ven 15 Set 2017 - 1185 visite
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Fabbri (Ln) a Modonesi: «L’obiettivo più sensibile di Ferrara è la Gad»

La Lega Nord preannuncia sit-in di protesta davanti alla prefettura nel caso dovesse passare la linea dell'assessore alla sicurezza

«I militari sono stati mandati a Ferrara per ripulire il quartiere Gad: destinarli ad altro uso significa rischiare di invalidare l’intera operazione». Non vanno già ad Alan Fabbri le parole che l’assessore alla sicurezza Aldo Modonesi ha concesso alla stampa locale sull’uso dei militari mandati dal Governo: presidio degli obiettivi sensibili ma non in Gad.

«L’obiettivo più sensibile di Ferrara è il quartiere Gad, come ha sottolineato lo stesso questore Antonio Sbordone – replica il capogruppo della Lega in Regione -. Il Pd non vuole rassegnarsi all’evidenza dell’errore commesso e pur di non ammettere di aver sbagliato preferisce lasciare, ancora una volta la zona in mano alla criminalità».

Anche “i residenti si sono dichiarati favorevoli all’intervento e tra questi ci sono addirittura le famiglie di immigrati che abitano in zona e che avevano già da tempo segnalato la pericolosità della criminalità nigeriana che spadroneggia nell’area», aggiunge Fabbri, «ci chiediamo quindi quali siano gli impedimenti che il Pd vede all’operazione».

Per venerdì è previsto l’incontro del Comitato per la sicurezza e per lunedì la Lega Nord annuncia un sit in di protesta sotto la sede della Prefettura: «Siamo pronti a manifestare il nostro dissenso, insieme ai cittadini, se dovesse passare la linea di Modonesi», aggiunge Nicola Lodi segretario Lega Nord Ferrara. «Non utilizzare i militari per la Gad provocherebbe l’ennesimo grave danno alla città che ha la possibilità per la prima volta di risolvere davvero un problema gravissimo da anni».

La presenza dell’esercito «non vale solo come fondamentale presidio e come sostegno alle forze dell’ordine locali, ma è anche un messaggio forte che lo Stato vuole mandare alla criminalità. Se il Pd non capisce questo dimostra una volta di più di non essere in grado di governare, nemmeno quando si tratta di gestire azioni coordinate da un governo dello stesso colore politico».

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