Ferrara, il 25enne ferrarese alla guida della vettura ha scelto di patteggiare una pena di 10 mesi e 20 giorni

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Comacchio. Uno stillicidio psicologico sfociato in un inseguimento con speronamento dell’auto della propria ex compagna. È quello che avrebbe messo in atto un 42enne, già indagato per atti persecutori e danneggiamento aggravato, che – durante la giornata di venerdì 6 febbraio – è stato arrestato e portato in carcere dopo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Ferrara.

L’indagine, avviata nei mesi scorsi dai carabinieri di Porto Garibaldi e coordinata dalla Procura di Ferrara, ha fatto emergere un quadro accusatorio in cui le condotte contestate all’uomo hanno avuto inizio nell’ottobre dello scorso anno.

L’indagato, accecato da una gelosia morbosa e dall’incapacità di accettare serenamente la fine della loro relazione, aveva trasformato la quotidianità della donna a tal punto da privarla della propria libertà: centinaia di chiamate anonime, messaggi minatori e insulti. La violenza non ha colpito solo la sfera psicologica della donna, ma anche quella patrimoniale, prendendo di mira in più occasioni la sua auto alla quale erano state tagliate le gomme, danneggiati i cristalli e graffiata la carrozzeria.

Ma l’episodio più grave risale a due settimane fa quando l’indagato ha inseguito e speronato l’auto della vittima che ha avuto il coraggio e la prontezza di richiedere l’intervento dei carabinieri.

Pertanto il 42enne, raggiunto dall’ordine di carcerazione, è stato trasferito dai carabinieri di Porto Garibaldi nel carcere di via Arginone, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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