ven 12 Mag 2017 - 346 visite
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San Camillo: “Il sindaco ci ha traditi, noi abbiamo lottato”

Michetti: "Fabbri abbandonava le trattative mentre la nostra protesta porterà all'implementazione dei servizi"

Comacchio. “Il San Camillo fu un cavallo di battaglia per Fabbri, ma si è trasformato in un cavallo di troia per i comacchiesi”. E’ la metafora scelta da Davide Michetti, consigliere uscente di opposizione e candidato sindaco con la civica Onda 3.0, per ripercorrere la storia dell’ospedale San Camillo, giunta a una svolta con l’incontro in prefettura tra Ausl e consulta popolare.

“Se abbiamo perso i servizi è assolutamente (de)merito di questa amministrazione e di nessun altro” commenta Michetti che punta il dito contro il sindaco Marco Fabbri, il quale “cavalcò l’onda del dissenso e del malumore per presentarsi come il salvatore della patria, ma l’unica cosa che è riuscito a salvare in questi anni di sua amministrazione sono solo gli interessi di poche persone, potremmo contarle su un dito, non di più”.

Il consigliere ricorda gli “incontri tenuti segreti tra Fabbri ed Errani seguiti dall’abbandono dal tavolo prefettizio sulle trattative; quell’abbandono ha segnato l’inizio della fine, quell’abbandono ebbe come seguito proteste e manifestazioni da parte dei cittadini che si sentirono purtroppo traditi, fino all’atto finale che tradotto con una delibera vonsiliare, da noi fortemente criticata, chiudeva ogni speranza per riavere ciò che ci spetta per diritto”.

“Nonostante tutto ciò, in questi anni, non ci siamo mai arresi e al fianco della consulta popolare comacchiese abbiamo continuato la nostra lotta politica apportando tutto l’aiuto che il nostro gruppo ha potuto mettere in campo – racconta Michetti -. Proprio perché ci abbiamo creduto e grazie al prefetto, siamo riusciti ad ottenere un ulteriore tavolo tecnico, un tavolo di confronto costruttivo, un tavolo che ha permesso alle parti di dialogare, un tavolo che ha messo in risalto ancora una volta la muta sottomissione di chi invece ci doveva rappresentare”.

“Grazie al prefetto e grazie all’incalzante lavoro politico siamo riusciti ad ottenere una apertura al dialogo con l’azienda sanitaria che porterà ad una implementazione dei servizi, che invece fino a pochi giorni fa ci era sempre stata negata – dichiara Michetti -. Perché abbiamo lottato tanto? La forza ci è venuta dall’essere stanchi nel ricevere soprusi. Siamo una zona turistica e come tale abbiamo bisogno anche di questo tipo di servizi, servono tanto a noi residenti quanto anche come punto di forza turistico”.

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