Caldo e incendi, sul campo i volontari di Protezione civile
Super lavoro per i volontari di Protezione civile, che in questi giorni sono coinvolti nella fase di emergenza per il grande caldo in supporto ai Vigili del Fuoco in interventi antincendio
Super lavoro per i volontari di Protezione civile, che in questi giorni sono coinvolti nella fase di emergenza per il grande caldo in supporto ai Vigili del Fuoco in interventi antincendio
A poco più di una settimana dalla fine della sospensione di diciotto mesi dovuta alla Legge Severino, durante la tarda mattinata di lunedì 29 giugno, la Procura di Ferrara ha avanzato una nuova richiesta di condanna a quattro mesi per Nicola 'Naomo' Lodi
Si sono svolti a Imola nelle giornate di sabato 27 e domenica 28 giugno 2026 i Campionati Regionali Individuali Juniores e Promesse
Avrebbe sferrato quindici colpi di martello alla coinquilina. È quanto sarebbe accaduto nella mattinata di lunedì 29 giugno in un appartamento al quinto piano di un condominio popolare al civico 119 di via Salvador Allende al Doro, dove una donna 40enne di nazionalità nigeriana è stata fermata per tentato omicidio
L'ha avvicinata approfittando della confusione della fuoriuscita del pubblico e l'ha palpeggiata tentando più volte di baciarla. È successo l'altra notte al termine dell'evento “La notte dei format” del Ferrara Summer Festival
Patrizia Moretti aveva desistito dal procedimento giudiziario contro chi aveva definito falsificata la foto del figlio morto sul lettino dell’obitorio. Si tratta dei fatti immediatamente successivi al sit-in del Coisp in piazza Savonarola del marzo 2013, che vide Patrizia Moretti scendere in strada con l’immagine di Federico sfigurato. Nel convengo immediatamente successivo Franco Maccari, segretario del Coisp (e con lui i senatori Giovanardi e Balboni) sostenne che quell’immagine fosse una “falsificazione della realtà”.
Mentre Giovanardi ha accettato la remissione di querela (Balboni aveva patteggiato qualche mese prima), Maccari l’ha rigettata per dimostrare la sua “totale estraneità alle accuse”, come spiegò a suo tempo il suo avvocato Eugenio Pini.
Ma non basta. Mentre la Moretti aveva scelto di ritirare le denunce perché “convinta che una sentenza di condanna non potrebbe cambiare persone che – da quanto capisco – costruiscono la loro carriera sull’aggressività e sul rancore. Non ci potrà mai essere un dialogo costruttivo. Non sarà una sentenza a fare la differenza nel loro atteggiamento. Rifiuto di mantenere questo livello basato su loro bugie e provocazioni per ferirmi ancora e costringermi a rapportarmi con loro. Io ci sto male, per loro – credo di capire – è un mestiere”.
E invece la Moretti dovrà ancora suo malgrado avere a che fare con il leader del sindacato di polizia del Coisp. Già, perché Maccari (tramite il suo legale) ha chiesto la sua citazione in tribunale per comparire come testimone. Una strategia processuale che trova lo sdegno dell’avvocato della Moretti, Fabio Anselmo, secondo il quale il fatto “si commenta da solo, perchè questa è la prova che non è certamente Patrizia che va cercando polemiche o rivalse. Nonostante la madre di Federico abbia voluto rimettere le querele nei confronti di tutti, Maccari vuole a tutti i costi questo processo, pur sapendo benissimo di poterlo fermare in qualunque momento: dovesse mettersi male per lui può accettare successivamente la remissione di querela. Mi chiedo francamente cosa cerchi? Credo che la Polizia di Stato sia tutt’altra cosa”.
Non sarà a ogni modo il primo processo che vede di fronte Maccari e Moretti. La madre di Aldrovandi venne querelata dal sindacalista per averlo definito “uno stalker” e “un vero torturatore morale”. A sua volta il segretario del Coisp si vide archiviare dal tribunale di Venezia la denuncia per stalking intentata dalla Moretti contro di lui.
L’udienza è prevista per il 12 ottobre presso il tribunale di Ferrara. Un’altra udienza, questa volta a Ravenna, vedrà invece la madre di Federico involontaria protagonista. Si tratta del procedimento per la querela contro Sergio Bandoli, ravennate di 53 anni. Bandoli è colui che scrisse sulla pagina facebook di Prima Difesa Due, associazione che assisteva legalmente i poliziotti condannati per l’omicidio colposo del diciottenne Aldrovandi, “la madre se avesse saputo fare la madre non avrebbe allevato un ‘cucciolo di maiale’ ma un uomo”.
In un primo momento il 53enne sostenne di esser stato vittima di un attacco di un hacker. Il fatto che il suo processo fosse stato trasferito per competenza territoriale a Ravenna aveva fatto dimenticare alla Moretti di ritirare la relativa querela. Nel frattempo però l’iter è proseguito con la richiesta di rinvio a giudizio del pm accolta dal gup romagnolo. Per Bandoli l’udienza è stata fissata al 21 novembre.
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