Cronaca
26 Ottobre 2017
A marzo udienza preliminare per Mirco Rubbi e Paola Coluzzi, entrambi ex presidente e segretario della cooperativa

Falsi verbali all’Acli Coccinelle, a processo la moglie dell’assessore

di Daniele Oppo | 3 min

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Falsi verbali “per continuare a gestire autonomamente le decisioni per la cooperativa”. È questa l’accusa mossa dalla procura nei confronti di Mirco Rubbi, negli anni presidente e segretario della coop Acli Coccinelle, e Paola Coluzzi, anche lei presidente e segretaria e, insieme al marito Aldo Modonesi, tra i fondatori della cooperativa.

È una tegola ulteriore per la cooperativa, fondata nel 1998 e recentemente entrata in liquidazione con un passivo di circa 400mila euro.

Dopo le denunce del 2015, presentate da Valentina Marini su irregolarità in alcuni verbali d’assemblea, nel 2016 ci fu una prima archiviazione per l’ipotesi di falso in scrittura privata, ma la parte offesa fece opposizione, chiedendo un supplemento d’indagine, conclusa a fine 2016. Si arriva infine all’imputazione per il reato previsto dall’articolo 2636 del codice civile – l’illecita influenza sull’assemblea della cooperativa – con udienza preliminare fissata per il 15 marzo prossimo e notificata alle parti tra fine agosto e settembre.

Illecita influenza esercitata, secondo la procura, falsificando due verbali di assemblea: uno del 6 settembre 2010 e uno del 16 dicembre del 2012.

Nel primo verbale (settembre 2010), Coluzzi in veste di presidente e Rubbi in quella di segretario, avrebbero attestato la presenza di Valentina Marini, attestando (falsamente per la procura) anche che quest’ultima aveva accettato la nomina come consigliere di amministrazione della cooperativa. Sempre in quel verbale Rubbi e Coluzzi si sarebbero nominati a loro volta consiglieri di amministrazione, garantendosi così la maggioranza.

Nel secondo verbale contestato (dicembre 2012), Rubbi figura come presidente, Coluzzi come segretaria: entrambi avrebbero attestato falsamente la presenza in assemblea della Marini che avrebbe anche accettato la conferma come membro del Cda. Sempre in quel verbale sarebbe attestata nuovamente la nomina di Rubbi nel Cda e la presenza e la nomina nel consiglio di amministrazione anche di un’altra persona, Maria Federica Bego, in realtà non presente e all’oscuro di tutto.

Due operazioni che per il pm Patrizia Castaldini sono servite a Rubbi e Coluzzi per garantirsi la maggioranza e, dunque, la possibilità  di prendere in autonomia le decisioni per Le Coccinelle.

La difesa di Rubbi ha già tentato – inefficacemente fino a questo momento – di scaricare il proprio assistito da ogni addebito. In particolare evidenziando che lui non solo non partecipò alle assemblee del 6 settembre 2010 e del 16 dicembre 2012 ma, addirittura, che la firma apposta in calce ai verbali contestati sia palesemente falsa. Come false sarebbero altre firme attribuite a Rubbi e ritrovate dalla difesa all’interno dei libri societari, dove sarebbero stati trovati anche degli appunti, scritti a mano e con grafia verosimilmente femminile, che è stato chiesto alla magistratura di vagliare.

Bisognerà aspettare l’udienza di marzo per fare più luce sulla vicenda.

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