dom 11 Feb 2018 - 1034 visite
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Presidio antifascista: “Ferrara ricordi la notte del ‘43”

Partecipata manifestazione di fronte al Castello Estense in contemporanea con quella di Macerata

di Mattia Vallieri

“Ferrara si ricordi di quello che è successo nel 1943 e che quel pericolo fascista va combattuto con la cultura, l’istruzione e l’integrazione. La ferita nella nostra città sanguina ancora per quella lunga notte del ‘43”. È questo il pensiero espresso all’unisono da Stefania Soriani (candidata per Potere al Popolo, lista che ha organizzato la manifestazione) e Chiara Pollio, durante il presidio antifascista organizzato di fronte al Castello Estense, in contemporanea con quella di Macerata e che ha richiamato nella città ferrarese una settantina di persone, per dire che “esiste una sola razza, quella umana”, citando Albert Einstein. Sul finale, in ricordo appunto di quella terribile notte raccontata da Bassani, sono state appese di fianco al muretto della strage fascista tre maschere nere che richiamano a tre attacchi razzisti avvenuti a Firenze il 13 dicembre 2011, a Fermo il 05 luglio 2016 e l’ultimo a Macerata di appena una settimana fa.

“Ci dicono che Macerata è stato un problema di ordine pubblico ma se questo attentato di matrice fascista e razzista fosse successo alcuni anni fa questo paese si sarebbe ribellato” attacca Pollio, sostenendo a gran voce che “questo è stato solo uno dei tanti attentati di matrice razzista, fascista e xenofoba nel paese”, mostrando una mappa attaccata al suo corpo in cui “sono riprodotte tutte le aggressioni fasciste. Come potete vedere non sono poche ed alcune hanno dato luogo a morti (The Guardian in un suo articolo recente ne ha stimate addirittura 142 dal 2014 ad oggi ndr). A Macerata per fortuna non abbiamo avuto uccisioni”.

Gli fa eco subito dopo Soriani che attacca anche le altre formazioni politiche partendo da Liberi e Uguali: “Riteniamo come Potere al Popolo di dire fortemente stop al fascismo e che quello di Macerata non è stato il gesto di un folle ma un atto fascista che fortunatamente non è stata una strage. Le istituzioni, ad iniziare da Boldrini e Grasso, dovevano andare subito a far visita ai feriti. Le forze politiche che fomentano l’odio razziale sono i nostri nemici ma lo sono anche quelli che dicono che è stato solo il gesto di un folle”. Secondo Gilberto Sisini (Usb) “il problema che andrebbe sottolineato è che non puoi essere antifascista se non sei antiliberista perché il fascismo conta sul capitale. Questo è il pericolo, non il nostro vicino immigrato”.

“Sono contento di vedere tante persone con la propria bandiera perché c’è chi preferisce avvolgersi nel tricolore e gridare ‘viva l’Italia’” tuona Manuela Macario (Arcigay), ribadendo come “in un momento storico come questo la divisione tra antifascista e fascista è netta: se ti ritieni antifascista e taci sei loro complice. Noi abbiamo nel nostro dna i valori dell’antirazzismo e antifascismo ma solo l’unione ci dà la possibilità di combatterli veramente”.

La parola passa quindi alla neo presidente di Arcilesbica Rossana Zanetti (“sono orgogliosa di rappresentare qua la mia associazione”) ed a Henry Gallamini (Famiglie Arcobaleno) che ritiene fondamentale “una battaglia per una Italia più civile. È qualcosa che ci deve accumunare tutti”.

“In questi ultimi tempi stiamo assistendo a gente arrabbiatissima che risponde a questa incazzatura prendendosela con chi è ancora più povero” chiosa Daniela Fuschini (Potere al Popolo), invitando “a non avere paura e lo dico soprattutto ai più giovani. Lavoriamo insieme ad un progetto per un mondo migliore”.

L’intervento finale è di un ragazzo di nome Jonathan, un giovane che si professa apolitico: “Qui si tratta solo di essere umani, il fascismo in Italia è reato e le leggi vanno applicate. Questa che stiamo facendo non è una rivoluzione ma rispetto della Costituzione, che va letta e quindi applicata”.

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