di Emanuele Gessi
Una manifestazione pacifica nei modi ma ferma nei contenuti quella che, lunedì mattina, 9 febbraio, ha visto una parte degli ambulanti del mercato settimanale del lunedì sfilare da piazza Travaglio fin sotto al municipio, con l’obiettivo di portare l’amministrazione comunale a riconsiderare la decisione di spostare il mercato del lunedì all’Acquedotto. Una scelta, quella del Comune, che ha creato malcontento diffuso nei venditori.
Sugli striscioni esposti dagli oltre sessanta operatori partecipanti si leggeva: “Lavorare è un diritto”, “350 lavoratori sospesi”, “Il mercato non può morire” e “Il mercato cuore della città”. Nelle parole di Pier Carlo Baglioni, referente di Anva, l’emergenza lavorativa è rilevante: “Se ci sono 120 commercianti che piuttosto che andare nella collocazione dell’Acquedotto se ne stanno a casa, mi chiedo perché a nessuno si accenda una lampadina”. Diverse le condizioni malviste dagli ambulanti. Sia in termini di affluenza della zona: “Chiunque abbia un minimo di competenza di commercio capisce che all’Acquedotto non può avere futuro”. Sia a livello logistico: “È stato mal valutato l’impatto che avremmo sul quartiere”.
Tra i presenti anche Federico Soffritti (FdI), oggi presidente del consiglio comunale – ex dirigente di Anva (associazione nazionale venditori ambulanti) – che ha voluto sottolineare la necessità per lui di mantenere una posizione super partes, per non ingenerare conflitti d’interesse. “Auspicabile che si trovi un punto d’incontro”, ha comunque affermato Soffritti, aggiungendo che il dialogo fra le parti non è mai venuto meno e che l’opzione di utilizzare il parcheggio Kennedy, invece che l’Acquedotto “può essere una soluzione” pur spettando all’amministrazione la decisione finale.
Sono stati il vicesindaco Alessandro Balboni e l’assessora con delega a fiere e mercati Angela Travagli a ricevere in municipio, dopo la manifestazione, una delegazione dei commercianti. La principale soluzione per arrivare a un compromesso resta quella del parcheggio Kennedy, già avanzata nel corso della trattativa, ma ora riproposta con più forza da parte degli esercenti: “Non è la soluzione ideale – ha commentato ancora Baglioni – ma sarebbe accettabile. Per di più ne occuperemmo meno di metà. E non riteniamo che si incorrerebbe, da parte di Ferrara Tua, in un mancato ricavo, perché la nostra presenza porterebbe a un grande afflusso negli stalli da noi non occupati”.
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