Nuova tegola per Berco, rischia di perdere ordini da John Deere
Un'altra tegola su Berco che da ottobre 2026 rischia di perdere gli ordini di John Deere che ogni anno acquistava 20-30 tonnellate di prodotti dallo stabilimento con sede a Copparo
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Agribus/Agrimove, il progetto sperimentale di mobilità della Sezione Territoriale di Ferrara della Rete del lavoro agricolo di qualità, assieme ad Ami Agenzia Mobilità di Ferrara, è stato premiato con il primo posto nella categoria Welfare-Inclusione-Sostenibilità dell’IoMobility Awards
Domenica 24 maggio l’Accademia dei Maestri Artigiani e d’Impresa premierà solennemente 12 imprenditori di eccellenza del territorio
Con il solo servizio di impollinazione portato avanti nei campi dalle api e dagli altri insetti che viene stimato in Italia in 3 miliardi di euro occorre salvaguardare un settore importante per l’economia, per l’ambiente e per la salute
Salvaguardare i livelli occupazionali e garantire la continuità produttiva dello stabilimento Eni-Versalis di Ravenna e Ferrara a rischio chiusura. La richiesta arriva da un’interrogazione del Partito democratico
Tre gruppi bancari per il salvataggio di quattro banche con i conti in regola ma ben poco appeal sul mercato: si fa sempre più probabile l’ipotesi ‘spezzatino’ per il salvataggio di Carife, Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti, dopo che il direttore generale delle nuove ‘good banks’ Roberto Nicastro ha rispedito al mittente le offerte vincolanti di acquisto giunte dai fondi Apollo e Lone Star per i quattro istituti in blocco.
Come anticipato all’indomani di quella decisione, il ‘piano B’ dell’Unità di Risoluzione diretta da Nicastro era chiaro da subito: ricontattare i potenziali acquirenti che si erano via via dileguati dalla trattativa e proporre nuove condizioni di acquisto, anche alla luce del drastico crollo del valore di mercato del prodotto ‘in vetrina’: le quattro banche.
La strategia insomma comincia a delinearsi chiaramente: tramontata l’ipotesi di vendere i quattro istituti accorpati allo stesso operatore, Nicastro spera di massimizzare gli introiti scindendo il ‘pacchetto’ in quattro operazioni distinte, una per ogni good bank in vendita. L’obiettivo è chiaramente quello di raccogliere una cifra complessiva superiore al mezzo miliardo, ovvero all’entità delle offerte giunte dai fondi. E nel corso delle ultime settimane, secondo fonti del Sole 24 Ore, tre grandi gruppi sarebbero tornati a farsi sentire con offerte per l’acquisto dei singoli istituti.
Nel dettaglio, si tratterebbe di Ubi per Carife, di Bper per Banca Etruria e Banca Marche e la Banca Popolare di bari per Carichieti. L’ostacolo principale alla trattativa è rappresentato dalle tempistiche: Nicastro ha tempo fino a fine settembre per concludere la vendita dei quattro istituti, dopodiché scatterebbero le sanzioni europee per gli aiuti di Stato.
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