Ven 11 Giu 2010 - 1352 visite
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In piazza contro la Legge Bavaglio

I Grilli manifestano con la sinistra. Il Pd: “Attacco gravissimo alla libertà di informazione”

Solo 25 i no contrari all’approvazione, con voto di fiducia, del ddl intercettazioni in Senato. Il governo incassa 164 voti favorevoli per una legge che limita l’uso delle intercettazioni telefoniche nelle indagini e proibisce la loro pubblicazione. Ora il ddl passerà alla Camera per l’approvazione.

A Roma. Insorgono immediate le proteste dell’opposizione: l’Italia dei Valori prima occupa l’Aula di Palazzo Madama, poi esprime voto contrario. L’intero gruppo Pd abbandona l’aula per unirsi ai cittadini che manifestavano per strada:“Il ddl intercettazioni è un attacco gravissimo alla libertà di informazione” dice la senatrice ferrarese Maria Teresa Bertuzzi, che lo definisce “uno strumento che aumenta la discrezionalità dei gruppi editoriali più forti nella pubblicazione dei fatti, favorisce i criminali impedendo la regolare attività investigativa, impoverisce drammaticamente il diritto dei cittadini ad essere informati”.

Per Anna Finocchiaro (capogruppo Pd) questo atto non è altro che “l’ennesimo tentativo da parte del Governo e del suo più illustre rappresentante, di forzare il lavoro del Parlamento ad interessi personali, in questo caso danneggiando diritti e sicurezza dei cittadini italiani”.

Il Partito democratico non sembra intenzionato a muoversi rapidamente per il referendum abrogativo:“Crediamo – spiega Finocchiaro – che la Consulta boccerà senza appello questo tentativo di limitare le nostre libertà costituzionali, costringendo il Governo, come già molte volte è successo in questa legislatura, a tornare a più miti consigli e testi meno dannosi. Dispiace – aggiunge la senatrice – per l’ennesima occasione di dialogo persa: anche noi crediamo nella necessità di rivedere l’impianto giuridico relativo alle intercettazioni, ma di fronte a questo attacco frontale alla legalità non possiamo fare altro che far sentire ai cittadini tutta la nostra contrarierà”.

A Ferrara. Le proteste si fanno sentire in aula, ma anche la federazione Pd di Ferrara fa sentire la propria voce:“Oggi in Italia – riporta una nota – registriamo un nuovo violentissimo attacco alla democrazia e alla libertà”.

L’unico risultato sarà, secondo i democratici estensi, “quello di tutelare i criminali”: mettendo cioè “il bavaglio alla capacità di indagine dei magistrati e delle forze dell’ordine, si mette – spiegano – anche il bavaglio alla libertà di informazione e di essere informati”.

Tutto ciò attraverso un uso “mistificato del valore di garantire la privacy dei cittadini”, sostiene il Pd Ferrara, spiegando: “Il silenzio, nel disegno del Governo, è il modo per tutelare i soprusi, stando dalla parte di chi li compie e non dalla parte di chi li subisce”.

Come ha sottolineato Finocchiaro, non era questa la riforma delle intercettazioni telefoniche attesa dal Pd: tale legge “avrebbe dovuto consentire – riassume l’area comunicazione Pd Ferrara – la pubblicazione delle intercettazioni, solo se già a conoscenza dell’imputato e del suo difensore e se già selezionate dal giudice, sanzionando la pubblicazione di quelle non pertinenti al processo o inutilmente lesive”.

In piazza. “Art.21 Costituzione Italiana: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure […]”. Sarà il testo che questa sera verrà letto nel corso della manifestazione promossa dai Grilli Estensi: l’articolo costituzionale sarà recitato insieme a letture di brani significativi sulle intercettazioni telefoniche e sui temi della libertà d’informazione e della magistratura. I Grilli estensi invitano tutti i cittadini, le organizzazioni e i rappresentanti del mondo dell’informazione “che hanno a cuore i valori di libertà e democrazia”, a scendere in piazza, per una manifestazione contro quella che è stata definita la “legge bavaglio”: l’appuntamento è alle 19 in piazza Municipale. All’iniziativa di mobilitazione hanno già aderito Popolo Viola, Cip, Verdi, Rete Lilliput, Federazione della sinistra, Sel, Gentedisinistra.

“I giornali listati a lutto”. Da oggi partiranno numerose iniziative nell’ambito della grande mobilitazione della Federazione nazionale della stampa italiana: ieri, il segretario generale Fnsi, Franco Siddi, ha indetto la “giornata del silenzio per la stampa italiana con lo sciopero generale contro il ddl intercettazioni”. Sarà il prossimo 9 luglio, come ha annunciato Siddi dal presidio “antibavaglio” in piazza Navona: “Dovrà coincidere – l’Ansa riporta le parole di Siddi – con la giornata finale di discussione del ddl Alfano, quindi se sarà altrimenti cambieremo la data”.

Il segretario Fnsi, si legge nello stesso comunicato, ha esteso l’appello anche agli imprenditori della comunicazione: “E’ molto importante la partecipazione del mondo dell’impresa e dell’editoria accanto a giornalisti e cittadini, perché questa non è una battaglia tra destra e sinistra, ma – ha concluso – è una contrapposizione cercata per dividere l’Italia”.

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