Cronaca
13 Gennaio 2017
Maxi operazione della Polstrada di Ferrara. Denunciate 13 persone e sequestrate 6 macchine costose

Stroncato traffico internazionale di auto di lusso

di Elisa Fornasini | 3 min

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Un giro di riciclaggio internazionale di auto di lusso curato nei minimi particolari da “liberi professionisti del crimine”, tanto da rendere estremamente difficile l’individuazione delle macchine rubate anche all’estero e reimmesse sul mercato italiano per un traffico illecito da centinaia di migliaia di euro.

E’ quello sgominato dalla polizia stradale di Ferrara durante la maxi “operazione Canguro” che, dopo oltre un anno di indagini, ha portato alla denuncia a piede libero di 13 persone e al sequestro di 6 auto di alta gamma del valore di circa 400mila euro, anche se l’affare è più esteso di quello confiscato fino ad ora (sono 14 i veicoli individuati, ndr) tra cui Range Rover Hse Sport, Porsche Cayenne, Audi A7 rivendute agli ‘amici degli amici’.

L’organizzazione criminale – ben radicata in Lombardia e Veneto, con sede in un ufficio vicino all’aeroporto di Treviso, comodo per l’autostrada – è stata scoperta per la prima volta a Ferrara. Il primo errore della banda, che non conta membri ferraresi, è stato infatti rivolgersi nell’ottobre 2014 alla motorizzazione civile della città estense per nazionalizzare una Mercedes ML con documenti di immatricolazione bulgari, presumibilmente falsi.

La mossa ha insospettito gli operatori che hanno segnalato il fatto alla Polstrada locale da cui è partita l’attività investigativa. “Abbiamo dato un finto appuntamento ai richiedenti – racconta il comandante della Polstrada Ferrara Marco Coralli – e li abbiamo colti sul fatto mentre si presentavano in motorizzazione con la Mercedes dal telaio ribattuto, tecnica usata dai malviventi per nascondere il numero di telaio originale”. L’auto è risultata rubata ed quindi partita la complessa indagine, svolta dalla polizia giudiziaria e coordinata per competenza dal procuratore capo della procura di Vicenza Cappelleri, che ha coinvolto le province di Mantova, Milano, Verona, Treviso, Venezia, Padova e Vicenza.

Il modus operandi della banda, spiegato nel dettaglio dal sovrintendente capo Fabio Zaccarini, è davvero ingegnoso: le macchine venivano rubate in Romania, Bulgaria, Germania e Polonia e, tramite tecniche all’avanguardia, venivano ‘clonate’ con numeri di telaio provenienti da vetture già immatricolate (la Mercedes, ad esempio, era stata immatricolata in Australia e questo spiega il nome dell’operazione Canguro).

Un astuto stratagemma per rendere davvero difficile l’individuazione dei modelli originali, a cui si aggiunge l’ottima qualità dei documenti bulgari falsificati da un falsario esperto per rivolgersi alle agenzie di pratiche auto senza destare sospetti. Almeno fino all’incursione nella motorizzazione ferrarese che ha permesso, tramite intercettazioni ambientali e telefoniche e diverse perquisizioni, di stroncare questo immenso giro di denaro, macchine e documenti falsi. Sui proventi delle vendite a persone compiacenti, riciclati tramite aziende con false fatturazioni, sta indagando la guardia di finanza di Vicenza.

I capibanda sono due pluripregiudicati veneti di Bassano del Grappa e un napoletano residente nel Milanese, definiti “liberi professionisti del crimine” dal comandante della Polstrada per via dei loro contatti ben organizzati in tutta Europa. Mentre si cerca il falsario, nascosto all’estero, le auto praticamente nuove, del valore commerciale che supera i 50mila euro, sono state restituite agli aventi diritto, nella maggior parte dei casi a società di assicurazioni dopo la denuncia del furto da parte dei proprietari.

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