Formalizzati i patteggiamenti - due a un anno e sei mesi e uno a due anni - per i tre giovani accusati a vario titolo di tentata rapina aggravata, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi dopo aver derubato e aggredito con un coltello tre ragazzi di 28, 26 e 25 anni all'interno del parcheggio Diamanti di via Arianuova
Si è ufficialmente insediato nella mattinata di mercoledì 24 giugno il nuovo procuratore capo di Ferrara, Francesco Caleca, accolto con una cerimonia nell'aula B del tribunale di via Borgo dei Leoni
Dopo la querela di lei, per lui è arrivato il divieto di avvicinamento. È quanto il gip del tribunale di Ferrara ha disposto nei confronti del 20enne che, durante la nottata tra mercoledì 17 e giovedì 18 giugno, nel parcheggio della Coop Doro di via Modena, davanti al McDonald's
Un uomo è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di aver aggredito e ferito l’ex compagna al termine di una violenta lite avvenuta all’interno di un’abitazione a Ferrara
Per l'incidente mortale di via Copparo, avvenuto durante la serata di sabato 20 giugno, la pm Silvia Clinca della Procura di Ferrara ha iscritto nel registro degli indagati il 48enne di nazionalità afghana che era alla guida della Volvo V50 con le ipotesi di omicidio e lesioni stradali
Questa volta è andata male al rapinatore seriale dei panifici, grazie alla reazione di una commessa che non si è fatta intimidire e, di fronte al coltello di pochi centimetri del malvivente, ha reagito brandendo un ben più lungo coltello per tagliare il pane mettendolo in fuga. Non solo, perché Lisa Sacchi, 40enne dipendente della Delizia del Pane di via Montebello, ha inseguito il rapinatore in strada, fuggito in sella a una bici, scagliandogli contro la catena del velocipede che all’uomo, nella concitazione della fuga, era caduta a terra.
“Ero davvero arrabbiata”, racconta Lisa Sacchi dopo aver sventato la rapina, anche perché lo stesso forno di via Montebello era stato preso di mira il 21 dicembre scorso, probabilmente dallo stesso individuo che da qualche tempo sta seminando allarme tra i panifici ferraresi: alto e magro, giovane sotto la trentina e con gli occhi chiari, azzurri, visibili sotto la sciarpa e il cappuccio usato per nascondere il volto. Potrebbe quasi certamente essere lo stesso dei colpi al panificio Orsatti di via Palestro e al forno La Bottega del Pane di via Arianuova. Ma emerge un nuovo particolare grazie al coraggio e alla prontezza di spirito della commessa: “Mentre fuggiva – dice – gli si è scoperta la testa e ho visto che aveva capelli cortissimi, quasi rasati. La catena della bicicletta che gli era caduta, poi, l’ho consegnata alle forze dell’ordine: non si sa mai vi siano impronte utili per il suo riconoscimento”.
La reazione della donna è stata dettata da rabbia, ma anche da presenza d’animo. Tutto è avvenuto attorno alle 17.30, quando il rapinatore seriale ha capito che poteva essere il momento buono per l’assenza di clienti nel negozio. E’ entrato e subito si è portato dietro al bancone dove si trovava Lisa Sacchi, brandendo il suo coltellino. La commessa ha capito subito e, avendo a portata di mano un coltello più grosso non ha esitato a impugnarlo per difendersi, un po’ d’istinto, un po’ perché “siamo tutti in allerta e mi aspettavo che potesse colpire di nuovo”.
Il malvivente ha chiesto ripetutamente di aprire la cassa, ma la donna ha opposto resistenza e i due si sono anche afferrati reciprocamente i polsi delle mani che brandivano i rispettivi coltelli: “Ha detto ‘metti via il coltello che ci facciamo male’ – racconta Lisa Sacchi – poi ha tentato di armeggiare con la cassa per aprire il cassetto del denaro, senza riuscirci, quindi ha deciso di scappare anche per il timore che potesse entrare qualcuno nel frattempo. Devo dire di non aver avuto paura, bensì la sensazione che quel cutterino non l’avrebbe comunque usato. L’adrenalina e la rabbia mi ha fatto reagire così, probabilmente non lo rifarei se dovesse succedere ancora”.
Sull’ennesimo episodio del rapinatore seriale di panifici stanno indagando Polizia di Stato e Carabinieri, nel tentativo di assicurare prima o poi alla giustizia il malvivente che, questa volta, se n’è dovuto scappare con la coda tra le gambe.
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