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La segretaria nazionale Flai Cgil Silvia Guaraldi fa il punto sul modello ferrarese: "Agribus e rete territoriale sono un esempio da esportare"
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Cia-Agricoltori Italiani Ferrara accende i riflettori sull’ingiustificata stagnazione dei prezzi dei carburanti, segnalando una discrepanza ormai insostenibile tra le quotazioni internazionali della materia prima e i costi alla pompa
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"Ancora una volta, un episodio così grave richiama l’attenzione sull’importanza della sicurezza, un tema che troppo spesso continua a essere sottovalutato"
Addio al vecchio nome di Comacchio Camping Village. Si chiamerà Delta Open Air Resort la nuova struttura ricettiva all'aria aperta in realizzazione a Porto Garibaldi
Tre gruppi bancari per il salvataggio di quattro banche con i conti in regola ma ben poco appeal sul mercato: si fa sempre più probabile l’ipotesi ‘spezzatino’ per il salvataggio di Carife, Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti, dopo che il direttore generale delle nuove ‘good banks’ Roberto Nicastro ha rispedito al mittente le offerte vincolanti di acquisto giunte dai fondi Apollo e Lone Star per i quattro istituti in blocco.
Come anticipato all’indomani di quella decisione, il ‘piano B’ dell’Unità di Risoluzione diretta da Nicastro era chiaro da subito: ricontattare i potenziali acquirenti che si erano via via dileguati dalla trattativa e proporre nuove condizioni di acquisto, anche alla luce del drastico crollo del valore di mercato del prodotto ‘in vetrina’: le quattro banche.
La strategia insomma comincia a delinearsi chiaramente: tramontata l’ipotesi di vendere i quattro istituti accorpati allo stesso operatore, Nicastro spera di massimizzare gli introiti scindendo il ‘pacchetto’ in quattro operazioni distinte, una per ogni good bank in vendita. L’obiettivo è chiaramente quello di raccogliere una cifra complessiva superiore al mezzo miliardo, ovvero all’entità delle offerte giunte dai fondi. E nel corso delle ultime settimane, secondo fonti del Sole 24 Ore, tre grandi gruppi sarebbero tornati a farsi sentire con offerte per l’acquisto dei singoli istituti.
Nel dettaglio, si tratterebbe di Ubi per Carife, di Bper per Banca Etruria e Banca Marche e la Banca Popolare di bari per Carichieti. L’ostacolo principale alla trattativa è rappresentato dalle tempistiche: Nicastro ha tempo fino a fine settembre per concludere la vendita dei quattro istituti, dopodiché scatterebbero le sanzioni europee per gli aiuti di Stato.
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